martedì 30 maggio 2017

La Puglia o le Puglie? Quando sbagliano perfino i geografi

La cosa che mi fa più rabbia dei detrattori della Moldaunia (ovvero del possibile accorpamento della Capitanata col Molise) è questa derubricazione di una idea comunque coraggiosa ad una sorta di iniziativa folcloristica, irragionevole, storicamente infondata. Preciso che se - come democrazia esigerebbe - si potesse e si dovesse votare in un referendum che rimetta al giudizio popolare se restare in Puglia o andarsene in Molise, sceglierei comunque la Puglia. Ma non sarebbero quattrini sprecati come sostengono lorsignori del “tutto va bene”, sempre e comunque. Perché l'iniziativa referendaria servirebbe almeno a far capire ai governanti regionali che il problema della Puglia anziché le Puglie, ovvero di una regione che diventi finalmente “una” e si chiami al singolare anziché al plurale, è una questione dannatamente concreta, ma del tutto rimossa nella coscienza dei pugliesi, così come quella di uno sviluppo equilibrato dell’intero territorio regionale e del superamento della competizione esasperata tra i diversi territori, che sta avvelenando l’idea stessa della Puglia come regione “una” (vero, sindaco Decaro?)
Le spinte scissionistiche che caratterizzano alcuni territori pugliesi non sono il frutto di mal di pancia dei foggiani o dei tarantini ma di questi problemi, che vengono da lontano e che vanno in qualche modo cercati nella stessa natura geografica della Puglia: lunga, e per ciò difficile da declinare come entità unitaria, omogenea.
A lorsignori che rimuovono il problema facendo spallucce (ma anche a tutti gli altri pugliesi, contenti di vivere in questo meraviglioso lembo d’Italia e convinti, come chi scrive, che dalla declinazione della Puglia "una ed unitaria" trarremmo giovamento tutti) suggerisco di guardare con attenzione la rara carta, disegnata da Jacopo Castaldi tra il 1561 e il 1566 che apre il post. Secondo gli studiosi, rappresenta la prima carta a stampa della Puglia, intesa come regione geografica.
Non vi accorgete che c'è qualcosa di strano?

La Capitanata non c’è. Nel disegno di Castaldi, la Puglia comincia da Bari. È probabile che il geografo cinquecentesco abbia disegnato la Puglia partendo da una carta dell’Italia che aveva realizzato prima, nel 1561, in quanto la cartina pugliese contiene molti più dettagli. Proprio raffrontando le due carte, gli studiosi sono riusciti a datare quella dedicata alla Puglia. La cosa sorprendente è che nella carta dell’Italia (potete vedere qui sotto il dettaglio che riguarda la Capitanata), Castaldi colloca la Capitanata in Puglia. Ma nella successiva carta dedicata alla Puglia, la Capitanata scompare.
Come a dire, che il problema delle eterogeneità del territorio pugliese si pone da secoli. Negarne l’esistenza o peggio ancora attribuirlo ad un eccesso di “foggianesimo” significa fare il gioco di chi sta riducendo la provincia di Foggia ad una colonia dell’impero.
Geppe Inserra
Per scaricare le carte ad alta risoluzione cliccare sui collegamenti sotto:




1 commento :

Luigi Paglia ha detto...

Le osservazioni di Geppe sono da sottoscrivere in toto.
Non capisco perché qualcuno abbia paura del referendum popolare, ossia di uno strumento democratico che permetterebbe di conoscere qual è l’orientamento dei cittadini della Capitanata sulla questione. Purtroppo, ci si riempie la bocca del popolo solo in periodo elettorale. Fedro docet. Passata la festa, gabbato lo Santo.

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