martedì 28 marzo 2017

Cinemadessai | Marcello Mastroianni grandissimo in Oci Ciornie

OGGI
Un film prezioso e delicato, una storia di tradimenti e di menzogne, tra malinconia e tenerezza. Tratto da alcune novelle di Anton CechovOci Ciornie racconta la storia della infuocata ma breve relazione tra Romano (uno straordinario Marcello Mastroianni, che per questa interpretazione vinse il premio come miglior attore al Festival di Cannes ed ottenne la nomination all'Oscar) e una giovane e bella signora russa dai superbi occhi neri (oci ciornie) di cui si innamora dopo averla incontrata a Montecatini, e che segue fino in Russia, promettendole eterno amore.
A raccontare la sua storia è lo stesso Romano, a bordo di una nave da crociera in cui fa il cameriere. Alla fine, l’uomo sceglierà di restare con sua moglie, Elisa, donna benestante che gli consente di vivere agiatamente.
La pellicola è ottimamente diretta dal regista russo Nikita Mikhalkov, che riesce a creare una sapiente e riuscita alchimia tra il racconto cechoviano e le sue atmosfere tipicamente russe, e la brillante italianità di Mastroianni.
Ebbe a scrivere, recensendo il film uscito nella sale nel 1987, Stefano Reggiani: “L'interprete Mastroianni è in forma smagliante e il regista è degno dei suoi già grandi trascorsi, Cechov non è stato evocato invano, ma la grana ironica coinvolge un'affettuosa parodia del fellinismo e un doppiofondo satirico sulla Russia immutabile. Un film di bandiera italiana con l'anima russa, un regista naturalmente individualista che adesso snobba il gorbaciovismo, l'incontro di una tradizione d'attori italiana (c'è anche la Mangano) con la scuola russa (Vsevolod Larënov, Elena Sofonova).”
Un film come oggi se ne vedono pochi, che Rai 5 ripropone domani sera, alle 21.15.
DOMANI
Sospeso tra dramma giudiziario e noir, Fino a prova contraria (True crime, 1999) è tra i film di Clint Eastwood che prediligo, sicuramente tra quelli che esprimono al meglio la sua essenza di uomo di cinema a tutto tondo.
La storia che vi si narra, tratta dal romanzo Prima di mezzanotte di Andrew Klavan, è tra le più classiche del cinema del genere: Clint Eastwood, ancora in forma smagliante nonostante avesse all’epoca delle riprese ormai quasi settant’anni, indossa i panni di un giornalista con problemi di alcol e di famiglia, Steve Everett, che viene incaricato di scrivere un pezzo sulle ultime ore di un negro condannato a morte (Isaiah Washington).
Il cronista si accorge subito che qualcosa non quadra nella vicenda giudiziaria che ha portato l’uomo alla  condanna a morte, e ingaggiando una battaglia contro il tempo che scorre inesorabilmente verso l’ora fatidica della esecuzione, ricostruisce, pezzo dopo pezzo, la verità.
Riuscirà a salvare il condannato? Alla fine verrà lasciato dalla moglie, licenziato dal giornale, ma sarà candidato al Pulitzer.
La pellicola si guarda tutta d’un fiato. L’interpretazione di Clint Eastwood è come sempre perfetta, la regia sicura, il montaggio straordinario. Memorabile la sequenza parallela che mostra le scene incrociate del disperato tentativo del cronista di raggiungere il governatore per chiedere la grazia e il rito dell’esecuzione.
Da vedere assolutamente, domani sera, su Iris, alle 21.00.

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