sabato 20 maggio 2017

Aeroporto Lisa e nuovo treno per Roma: la riscossa di Foggia?

Non succedeva da anni che la cronaca di Foggia e provincia annotasse nel volgere di pochi giorni due buone notizie, e per giunta in un settore nevralgico, qual è quello dei trasporti e della mobilità.
Dal Parlamento europeo è finalmente giunto il via libera al progetto di allungamento della pista del Gino Lisa, che dovrebbe riportare lo scalo foggiano nel giro dei grandi aeroporti nazionali. Sono state infatti modificate le norme che disciplinano gli aiuti di stato e la libera concorrenza. La commissione europea ha deciso (così come suggeriva il buon senso) che i piccoli aeroporti sono esclusi dalle norme che riguardano gli aiuti di Stato, per cui non sarà più necessario il cofinanziamento privato. I soldi disponibili e da lungo tempo bloccati possono (e debbono) essere spesi dalla Regione Puglia e da Aeroporti di Puglia, che non hanno più alcun alibi.

L’altra buona notizia giunge dal versante ferroviario. Aderendo ad una richiesta in tal senso formulata dalla consigliera regionale, Rosa Barone, Trenitalia ha deciso di sperimentare un nuovo collegamento ferroviario diretto, tra Foggia e Roma (con una sola fermata intermedia, a Caserta). Partirà di primissimo mattino, in modo da poter consentire a quanti da Foggia devono raggiungere la Capitale di poter arrivare di buon mattino ed avere molto più tempo per sbrigare gli affari.
È ancora troppo presto per festeggiare e stappare il d’Araprì. La decisione comunitaria elimina un ostacolo (o forse sarebbe meglio dire un alibi) sulla strada del pieno rilancio del Lisa, e ci vorrà tempo e tanto impegno per recuperare il tempo perduto. E, per quanto riguarda il collegamento ferroviario, si tratta di un esperimento che sarà confermato soltanto se da parte dell’utenza giungeranno risposte incoraggianti.
Detto questo, non si può sottacere che la doppia buona novella giunge dopo anni di notizie negative, delusioni, bocciature e può rappresentare l’inizio di una inversione di tendenza, soprattutto se la classe dirigente e la comunità civile riusciranno a fare tesoro della lezione che giunge dalla vicenda.
Qual è quella lezione? Prima di tutto, che la posizione geografica della provincia di Foggia nonostante l’arrembante “baricentrismo” del capoluogo regionale, resta un dato di fatto, incontestabile ed insopprimibile, a meno di non stracciare l’atlante geografico.
In secondo luogo, queste belle storie insegnano che se si hanno le idee chiare e si perseguono gli obiettivi con costanza, così come ha fatto Rosa Barone, i risultati arrivano. L’europarlamentare Elena Gentile, che ha puntualmente monitorato l’evolversi della discussione in sede comunitaria sul destino dell’aeroporto Lisa, suggerisce adesso per il Gino Lisa una prospettiva affascinante, ma al tempo stesso realistica: “il ruolo dell'aeroporto della Capitanata - ha detto, sollecitando la giunta regionale ad adottare subito tutti gli atti necessari perché l’appalto possa essere definitivamente sbloccato - supera i confini geografici e si inscrive a pieno titolo come aeroporto di quell'area ionico-adriatica che valorizza l'intero sistema delle aree interne e guarda ai Balcani regione cerniera con l'Oriente.”
Può essere la soluzione giusta per fare dell'aeroporto una risorsa da investire per la complessiva ripresa economica e sociale della terra dauna.
Ma dobbiamo anche imparare a non piangerci più addosso. Sul social non è mancato negli scorsi giorni, chi mugugnava sulla notizia del collegamento con Roma, sostenendo che questo toglierebbe spazio proprio all'aeroporto.
Nulla di più falso, visto che (come il passato ha già ampiamente dimostrato) servirebbe a poco a nulla un aeroporto limitato ai soli voli da e per la Capitale.
Forse dobbiamo imparare tutti a pensare in grande.

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