lunedì 23 aprile 2018

Monti Dauni, la beffa delle royalties

Proprio mentre, promettendo loro la revisione del provvedimento, l’assessore regionale al bilancio, Raffaele Piemontese, incontrava i sindaci dei Monti Dauni, sul piede di guerra per essere stati espropriati delle royalties provenienti dai giacimenti metaniferi che insistono nei loro territori, sul Bollettino ufficiale della Regione Puglia veniva pubblicata la Deliberazione della Giunta Regionale che tante polemiche ha innescato e che con l'avvenuta pubblicazione è divenuta a tutti gli effetti esecutiva.
La decisione del governo regionale pugliese, adottata su proposta del dimissionario assessore allo Sviluppo Economico e Lavoro, Michele Mazzarano, è così divenuta esecutiva.
Rivederla, così come ha promesso Piemontese, è possibile, ma non facile, perché dovrebbe essere preventivamente revocata, e sulla base di motivazioni forti, tali da resistere all’eventuale opposizione dei Comuni beneficiari dei fondi, che se li vedrebbero tolti, dopo l'assegnazione.

Intanto la pubblicazione sul BURP consente di farsi un’idea più  precisa del discusso provvedimento, rispetto al quale sono circolate anticipazioni piuttosto inesatte, come quella che la delibera sarebbe stata adottata per sostenere interventi a favore degli immigrati che venne sgomberati dal gran ghetto.
Leggendo attentamente l’atto si capisce che la questione dei migranti è più che altro una pezza, neanche tanto a colore.
La narrativa della delibera cita, effettivamente il gran ghetto ricordando che parte degli immigrati che vi dimoravano, dopo lo sgombero dell’area, è stata trasferita presso l’azienda agraria di proprietà regionale “Fortore”.
Vengono poi richiamate le delibere della giunta regionale n.906 del 7 giugno 2017 e  n.1483 del 28 settembre 2017, con cui il governo regionale ha individuato tre aree di ospitalità nel territorio pugliese: oltre a quella già citata dell’azienda Fortore, che ricade nell’agro di San Severo, una ad Apricena e l’altra a Nardò.
Le royalties derivanti dai giacimenti metaniferi dei Monti Dauni non verranno però utilizzate per interventi a favore degli immigrati come lascerebbe intendere il testo che abbiamo fin qui riportato del provvedimento regionale.
Il passaggio chiave per comprendere la filosofia che ha ispirato il provvedimento è il seguente: “Tali localizzazioni rappresentano un carico urbanistico aggiuntivo per i Comuni di riferimento oltre ad un impegno in termini di accoglienza ed assistenza ai migranti che saranno ospitati nelle strutture indicate, pertanto si ritiene opportuno assicurare agli enti ed alle popolazioni coinvolte un supporto in termini di infrastrutturazione che agevoli lo sviluppo economico armonioso ed inclusivo delle suddette località.”
Niente interventi pro migranti, insomma, ma piuttosto risarcimenti a favore dei comuni che li ospiteranno sul proprio territorio: San Severo, Apricena, Nardò.
L’altro capitolo che ha fatto molto discutere è quello che riguarda gli interventi localizzati a Grottaglie e a Manduria. Anche qui il governo e la tecnostruttura regionale hanno dato prova di notevole fantasia e creatività amministrativa.
I contributi sono motivati con il fatto che nell’area interessata, l’arco ionico-salentino verrà istituita una delle ZES (Zone Economiche Speciali) previste per la Puglia.
“Fra le infrastrutture essenziali per lo sviluppo della ZES Ionica - recita la delibera regionale -  vi sono l’Aeroporto di Grottaglie che necessita di alcuni investimenti per valorizzarne ulteriormente le diverse potenzialità e il sovrappasso dell’insediamento industriale sito nel Comune di Massafra; da ultimo il Piano di sviluppo necessita di approfondimenti tecnico-scientifici che potranno essere commissionati alI’ARTI.”
Intanto le ZES previste per la Puglia sono due, e non si capisce perché la giunta regionale abbia preferito quella ionica e non quella della Puglia centrosettentrionale, visto che è qui che il metano viene estratto: l’aeroporto di Foggia ricade nel territorio di questa ZES, e avrebbe potuto intercettare i finanziamenti.
Questi nel dettaglio gli interventi previsti, con il relativo importo:


  • 7.000.000 al Comune di San Severo per la rete di fognatura per acque bianche dell’intero territorio comunale, incluse le aree produttive e commerciali (primo stralcio rispetto ad un importo complessivo di circa 28 milioni di Euro);
  • 6.000.000 al Comune di Apricena per  viabilità di connessione tra il distretto agroalimentare, lapideo e produttivo con la zona industriale e la piastra intermodale gomma/ferro del Comune stesso);
  • 1.200.000 al Comune di Nardò per  infrastrutture viarie relative ad arterie rilevanti del territorio comunale sulle quali insistono attività produttive e commerciali il cui sviluppo presuppone una agevole accessibilità da parte di automezzi e mezzi pesanti;
  • 2.000.000 al Comune di Massafra per cavalcaferrovia sulla SP38 e razionalizzazione delle intersezioni interessate per il collegamento fra l’insediamento industriale e le principali dorsali trasportistiche della zona (S.S.100 - S.S.7; Rete RFI, S.P.38); 
  • 2.000.000 ad Aeroporti di Puglia, per l’aeroporto di Grottaglie, servente la ZES Ionica Puglia - Polo di Taranto, per lavori di riqualificazione dell’aerostazione;
  • 1.102.318,65 di Euro ad ARTI per la  redazione del Piano strategico per Taranto, nell’ambito della ZES ionica.

Nell’incontro tra l’assessore regionale Piemontese e sindaci dei Monti Dauni l’esponente regionale ha fatto conoscere l’intenzione dei governatore Emiliano di mettere mano alla delibera, rivedendola, ma in modo parziale.
Come ha scritto il Mattino di Foggia, “Piemontese ha offerto la disponibilità della Regione Puglia ad alzare la soglia dei 13 milioni di euro già concessi ai Comuni del Subappennino, da cui viene estratto il metano, fino ad un tetto di 20 milioni, a fronte di una progettualità di sviluppo dell'area dei Monti dauni che ora i sindaci dovranno definire e far pervenire al governo regionale pugliese, fermo restando la volontà dell'ente regionale di risolvere la sistemazione dei migranti regolari, sgombrati nel centro smantellato di Rignano, nei comuni di San Severo ed Apricena.”
I 13 milioni si riferiscono ad un'altra tranche delle royalties che lo scorso autunno la giunta regionale aveva già erogato e distribuito ai comuni dauni interessati. A questo finanziamento si aggiungerebbero quindi altri 7 milioni di euro. Visto che Piemontese ha ribadito l’intenzione della Regione di utilizzare i proventi delle royalties “per risolvere la sistemazione dei migranti regolari sgombrati dal centro” pare di capire che le modifiche alla delibera regionale potrebbero riguardare i finanziamenti destinati a Grottaglie, Massafra e Taranto che ammontano appunto a poco meno di 7 milioni di euro.
Solo che, come abbiamo visto, non si tratta di opere effettivamente destinate ai migranti ma piuttosto di interventi di “risarcimento” verso i territori che li ospiteranno. Interventi certamente giusti, attesi dalle comunità. Ma perché finanziarli con soldi che spettano ai Monti Dauni?
E qui siamo al paradosso, visto che le royalties servono proprio a compensare, a risarcire i territori e le comunità, ma quelle “subiscono” i pozzi metaniferi.
Si tolgono i risarcimenti ai Monti Dauni per destinarli ad altri risarcimenti.

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