venerdì 8 settembre 2017

Di pubblico dominio le prime tarantelle registrate da Alan Lomax e Diego Carpitella

La notte della Taranta non esisterebbe se nel lontano 1954, a bordo di un pulmino Wolkswagen bianco e verde, il folklorista nordamericano Alan Lomax e l' etnomusicologo calabrese Diego Carpitella non avessero percorso la Puglia in lungo e in largo, cercando e raccogliendo le tracce della tradizione musicale popolare, e scongiurando che venisse così dispersa.
Cinque anni dopo, Lomax e Carpitella tornarono in Puglia assieme al grande etnografo Ernesto De Martino per condurre uno studio sul tarantismo, malanno provocato dal morso di un ragno velenoso, e sulle pratiche terapeutiche connesse alla terapia: il morso della tarantola curato con la taranta, appunto.
Lo studio venne pubblicato da De Martino nel suo libro La terra del rimorso. Contributo a una storia religiosa del Sud.
Il Centro Nazionale Studi di Musica Popolare ha reso di pubblico dominio la documentazione sonora che accompagnava la ricerca e il volume, rendendola disponibile on line, sul più grande archivio del mondo, Archive.Org.
Di straordinario interesse l’audio documentario intitolato La terra del rimorso che per una durata di circa 16’ offre - come si legge nella pagina corrispondente di Archive.Org - “le registrazioni della tarantella, una terapia musicale per persone morse da tarantola, prodotte da Diego Carpitella e Alan Lomax durante la ricerca su tale fenomeno in Puglia, Italia, come parte del più ampio ed omonimo studio etnografico di Ernesto de Martino.”
“Il nastro - si legge ancora - contiene un breve racconto (in italiano), che colloca le registrazioni nel loro contesto, spiega come la tarantella veniva suonata nel XVII secolo e perché è cambiata nel tempo."
L’audio-documentario offre in ascolto quella che è forse la più antica registrazione di tarantella terapeutica. Lomax e Carpitella la incisero sul voluminoso ma perfetto registratore che li accompagnava nel loro viaggio esplorativo, nei dintorni di Taranto nell’estate del 1954, cioè durante la loro prima ricerca nella musica popolare del Mezzogiorno. È divisa in due parti: la prima lenta e lamentosa, la seconda tirata e vitale.
Il documento contiene anche un’altra rarissima esecuzione: una tarantella terapeutica registrata “sul campo”, durante la terapia domiciliare, nell’abitazione di una donna di Nardò, Maria, affetta da tarantismo.
Vi si può ascoltare anche un brano della cosiddetta “cura a botta”, dove la pizzica tarantata veniva eseguita con il solo tamburello. Un altro brano evidenzia le forti analogie presenti nella pizzica tarantata con la musica popolare balcanica, in particolare albanese e macedone.
La tarantella terapeutica venne interdetta nel 1700 dalla Chiesa cattolica che cercò di innestare il tarantismo nel culto di San Paolo, ma senza apprezzabili risultati in termini di cura. Nel documento è presente una lunga registrazione effettuata da Carpitella e Lomax il 29 giugno del 1959, giorno in cui tradizionalmente si festeggia San Paolo, nella Cappella di Galatina: vi prevale il caos, mentre la logica del ritmo dell’esorcismo musicale consisteva proprio nel tentativo di ripristinare l’ordine: “il rischio del caos era controllato nella cura tradizionale, dove il ritmo e la melodia della tarantella ordinavano ritualmente la crisi in cicli coreutica regolari indefinitamente ripetuti”.
Potete ascoltare o scaricare questo straordinario documento, a questa pagina di Archive.Org (per effettuare il  download, seguire le istruzioni presenti nella pagina).
La ricognizione sonora di Lomax e Carpitella è stata pubblicata in parte su dischi (la foto che illustra il post è tratta da una delle copertine).  Se desiderate approfondire l’argomento, trovate nel blog di Antonio Basile, operatore culturale e ricercatore di Carpino, animatore del Carpino Folk Festival, una pagina molto interessante e utile a questo indirizzo.

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