giovedì 30 marzo 2017

Cinemadessai | Spielberg contro la violenza sulle donne e contro il razzismo

OGGI
Il colore viola è uno dei  film più discussi, ma anche dei meno noti, di Steven Spielberg. Accusato di fare film facili e destinati agli adolescenti, il regista americano volle tentare la strada del film impegnato, a sfondo antirazzista e mélo. A me il film è piaciuto, anche se in qualche passaggio punta sul sentimentalismo a buon mercato. La storia è comunque intensa, ben raccontata, lo scavo psicologico nei personaggi preciso.
È la dimostrazione, o se volete la conferma, che con la macchina da presa Spielberg può fare qual che vuole.
La storia è ambientata negli anni Venti del secolo scorso, in una Georgia ancora profondamente razzista e schiavista. Celie (ottimamente interpretata da Whoopi Goldberg) è una donna di colore che, ancora adolescente, viene violentata dall’uomo cui è stata data come compagna, dopo aver partorito due bambini a seguito delle violenze sessuali inflitte dal padre. Troverà conforto in sua sorella Nettie, ma il forte rapporto tra le due donne si interromperà presto: a causa delle torbide relazioni familiari (anche Nettie è oggetto delle malsane attenzioni paterne) e della decisa reazione alle insidie del cognato, la sorella maggior viene cacciata via di casa.
Comincia così il calvario per la povera Celie, un calvario che l’accomuna alle altre donne della famiglia, come lei vittime della violenza e dei pregiudizi maschili. Ma riusciranno a riabbracciarsi le due sorelle?
Potrete saperlo vedendo la pellicola, che Iris mette in onda stasera, alle 21.00.
Pur essendo tiepidamente accolto dalla critica, il film collezionò ben undici nomination all’Oscar, senza tuttavia riuscire a vincere neanche una statuetta. Le cose andarono però trionfalmente al botteghino: costato circa 15 milioni di dollari, Il colore viola incassò oltre 98 milioni di dollari nei soli Stati Uniti.
DOMANI
La corrispondenza non è il miglior film di Giuseppe Tornatore, ma vale la pena vederlo, anche perché non succede spesso che la rete ammiraglia della Rai trasmetta in prima serata pellicole alla cui produzione ha concorso a distanza di così breve tempo dalla loro uscita nelle sale. L’appuntamento è per domani sera, alle 21.25 su Rai 1.

Scritto e diretto dall’autore di Nuovo Cinema Paradiso, e interpretato da Jeremy Irons e Olga Kurylenko, il film racconta di  giovane studentessa universitaria che impiega il tempo libero facendo la controfigura per la televisione e il cinema.
La sua specialità sono le scene d’azione, le acrobazie cariche di suspense, le situazioni di pericolo che nelle storie di finzione si concludono fatalmente con la morte del suo doppio.
Le piace riaprire gli occhi dopo ogni morte. La rende invincibile, o forse l’aiuta a esorcizzare un antico senso di colpa. Ma un giorno il professore di astrofisica di cui è profondamente innamorata sembra svanire nel nulla. È fuggito? Per quale ragione? E perché lui continua a inviarle messaggi in ogni istante della giornata?
Con queste domande, che conducono la ragazza lungo la strada di un’indagine molto personale, inizia la storia del film.
Ha scritto de La Corrispondenza Film Tv: “Dopo Christopher Nolan e il suo palpitante universo interstellare, anche Giuseppe Tornatore ricorre all’astrofisica per mettere in scena la propria personale metafora sui sentimenti umani, in special modo sull’amore che lega due persone, dando forma alla sua idea di ‘corrispondenza di amorosi sensi’ capace di resistere e sopravvivere alla morte, di travalicare lo spazio ed il tempo, stabilendo tra i diretti interessati un contatto che oggi non avremmo difficoltà a definire telepatia, fino a costruire un’esistenza in simbiosi, dove l’uno completa l’altra, dove l’uno finisce i pensieri dell’altra e ne prevede e ne anticipa azioni e reazioni.”

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