lunedì 28 maggio 2018

Le "Ali sospese" torneranno a spiccare il volo

Le “Ali sospese” di Gianfranco Rizzi torneranno a spiccare il volo. Per decenni, l'opera ha adornato l’ingresso dell’aeroporto Gino Lisa. Venne rimossa durante i lavori di rifacimento del piazzale dello scalo e incredibilmente finì tra i rifiuti: adesso sarà restaurata e riposizionata a cura e spese del Comune di Foggia, che ha stanziato per questo scopo 120.000 euro.
Ad annunciarlo è stato, a margine di una conferenza stampa svoltasi a Palazzo di Città, il sindaco di Foggia, Franco Landella. L’annuncio non è sfuggito al Mattino di Foggia: trovate qui il video con le dichiarazioni del primo cittadino e del dirigente del settore cultura, Carlo Dicesare.
La giunta comunale ha accolto un emendamento a tal fine approvato dal Consiglio Comunale. Ad individuare il sito in cui l’opera verrà riposizionata sarà l’Ordine degli Architetti.
La vicenda fu al centro di una denuncia presentata da Franco Cuttano e dal Meetup 5 Stelle. Nonostante le svariate prese di posizione, le denunce e gli articoli di stampa, Aeroporti di Puglia non ha mai risposto.
L’iniziativa dell’amministrazione Landella è sicuramente apprezzabile, ma perché non rimettere la scultura  nel suo sito originario, e mandare il conto ad Aeroporti di Puglia? E voi, cari amici e lettori di Lettere Meridiane, che ne pensate?
Nella immagine che illustra il post, la riproduzione fotografica della serigrafia che lo stesso autore realizzò all’epoca della posa in opera del monumento, che ha un valore particolare non soltanto dal punto di vista artistico ma anche storico, simbolico e sentimentale: la scultura venne realizzata recuperando e riusando i rottami degli aerei caduti all’aeroporto Lisa durante la seconda guerra mondiale.
Potete scaricare la foto ad alta risoluzione, scattata della sala dei Fondi Speciali della Biblioteca Provinciale di Foggia, cliccando qui.

1 commento :

Franco Cuttano ha detto...

Mi piacerebbe conoscere dal Dirigente Generale di Aeroporti di Puglia Marco Franchini (Manager veronese che ci costa addirittura circa 900 euro al giorno – risulta percepire uno stipendio annuale di 326.000 euro) quali sono questi "ELEMENTI di SICUREZZA" che ritiene OSTANTIVI per la ricollocazione del Monumento “Ali sospese” nel suo posto di origine.
Si perché conosco tanti architetti, ingegneri ed esperti di volo i quali sostengono che tecnicamente “nulla osta” riportare l’opera dov’era prima.
E’ bene ricordare che tale manager Marco Franchini fu colui che decise (senza chiedere ai foggiani, alla Camera di Commercio che ordinò e donò nel 1969 l’opera e soprattutto alla Soprintendenza delle Belle Arti) di smantellare l’opera d’arte del nostro apprezzatissimo accademico scultore foggiano Gianfranco Rizzi buttando “Ali sospese” alle ortiche.
Questo perché pare che il super-pagato “paperone” Dirigente Generale AdP lo ritenesse un Monumento brutto che portava iella (strana motivazione, anzi se stiamo ai fatti, fu proprio dopo quella barbarie, quell’atto vandalico dal colletto bianco che Foggia non volò più).
Oggi disturbato leggo che il sindaco Franco Landella anziché PRETENDERE le scuse, i danni e il recupero da parte del Governatore Michele Emiliano quale rappresentante della Regione Puglia a sua volta proprietaria di AdP, si lascia trattare come un mendicante.
Cosa fa il nostro sindaco? Da suddito servitore, si riprende il rovinato Monumento così com’é e progetta a spese dei foggiani (ben 120 mila euro + eventuali e rilevanti spese accessorie) il recupero e un’ impropria diversa postazione per “Ali Sospese” (si perché la colpevole arrogante AdP non permette sia ricollocato dov’era nel piazzale del Gino Lisa).
In questa vergognosa questione, c’é anche l’altro aspetto che mi fa ricordare il detto: “APRILE fa il fiore e Maggio si prende l’onore”.
Chi scrive è stato colui che ha fotografato “IL VOLO” quando fu buttato alle ortiche denunciando anche ai Media, la barbarie commessa dall’irrispettosa AdP .
Pertanto, già nei primi mesi del 2013, politici ed associazioni preso coscienza dell’oscuro atto vandalico firmato AdP a danno dell’intera Daunia ma nessuno (sindaco, politici, associazioni) fece prontamente qualcosa e pochi si limitarono a qualche sterile riga di dissenso su Facebook (giusto per tener buona la propria coscienza).
Fu così deludente la risposta da chi t’aspettavi di più (in primis dal sindaco, dagli assessori e dai consiglieri) che decisi di coinvolgere i miei amici attivisti del “Meetup Cinque Stelle Foggia-Daunia” e con loro presentare (come primo firmatario) il 15 marzo 2013, sulla base del dispositivo dell’Art 635 del codice penale, una denuncia alla Procura della Repubblica di Foggia.
Oggi, vedo pavoneggiare in conferenza stampa il sindaco Franco Landella, il consigliere Marasco e i cari amici del FAI (poco attenti alla gravosa questione IRIIP/Campi diomedei) tutti uniti a fare i “MAGGI” prendendosi paternità e onori pur sapendo che “APRILE” (5-Stelle) che ha fatto il fiore, dissente sulla spesa di recupero e posizionamento a carico dei foggiani e sulla impropria collocazione in altro luogo del Monumento.
Tanto commentato ad onor di cronaca… (Franco Cuttano – Comitato Pro IRIIP)

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