venerdì 18 maggio 2018

A Frosinone ha vinto lo sport. Che Foggia!

A Frosinone ha vinto lo sport. Non quello del sindaco della cittadina laziale che ha brigato per evitare che sugli spalti ci fossero anche i tifosi rossoneri. Non quello dei telecronisti sky che hanno tifato dal primo all'ultimo minuto per i padroni di casa (non ci scommetterei, ma mi è sembrato che alla fine il commentatore quasi piangesse). Ha vinto lo sport genuino, interpretato da un campione purissimo, cristallino, e non celebrato quanto meriterebbe.
Si chiama Giovanni Stroppa, allena i satanelli e ancora una volta ha messo a segno la magia, tirando fuori dal cilindro delle sostituzioni il coniglio vincente.
Finisce 2-2, pareggio che per il Foggia ha una valenza puramente statistica, ma che per i laziali vuol dire la fine del sogno della promozione diretta in A e la prospettiva dell'inferno dei play off.
Ad onta degli stucchevoli telecronisti di Sky va detto che i padroni di casa hanno fatto molto poco per meritarsi la seria A. Il Foggia ha messo a segno tre dei quattro gol del match (2.2 il risultato finale): con Mazzeo, indomito, monumentale (a un certo punto ha salvato la porta rossonera su calcio d'angolo con un colpo di testa e tre secondi dopo ha confezionato una ripartenza che poteva essere letale per il Frosinone); con Floriano, letale, ancora una volta l'uomo giusto al momento giusto e con Rubin, sfortunato protagonista di un clamoroso autogol, dopo aver propiziato la rete del vantaggio rossonero nel primo tempo.
Il Frosinone non ha fatto molto per centrare l'obiettivo della promozione diretta. E adesso, nella lotteria dei play off, occorrerà ben altro per dare concretezza ai sogni di promozione che, stando a quanto si è visto stasera, sembrano a dir poco azzardati.

A proposito del cilindro di Stroppa. Se la rete di Floriano gli ha permesso di consolidare il primato di allenatore la cui squadra vanta il maggior numero di gol segnati da giocatori che subentrano dalla panchina, l'ultimo prodigio si chiama Andries Noppert. È il terzo degli estremi difensori schierati da Stroppa in questo campionato. Che fosse forte coi piedi e nelle uscite, lo si era capito. Ma stasera ha fatto un paio di miracoli tra i pali, che hanno dato ragione, per l'ennesima volta a Giovannino Stroppa. La foto che illustra il posto mostra il volo di Noppert che ha salvato la porta rossonera e il pareggio, quando mancava pochissimo al fischio finale.
Giovanni Stroppa è una risorsa per il calcio trasparente, solare, sorridente: un uomo grande e vero, che si relaziona da uomo al resto della squadra, e riesce a cavare da tutti voglia di vincere, coraggio, intensità.
Ai deprecabili telecronisti e commentatori sky (ci hanno fatto rimpiangere SportTube Tv) suggeriamo la lettura di un dato, quello relativo al possesso palla: 53% a favore del Foggia, che non aveva niente da perdere. Se il Frosinone voleva andare in serie A fin da stasera, doveva semplicemente giocare un po' meglio: l'ardore dei telecronisti, l'assenza di tifosi rossoneri sugli spalti e un arbitraggio piuttosto casalingo, almeno nel secondo tempo, non sono bastati.
Nei play off, occorrerà ben altro.
Il Foggia si congeda dal torneo cadetto con un'altra, maiuscola prestazione che consolida il nono posto già acquisito, e conferma che se Stroppa avesse potuto avere fin dall'inizio del torneo la rosa messagli a disposizione da Nember, la musica sarebbe stata diversa. Molto diversa.

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