venerdì 31 marzo 2017

Cinemadessai | "La corrispondenza": non è il miglior Tornatore, ma vale la pena vederlo

OGGI
La corrispondenza non è il miglior film di Giuseppe Tornatore, ma vale la pena vederlo, anche perché non succede spesso che la rete ammiraglia della Rai trasmetta in prima serata pellicole alla cui produzione ha concorso a distanza di così breve tempo dalla loro uscita nelle sale. L’appuntamento è per stasera, alle 21.25 su Rai 1.
Scritto e diretto dall’autore di Nuovo Cinema Paradiso, e interpretato da Jeremy Irons e Olga Kurylenko, il film racconta di  giovane studentessa universitaria che impiega il tempo libero facendo la controfigura per la televisione e il cinema.
La sua specialità sono le scene d’azione, le acrobazie cariche di suspense, le situazioni di pericolo che nelle storie di finzione si concludono fatalmente con la morte del suo doppio.
Le piace riaprire gli occhi dopo ogni morte. La rende invincibile, o forse l’aiuta a esorcizzare un antico senso di colpa. Ma un giorno il professore di astrofisica di cui è profondamente innamorata sembra svanire nel nulla. È fuggito? Per quale ragione? E perché lui continua a inviarle messaggi in ogni istante della giornata?
Con queste domande, che conducono la ragazza lungo la strada di un’indagine molto personale, inizia la storia del film.
Ha scritto de La Corrispondenza Film Tv: “Dopo Christopher Nolan e il suo palpitante universo interstellare, anche Giuseppe Tornatore ricorre all’astrofisica per mettere in scena la propria personale metafora sui sentimenti umani, in special modo sull’amore che lega due persone, dando forma alla sua idea di ‘corrispondenza di amorosi sensi’ capace di resistere e sopravvivere alla morte, di travalicare lo spazio ed il tempo, stabilendo tra i diretti interessati un contatto che oggi non avremmo difficoltà a definire telepatia, fino a costruire un’esistenza in simbiosi, dove l’uno completa l’altra, dove l’uno finisce i pensieri dell’altra e ne prevede e ne anticipa azioni e reazioni.”
DOMANI
Un’altra bella prova di impegno e di “cinema civile” da parte di Marco Tullio Giordana che in Lea (domani sera, su Rai Premium, alle 21.20racconta la storia drammatica ma esemplare di una ragazza che non si piega al giogo della criminalità, e  con coraggio e responsabilità, consente di assicurare alla giustizia gli assassini di sua madre, Lea Garofalo, che a sua volta aveva cercato di emanciparsi dall’ambiente losco e criminale in cui era stata costretta a vivere.
Lea Garofalo (Vanessa Scalera) è infatti cresciuta in una famiglia criminale. E un criminale è anche il padre di sua figlia Denise (Linda Caridi), l’uomo di cui Lea si è innamorata da ragazza: Carlo Cosco (Alessio Praticò).

Lea, però, desidera per Denise una vita diversa, senza violenza, menzogna e paura. Nel 2002 decide di collaborare con la giustizia e viene sottoposta con sua figlia al regime di protezione. Poi, per incomprensibili motivi burocratici, la protezione le viene revocata. Rimasta senza soldi e senza la possibilità di trovarsi un lavoro, Lea chiede aiuto a Carlo per il mantenimento della figlia e lui ne approfitta nel più vile dei modi. Lea viene rapita per strada, torturata e alla fine uccisa.
Pur essendo solo una ragazzina, Denise non si piegherà e permetterà di individuare e processare tutti i responsabili dell’omicidio della madre, costituendosi parte civile contro suo padre.
Una grande storia di denuncia e impegno che rende omaggio a una donna semplice diventata un modello civile di coraggio.
Una testimonianza esemplare, affrontata con un linguaggio realistico, sul desiderio di giustizia e sull’affermazione della legalità nel nostro paese.
Sostenuta dall’Apulia Film Commission, e comprodotta da Rai Fiction e Bibi Film, la pellicola si basa su materiale d'inchiesta e sulle sentenze dei processi che hanno condannato all'ergastolo il marito di Lea e i suoi complici.

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