giovedì 31 marzo 2016

Quelle tristi Chiese chiuse, la sera di giovedì santo...

Giovedì Santo 2016. Foto di Bruno Caravella
Ma perché il giovedì santo non vengono riaperte le chiese non parrocchiali, in modo che possa tornare ad essere praticata in tutta la sua potenzialità la tradizione popolare dei cosiddetti Sepolcri?
Anche lo scorso giovedì santo, ad essere addobbati erano soltanto gli altari delle reposizione ubicati nelle chiese parrocchiali, secondo una decisione adottata dalla Curia sei anni fa, nella Settimana Santa del 2010.
Nella occasione, venne anche fornita una spiegazione teologica: i sepolcri custodiscono le ostie consacrate che vengono distribuite ai fedeli il venerdì santo, che è la sola giornata dell’anno in cui non c’è la messa, operazione che viene effettuata solo nelle chiese parrocchiali e non nelle rettorie.
Una motivazione ineccepibile dal punto di vista teologico, ma che mortifica pesantemente la religiosità popolare, per la quale il giovedì santo era l’occasione per visitare chiese che normalmente durante l’anno restano chiuse, e comunque non si trovano mai aperte contemporaneamente, come succedeva appunto durante la Settimana Santa di una volta.
Va detto che le gerarchie ecclesiastiche soprattutto negli ultimi anni hanno scoraggiato questa particolare pratica popolare, chiarendo che è improprio definirli sepolcri: l’altare in cui vengono deposte le ostie (detto per questo altare della reposizione) non va confuso con la tomba di Cristo: si adora l’Eucaristia, cioè Dio che vive.
Particolarmente praticato e sentito, dai fedeli foggiani era il giro nei sepolcri allestiti nelle chiese del centro storico e di Borgo Croci, come la stessa chiesa delle Croci, Sant’Eligio, Sant’Anna, San Giuseppe e Santa Maria delle Grazie in via Manzoni, il Carmine e San Pasquale nel quartiere settecentesco, e naturalmente la Cattedrale e San Tommaso.
Dal 2010, purtroppo non è più possibile questo itinerario. Vi furono molte polemiche, allora, ma col passare degli anni i fedeli ci hanno fatto l’abitudine.
Qualche anno fa, nella breve  felice stagione in cui la diocesi è stato guidata da mons. Domenico D’Ambrosio (attualmente Arcivescovo di Lecce) la Curia varò un programma quinquennale che prevedeva, tra l’altro, iniziative di tutela e valorizzazione della religiosità popolare.

Non è in questa direzione che sembra andare la decisione di chiudere le chiese il giovedì santo…. 

1 commento :

bruno caravella ha detto...

Al di là del credere o meno, sono le rarissime volte durante le quali i foggiani riscoprono un minimo senso di appartenenza ad una comunità.

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