giovedì 15 dicembre 2016

Cinemadessai | J.Edgar: così fa centro la coppia Eastwood-Di Caprio

STASERA
“Una seduta spiritica, ecco cos’è J. Edgar, ennesimo capolavoro dell’autunno eastwoodiano”, così FilmTv definisce, attribuendogli un voto d’eccellenza, il film biografico dedicato da Clint Eastwood a  J. Edgar Hoover, mitico direttore dell’FBI, che per mezzo secolo diresse l’agenzia investigativa federale statunitense.
Il pregio maggiore dell’opera di Eastwood è di riuscire saldamente ad agganciare la dimensione pubblica del protagonista (interpretato da uno straordinario Leonardo Di Caprio) con quella privata, mettendone a nudo le contraddizioni.
Implacabile e tenace nella sua lotta al crimine e nella sua capacità organizzativa, Hoover si trovò a gestire un immenso potere, tanto da fare paura agli stessi presidenti americani. La sua storia è in fondo quella dell’America, e Clint Eastwood riesce a raccontare l’una e l’altra, e i loro profondi intrecci, in maniera davvero stupefacente.
Alla sua uscita, il film divise i critici, ma il successo al botteghino fu tale da ripagare ampiamente la produzione dei notevoli investimenti.
Cast di grande livello: Di Caprio è affiancato da Naomi Watts, Josh Lucas, Lea Thompson, Ed Westwick, Armie Hammer.
Stasera, su Iris, alle 21.00.
DOMANI
Dopo l’ammissione del debito che ha nei suoi confronti Quentin Tarantino, il regista Fernando Di Leo, nato a San Ferdinando di Puglia, ma foggiano d’adozione, è stato al centro di una generale riscoperta della critica, che gli ha riconosciuto il ruolo di anticipatore e precursore del genere poliziottesco. Il film che maggiormente rivela questo aspetto della cinematografia di Di Leo è Il boss, in onda domani sera, su Cielo, alle 23.15.

Terzo e ultimo capitolo della trilogia del milieu, ambientata a Palermo ed ispirata ad un romanzo americano di Peter McCurtin, la pellicola affronta un tema classico del gangster movie, raccontando l’ascesa nelle gerarchie criminali di un killer, Nick Lanzetta (interpretato da un grande Henry Silva) tanto spietato quanto intelligente nel comprendere e far girare a suo vantaggio gli ingranaggi che regolano i rapporti nel mondo della mafia.
Alla fine, sembrerebbe che Lanzetta riesca a raggiungere la vetta del potere criminale, ma Di Leo lascia volutamente ambiguo il finale, facendo comprarire sui titoli di coda la scritta “continua”.
Di Leo trasferisce al noir gli stilemi e la violenza dello spaghetti western di cui è stato uno degli autori, il risultato è un genere di taglio nuovo, un approccio diverso al poliziesco, che anni dopo - grazie anche a Tarantino - avrebbe raggiunto una dimensione “industriale”.
Uscito nel 1973, il film non è privo di riferimenti all’attualità, e ai complessi rapporti tra mafia e politica. Un ministro democristiano dell'epoca si identificò nel personaggio del politico colluso con Cosa Nostra e denunciò il regista, che venne assolto.
Le sequenze iniziali che mostrano il massacro operato dal killer all’interno di una sala cinematografica privata, sono la più eloquente conferma che Tarantino non ha esagerato, quando lo ha definito suo maestro.
Di Leo firmò la sceneggiatura, oltre alla regia. La colonna sonora è di Luis Bacalov, il cast comprende oltre ad Henry Silva, un grandissimo Richard Conte, Gianni Garko e Vittorio Caprioli. Da non perdere.

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