mercoledì 28 dicembre 2016

Cinemadessai | La favola nera di Claudio Noce con Emir Kusturica

Il vero protagonista de La Foresta di Ghiaccio in onda domani sera su Rai3 alle 00.10 è il vento. Quello che soffia  in montagna e avvolge e intreccia solitudini, misteri, scomparse, verità difficili da cercare, da trovare, da dipanare.
“Il vento freddo soffia senza sosta, facendosi largo tra gli abeti, scavando nella roccia scura, invadendo la sconfinata foresta sommersa dal ghiaccio” racconta l’autore, Claudio Noce, precisando che “decidere di ambientare questa storia tra le montagne e le impenetrabili foreste ghiacciate è stato un passaggio successivo alla composizione della drammaturgia. Quando la magnificenza della montagna è apparsa davanti ai miei occhi, non ho avuto più nessun dubbio e ho pensato che fosse questo il palcoscenico perfetto per questa favola nera.”
Il film è un thriller come non se ne vedono molti nelle sale italiane, che si mantiene in bilico tra suspence e horror, raggiungendo un equilibrio ed un ritmo narrativo apprezzabili. Forse proprio a causa di questa diversità, sia la critica che il botteghino non gli hanno riservato l’attenzione che meritava.
Rai3 offre dunque una opportunità più che positiva. Sceneggiato dallo stesso Noce, con Francesca Manieri ed Elisa Amoruso con la collaborazione di Diego RibonLa foresta di ghiaccio racconta un cupo mistero che si sviluppa dietro l'apparente serenità di un piccolo paese alpino. Mentre incombe una tempesta, Pietro, un giovane tecnico, arriva nella valle per riparare un guasto alla centrale elettrica, e si trova improvvisamente di fronte ad una strana sparizione.
Si consuma quindi lo scontro fra il giovane Pietro e due fratelli, Lorenzo e Secondo, che vivono e lavorano nella zona. Quando il ragazzo comprende l'origine dei segreti nascosti nel cuore della valle, le tensioni esplodono e comincia un gioco di specchi deformanti in cui nessuno è immune dal sospetto.
Importante il cast, con Emir Kusturica, Ksenia Rappoport, Domenico Diele Adriano Giannini.
DOMANI
Dino Risi realizzò I mostri nel 1963, praticamente il momento più felice della sua ricca e sfavillante carriera. Il sorpasso lo aveva imposto finalmente anche all’attenzione della critica. Subito dopo, con La marcia su Roma aveva sperimentato con successo il binomio Vittorio Gassman- Ugo Tognazzi, che si ripete ne I mostri, in programma domani sera, su Iris, alle 21.00.

 Risi si conferma sempre di più come un interpretare straordinaria della commedia all’italiana facendo vedere come le sue chiavi narrative possano essere utilizzate anche per ricostruire in termini satirici pezzi di storia del paese, come l’avvento del fascismo o come la crisi morale in cui il Paese cominciava a precipitare.
Ne  I mostri i toni della commedia incontrano con successo quelli del grottesco. Attraverso venti episodi di diversa lunghezza, che vanno dal semplice sketch al racconto vero e proprio, Dino Risi documenta i cambiamenti del paese, i suoi vizi, le sue debolezze che fanno il paio con una sempre più incombente crisi di valori di riferimento.
Risi tratteggia un mosaico cinico e ironico dell'Italia che, alla metà degli anni sessanta esce dal miracolo economico e si trova ad affrontare l'industrializzazione e il cambiamento.
La chiave sta anche nella crisi della politica, così come annunciata senza mezzi termini nel primo episodio, da Ugo Tognazzi: "Adesso non si chiama più nemmeno Parlamento, ... si chiama Pappamento, si chiama ... Eh ... tu ridi ... eh ... c'è mica tanto da ridere, sai, ... ci sarebbe da piangere ... altro che storie. Perché, vedi, quelli che dovrebbero pensare agli interessi pubblici pensano invece agli interessi propri. Perché purtroppo c'è questa tendenza alla disonestà, questa tendenza alla malafede.”
Cast importante in cui figurano, oltre alla coppia Gassman- Tognazzi,  Michèle Mercier, Lando Buzzanca e Daniele Vargas.

Il film compreso nell’elenco dei 100 film italiani da salvare ha avuto due sequel, sicché si parla di Trilogia dei Mostri. Il secondo, I nuovi mostri, fu girato nel 1977 dallo stesso Dino Risi, con Ettore Scola, Mario Monicelli e Roberto Rossellini per aiutare lo sceneggiatore, Ugo Guerra, gravemente malato. Il terzo che è anche il meno efficace, firmato da Enrico Oldoini. è uscio nel 2009 con il titolo I nuovi mostri.

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