giovedì 6 agosto 2015

Punti di svista: C'è medusa e Medusa... (di Nico Baratta)

Giornalista free lance, con l'occhio sempre vigile sulla città capoluogo, sui suoi problemi e le sue potenzialità, Nico Baratta ha uno sguardo che mi piace sulla realtà che ogni giorno raccontiamo, come cronisti. Ha la capacità di guardare alle cose ad altezza d'occhi, e nello stesso tempo di non lasciarsi schiacciare dal peso a volte soverchiante dell'attualità. Giudicare e raccontare in prospettiva.
Il buon Nico ha voluto convidere con amici e lettori di Lettere Meridiane (e lo ringrazio per questo) l'interessante puntata dedicata dalla sua rubrica #puntidisvista al parco acquatico di prossima costruzione a Foggia, iniziativa di natura privata che sta suscitando tante aspettative e tanti commenti. L'analisi di Baratta è suggestiva e interessante, proprio per il suo valore prospettico: sullo sfondo le complesse vicende urbanistiche che hanno interessato la città di Foggia negli ultimi decenni, determinandone, nel bene e nel male, la storia.
* * *


Più osservo la nostra cara amata città di Foggia e più chiedo a me stesso dove son finite tutte quelle promesse fatte da 20 anni a oggi dai vari politici locali che si sono succeduti al Comune, alla Provincia, alla Regione, in Parlamento, a Bruxelles.
A Foggia, tanto per citare qualche “promessa”, dovevano sorgere campi polisportivi, piste ciclabili, abitazioni per l’housing sociale, case d’accoglienza e di recupero, giardini con parchi, fontane varie tra cui quelle da ristrutturare per uso comune con acqua potabile (come c’erano fino a 20 anni fa, dove il cittadino si rinfrescava con le decine e decine di fontane sparse per Foggia). E con essi il lavoro non doveva e poteva mancare, se l’economia si basa sul circolo della moneta. Fino a poco tempo fa, sempre quei politici dalle promesse facili, dovevano sistemare l’area urbana dei Quartieri Settecenteschi, purtroppo una periferia in pieno centro dal valore storico, e costruire i parcheggi di scambio ai vari ingressi della città, iniziando da quella con direzione Bari.

Ah… Bari, quella città cui tanto puntiamo il dito e poi la corteggiamo per nostre personalissime esigenze. Quella città, meglio dire, i politici e imprenditori baresi, che ci hanno tolto tanto e ci tengono in bilico su altrettanti sviluppi economici.
Invece si è preferito accumulare discariche, cemento su cemento, quasi a sotterrare l’urbe dei sogni e con essa le loro “promesse” che definisco “fatue”.
Ad esempio, dove erano previsti i parcheggi di scambio, quelli direzione Bari (guarda caso…), ora sorgono costruzioni industriali e edifici abitativi a tre piani, rigorosamente privati. Altro che housing sociale e un aiuto all’ambiente e alla salubrità della nostra aria cittadina.
Speculazione o riconversione? PUG, PIRP, etc… acronimi che prendono senso se la promessa da fatua diventa utile al cittadino e non al costruttore, all’imprenditore e politico di turno. Mah…. Tuttavia tutti e tutto hanno un prezzo!!!
E dire che vi fu anche chi promise il mare a Foggia. Bella questa….
Ciononostante non sarà acqua di mare quella che faranno arrivare a Foggia nel Park appena varato, sperando che non sia intrisa con quella di fogna. Certo è che in quella di mare il pericolo medusa era probabile, ma naturale; in quella varata dal Comune di Foggia, la Medusa potrebbe scomparire, finanche sotterrata, a fronte di altre distrazioni meno culturali ma più proficue per le tasche di pochi.
Speriamo che il gioco valga la candela. Anzi, il parco, i suoi 1200 posti di lavoro (esagerati, temporanei, ma possibili) previsti e speriamo non “promessi”, l’indotto storico-culturale e suoi benefici, siano proficui per tutta la Capitanata e non per i soliti noti dalle Fatue Promesse.
Certo è che se era ancora viva la Mazzei, erano mazzate per tutti.

#puntidisvista  #perunaFoggiamigliore

Ad Maiora!

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