venerdì 4 novembre 2016

Trent'anni fa nasceva Il Quotidiano di Foggia

Trent’anni fa, nasceva Il Quotidiano di Foggia. Ho avuto il piacere di partecipare a quell’evento, che si consumò in un capannone del Villaggio Artigiani, dove fino a qualche settimana prima era stato stampato Qui Foggia, altro quotidiano fondato a diretto da Matteo Tatarella. Mi toccò l’onore di scrivere, a nome della redazione, il pezzo che annunciava la nascita del nuovo giornale.
Quel giorno, pochi di noi avrebbero scommesso su una così lunga sopravvivenza della testata, che è invece ancora lì, e non solo: si è estesa; ha fatto qualcosa di unico, e straordinario, che non era mai successo prima: ha aperto una redazione a Bari.
Quel primo vagito veniva emesso dopo mesi di dura vertenza con il nuovo proprietario di Qui Foggia, l’imprenditore calabrese Antonino Filocamo, re degli istituti di vigilanza, che aveva comprato la testata stampata e la televisione Video Foggia.
L’uscita del Quotidiano di Foggia ebbe l’effetto di un ritorno all’antico, spingendo l’impegno editoriale e giornalistico di Matteo Tatarella a concentrarsi soltanto sulla carta stampata.
Al Quotidiano di Foggia, a Matteo Tatarella, che è stato per me un maestro e un fratello maggiore, nonché a suo figlio Francesco che oggi guida la redazione coadiuvato dalle sorelle Annamaria e Imma Tatarella, il mio commosso ricordo, assieme al più affettuoso e sincero augurio di tante altre soddisfazioni.
Di seguito l’editoriale di quel primo numero, uscito in edicola il 4 novembre del 1986..
* * *
Essere padroni di noi stessi
Non è facile presentare una nuova iniziativa editoriale, soprattutto quando alle spalle ci si lascia una esperienza ricca di risvolti positivi ma conclusasi negativamente. La redazione che da oggi dà vita al "Quotidiano di Foggia", il primo quotidiano provinciale di Capitanata, è la stessa che per cinque anni ha condiviso speranze ed esperienze di vita e di lavoro a "Qui Foggia". Il venire meno delle ragioni ideali e professionali che tale esperienza avevano reso possibile per un lustro ci ha indotto a un'attenta riflessione sulla fondatezza e sulla possibilità di una voce quotidiana nell'informazione cittadina e provinciale: il "Quotidiano di Foggia" è il risultato di questa riflessione. 

Siamo stati sempre convinti della necessità di un quotidiano a Foggia e in Capitanata, che sia in grado da un lato di diventare un punto di riferimento nei delicati processi di crescita e di cambiamento che stanno interessando la provincia di Foggia e dall'altro di proiettare oltre provincia, nella Regione, nel Mezzogiorno le istanze, i problemi, la voglia di crescere di questa terra generosa che vanta crediti secolari con la storia.
La nostra convinzione è confermata e rafforzata dalla certezza che esistono le potenzialità, le risorse, le volontà giuste perchè il tanto atteso "decollo" della Capitanata possa diventare una realtà. Alle forze che di queste potenzialità, di queste risorse, di queste volontà sapranno farsi interpreti e portatrici guardiamo con attenzione, nella speranza che con esse possano stabilirsi una utile e reciproca collaborazione.
Vogliamo essere la voce quotidiana delle forze sane della Capitanata, di tutti quanti si battono e lavorano sinceramente perchè ad essa possano schiudersi nuove prospettive, di sviluppo e di progresso.
È una "scelta di campo" che sentiamo di dover dichiarare apertamente, senza falsi pudori. Dire da che parte si sta è un elementare dovere di onestà intellettuale al quale non intendiamo sottrarci. In questa prospettiva abbiamo anche avvertito la prefonda necessità di ripensare criticamente al nostro essere giornalisti, al modo di fare il giornale, di rispondere alle attese del pubblico e di accostarci a quella "verità" sempre fuggente, ma che comunque è l'obiettivo ultimo di quanti questa professione vogliono esercitare.
All'interno di questa riflessione è maturata una scelta coraggiosa, e forse temeraria. Il "Quotidiano di Foggia" intende avviare un discorso profondamente nuovo anche per quanto riguarda il rapporto con il "padrone". Noi pensiamo che i giornalisti dauni siano profondamente cresciuti e maturati negli ultimi anni. A questa crescita, che è consistita in una assunzione precisa e consapevole di responsabilità da parte ddella categoria, non ha fatto riscontro una crescita adeguata e parallela degli "editori": lo attesta la fine disastrosa detta nostra esperienza con Qui Foggia.
Avevamo sognato un giornale diverso e migliore: ci è stato negato. Anzi, abbiamo pagato questo sogno con il licenziamento.
Abbiamo perciò deciso di essere padroni di noi stessi: "Il Quotidiano di Foggia" , pur avvalendosi detta struttura tecnica e imprenditoriale della "Editoriale Nuova Comunicazione" verrà diretto e gestito in prima persona dalla redazione, nella speranza che questa possa essere la garanzia di democrazia e di indipendenza che i lettori giustamente pretendono da noi.
La redazione

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