venerdì 5 maggio 2017

Ridare dignità al Piano delle Fosse

Sono diverse le reazioni degli amici e dei lettori alla proposta che va maturando in gruppi e pagine social di Foggia di far tornare nel loro sito originario (piazza della Croce) le statue del Seminatore e del Mietitore. Contemporaneamente all’appello di Foggia Attiva, è sceso in campo anche Raffaele De Seneen, cultore di cose locali e poeta, che si era già occupato del palazzo della Camera del Lavoro in passato.
"Considerato che la CGIL-FG sta ristrutturando la propria sede - ha scritto Raffaele sul suo profilo su diversi gruppi - , sarebbe opportuno, anche dal punto di vista storico, che la statua de "Il Seminatore", attualmente ubicata al Campo Fiera, torni nel suo originario sito, Piazza della Croce, o ad arredo dell'ampio spazio retrostante la Camera del Lavoro, di fronte all'Istituto Figliolia. Recuperare la memoria e rendere più fruibile un monumento legato alla storia, al lavoro e all'economia di Foggia e del Tavoliere.”
Sottoscrivo, così come la maggior parte dei lettori e degli amici di Lettere Meridiane. Aggiungo che l’eventuale ritorno delle due statue nel sito da cui furono spostate dopo i disastrosi  bombardamenti del 1943, che distrussero parzialmente l’allora Palazzo dei Contadini, divenuto successivamente Camera del Lavoro, offrirebbe il destro per sistemare Piazza della Croce che, nonostante il suo straordinario valore storico e identitario (era una volta il Piano delle Fosse, e custodisce l’ultima fossa granaria), è orrendamente abbrutita da un orrendo parcheggio.

Vediamo com'era una volta il Piano delle Fosse nella immagine che illustra il post, in alto (e che potete scaricare in alta risoluzione, cliccando qui). Qui sopra, a colori, invece la piazza come si presenta adesso. Quel parcheggio è la ciliegina sulla torta di una cementificazione che ha del tutto compromesso la bellezza originaria del sito. Si potrebbe tentare di recuperarla almeno parzialmente, ricollocando le statue dov'erano una volta, e inibendo la piazza alla sosta e al transito dei veicoli.
Alcuni lettori non sono d’accordo, perché temono che, una volta trasferite nel loro sito originario, le statue possano essere fatte oggetto di atti di vandalismo. È un timore comprensibile, che rilancia però un altro, inquietante, interrogativo: a che livello di degrado civile siamo giunti, se si teme di adornare una piazza con una statua, per paura che essa possa essere danneggiata o distrutta dal vandali?

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