lunedì 5 marzo 2018

La vittoria pentastellata, la waterloo del centrosinistra

Alla fine, il temuto astensionismo non c’è stato. E la voglia di votare, di esprimersi dei cittadini ha duramente punito i partiti di governo aprendo di fatto una stagione politica nuova. In provincia di Foggia ha votato il 66,4% degli elettori, un paio di punti al di sotto delle precedenti elezioni e della media regionale, ma pur sempre una percentuale cospicua.
Il quadro politico esce sconvolto. Vincitore senza discussione della competizione elettorale in provincia di Foggia è il Movimento 5 Stelle come in tante altre parti del Mezzogiorno.
Nel collegio plurinominale Puglia 4 della Camera, che raggruppa la provincia di Foggia e alcuni comuni della Bat, il M5S sfiora addirittura la maggioranza assoluta dei consensi attestandosi al 44,6%, segue la coalizione di centrodestra con il 33,5% (Forza Italia primo partito con il 20,2%). La coalizione di centrosinistra ottiene solo il 16,3% con il Pd, al 13.7%.
I cinquestelle  hanno fatto l'en plein, conquistando tutti i 3 collegi in cui è suddivisa la provincia di Foggia.
Con il 44,9% dei voti, la pentastellata Rosa Menga ha sconfitto la candidata del centrodestra, Michaela di Donna che si è fermata al 32,8%, con la seguente distribuzione di consensi tra i diversi partiti che la sostenevano: 18% Forza Italia, 8% Lega, 3,8% Udc e 2,9% Fratelli d’Italia.
Lia Azzarone candidata del centrosinistra finisce  terza, con il 15,4% dei voti, e il Pd al 12,7%.
LeU è al 2,7%.
A fare la differenza sono stati i voti della città capoluogo. A Foggia, i cinquestelle hanno sfiorato la maggioranza assoluta dei voti, arrivando al 49,65%, con 38.997 voti. Rosa Menga ha distanziato Di Donna di oltre 16.000 voti e di ben 21 punti percentuali. Forza Italia ha totalizzato il 16,37% dei consensi, sorprendente il risultato della Lega, che ha raggiunto l’8,59
Sempre nel capoluogo, il centrosinistra con Lia Azzarone ha preso il 15% dei voti, 12% il Pd. Marilena Di Padova di LeU a conquistato 2.303 voti, pari al 2,9% dei consensi.
Anche negli altri due collegi uninominali la vittoria pentastellata è stata netta.
A San Severo, Carla Giuliano (43%, quando sono state scrutinate 168 sezioni su 231) infligge quasi 8 punti al candidato del centrodestra  Angelo Cera (34,1% con Forza Italia al 18,9, e la Lega - 7,3% - più forte dell’Udc, al 5,7%). Il candidato della coalizione di centrosinistra, Rosario Cusmai totalizza il 17,7%, con il Pd al 13,6. Arcangela De Vivo di LeU è al 2,41%.

Anche a Manfredonia, tradizionale roccaforte del Pd, il centrosinistra crolla. Il seggio (111 sezioni scrutinate su 226) è conquistato da Antonio Tasso del M5S, con il 42, 4%: oltre 7 punti in più rispetto a Giandiego Gatta del centrodestra (con Forza Italia al 21,4%). Michele Bordo del centrosinistra è al 17,2%, con il Pd al 14,5%. Michela D’Onofrio di Leu totalizza il 2,1%.
I cinquestelle fanno l’en plein al Senato, conquistando entrambi i collegi.
A Foggia-San Severo Marco Pellegrini con il 40,5% si impone sulla candidata del centrodestra, Antonella Spezzati, che ottiene il 35% dei voti. Massimo Russo del centrosinistra si ferma al 18,3% (Pd 17,27%), Giuseppe Trincucci di Leu al 2,28%.
Ancora più netta dovrebbe essere la vittoria di Ruggiero Quarto, sempre del M5S, nel collegio senatoriale di Cerignola-Manfredonia-Andria, che con il 40,4% infliggerebbe più di sette punti di distacco a Sergio Silvestri del centrodestra (33,23% con Forza Italia al 15,10). Elena Gentile, europarlamentare Pd, era la candidata del centrosinistra che ottiene il 16,1%, con il Pd addirittura al di sotto del dieci per cento (9,8%). Usiamo il condizionale perché il “cervello” del Viminale sembra essere andato in tilt su questo collegio (le sezioni conteggiate sono 531 su 522…)
È ancora presto per poter dire chi saranno i parlamentari eletti nei collegi plurinominali di Camera e Senato, dove i seggi vengono assegnati alle liste in modo proporzionale, ed entrano in gioco i resti.
La tendenza, però, è netta. Il M5S diventa il primo partito in Capitanata. Forza Italia è il primo partito della coalizione di centrodestra, in cui tuttavia Lega e Udc marcano una significativa presenza. Per la sinistra in generale è una waterloo senza precedenti: il Pd si colloca ai suoi minimi storici, ma la sinistra di LeU e di Potere al popolo non fa meglio. Ci sarà di che riflettere.

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