giovedì 27 settembre 2018

C'è una legge truffa che incombe sul Mezzogiorno: fermiamola

No alla secessione dei ricchi, ovvero al regionalismo differenziato proposto dal Veneto e da altre regioni del Nord, che vorrebbero usare il residuo fiscale ad esclusivo vantaggio delle popolazioni residenti, facendo venire meno servizi essenziali nel resto del Paese, e soprattutto nei territori più disagiati, come il Mezzogiorno. Un “no” pronunciato con orgoglio e con consapevolezza dall’economista Gianfranco Viesti, che ha lanciato sul web una petizione che nel giro di qualche settimana ha raccolto più di 11.000 firme.
Per sostenere la petizione e contrastare il progetto della regione Veneto (che potrebbe essere accolto dal Governo e diventare legge il mese prossimo, attraverso un decreto), chiedendo che venga discusso dal Parlamento, è nato in provincia di Foggia un comitato, che domenica 30 settembre prossimo terrà un importante incontro pubblico con la partecipazione di Pino Aprile.
L’evento si svolgerà alle 11.00 a Parcocittà (Parco San Felice, via Rovelli 44): ad intervistare il noto giornalista scrittore saranno i giornalisti Piero Paciello e Geppe Inserra.
Alla petizione hanno aderito decine di docenti universitari di ogni università, europarlamentari, parlamentari, consiglieri regionali, sindaci e amministratori di ogni formazione, esclusa l’antimeridionale Lega Nord, giornalisti di grido, scrittori e artisti famosi.

“Le tantissime adesioni - scrive il Comitato in una nota diffusa alla stampa - hanno suscitato reazioni inconsulte da parte dei governatori leghisti delle regioni del Nord, che pretendono di trattenere per sé il 90% delle tasse incassate. Come se quegli introiti non siano parte di un sistema nazionale di produzione e consumi cui il Sud, con il suo 34% di abitanti contribuisce in misura notevole, ricevendone in cambio molto meno di quanto gli spetti. E lo vogliono fare con un autoritario accordo “privato” tra la ministra leghista veneta Stefani e i governatori leghisti Zaia e Fontana, accordo benedetto da Salvini scavalcando le competenze di Governo e Parlamento, nel complice assenso del Partito unico del Nord”, composto da Fi, Pd, M5S del nord che usano la lega come strumento di lavoro sporco contro il Sud.”
“Chiediamo ancora altre firme perché - si legge ancora nella nota - vogliamo andare avanti fino alla vittoria, perché se dovesse passare la legge truffa, eufemisticamente chiamata “regionalismo differenziato”, i diritti dei cittadini del Sud, già fortemente penalizzati rispetto a quelli del Nord, diverranno ancora più scarsi, con ancora meno investimenti per ferrovie, strade, aeroporti, ospedali, università, asili, in definitiva ancora meno lavoro nel Mezzogiorno d’Italia, ridotto a regione più povera d’Europa. Le ragioni dettagliate della nostra strenua opposizione a tale legge, dal carattere incostituzionale, poiché viola il principio fondamentale dell’uguaglianza dei cittadini, sono contenute nel testo della petizione riportata nel link che segue:

https://www.change.org/p/gianfranco-viesti-no-alla-secessione-dei-ricchi

La petizione è stata sottoscritta da personaggi di primissimo piano del mondo sindacale, economico, politico, dell’informazione e dello spettacolo quali Susanna Camusso, segretaria nazionale della CGIL, economisti del calibro di Vito Tanzi, già direttore del Fondo monetario internazionale, giornalisti di grido come Sandro Ruotolo e Antonello Caporale, artisti quali Al Bano e Nandu Popu dei Sud Sound System e cento altri i cui nomi troverete in calce alla petizione.
Tantissime e significative le adesioni giunte anche dalla Capitanata che il Comitato, scusandosi per eventuali omissioni o dimenticanze, elenca con orgoglio.
Tra gli altri, hanno sottoscritto la petizione: Elena Gentile, Europarlamentare; Giorgio Lovecchio, deputato; Rosa Barone consigliere regionale pugliese; Vincenzo Rizzi, consigliere comunale di Foggia; Giuliano Volpe archeologo, già rettore dell’Università di Foggia; Saverio Russo, docente di Storia moderna dell’Università di Foggia; Raffaele Vescera, scrittore; Domenico Iannantuoni, scrittore; Michele Eugenio Di Carlo, Docente, Meridionalista; Enza Armiento, Scrittrice; Geppe Inserra, Giornalista, dir. Lettere Meridiane; Enzo Lionetti Docente, Commercialista; Piero Paciello, dir. Quotidiano L’Attacco; Michele Lauriola, coordinatore Rete Spac; Teresa Maria Rauzino, docente, scrittrice; Franco Antonucci, urbanista; Giovanni Palmulli, impiegato Ferrovie; Franco Persiano, Segretario Spi-Cgil; Germano D'amato, chef; Franco Salcuni, dirigente Naz Legambiente; Giampaolo De Giorgio, progettista Bandi Europei; Massimiliano Varracchio, consulente finanziario; Paolo Prudente, Pres. Consiglio Comunale di Vieste; Ivan Matera, militare; Enzo Quaranta, scrittore; Federico Scarabino, artista (Rione Junno); Salvatore Mangiacotti, già sindaco di S. Giovanni Rotondo; Giuseppe Osvaldo Lucera, scrittore e storico; Pasquale Del Giudice, coordinatore Italia Nostra Vieste; Gennaro Tedesco, giornalista e scrittore; Nicolino Sciscio, consigliere comunale Vico del Gargano; Giuseppe D’Avolio, già dir. scolastico e vice-sindaco di Vico del Gargano; Simone Gaetano, giornalista; Giuseppe Quartucci, informatore scientifico; Gianfranco Nassisi, cardiologo; Renato Foti, impiegato Denso; Alfonso Chiaromonte, scrittore; Domenico Prencipe, imprenditore della pasta; Francesco Morra, chef; Michele Angelicchio, giornalista, Vico del Gargano; Enzo Pazienza, Presidente Centro Studi Paglicci.

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