giovedì 25 febbraio 2016

La Storia della Piccola Formica di nome Arturo ed il Chicco d’Oro

Ricordate Tony Vacca, e la sua deliziosa poesia Foggia, eterna signora di pianura, con cui ha stupito e commosso amici e lettori di Lettere Meridiane? Il giovane intellettuale foggiano che vive a Londra ci regala un'altra perfomance letteraria. Questa volta si tratta di DEMO, 1999 - La Storia della Piccola Formica di nome Arturo ed il Chicco d’Oro, una favola per bambini e non che l'autore suggerisce ed invita a stampare e a leggere ai vostri bambini...
È una bella storia che insegna come la solidarietà sia una risorsa formidabile per realizzare con successo le imprese più ardue. La scrittura è intrigante, la lettura ad alta voce ha la lunghezza giusta per tenere compagnia ai bambini per una sera, prima che vadano a nanna. Se non l'avete mai fatto, è il caso di provare cominciando con questa bella favola, che trovare di seguito. Se volete scaricarla in versione epub (per essere letta su un ebook reader o un pc) cliccate qui. Se invece volete scaricarla in pdf, per poterla stampare più comodamente, cliccate qui.
Se volete rileggere o se non avete ancora letto la poesia dell'amico Vacca, la trovate qui nella versione testuale
A questo link potete invece ascoltarla nella bella versione recitata dall'attore foggiano Gino Caiafa
A nome di tutti gli Amici e Lettori di Lettere Meridiane ringrazio Tony Vacca per il regalo.
* * *

La Storia della Piccola Formica di nome Arturo ed il Chicco d’Oro
di Tony Vacca

I

C’era una volta in una foresta fitta fitta una Piccola Formica piangente di nome Arturo. Piangeva così tanto che alla fine formò un Lago di Lacrime. Qualche giorno prima era stata bandita dal formicaio e designata dal Consiglio dei Saggi a recuperare il Chicco d’Oro, sottratto con un incantesimo alla corona della Regina dal Vecchio Mago della Foresta per adornare l’Eterno Orologio dei Tempi.
Senza di esso La Regina non sarebbe stata più in grado di produrre uova e, quindi, nuove formiche per difendere il formicaio, caduto di conseguenza in disgrazia.
La Fatina del Bosco, commossa dallo straziante lamento di Arturo, La Piccola Formica, ebbe pietà di Lui e decise di intervenire ed aiutarlo così da ristabilire la felicità nella Foresta. Chiese aiuto a tutti gli animali della Foresta, ordinando loro di porre fine alle antiche rivalità: qui era in gioco il destino ed il futuro della Foresta tutta! Designò così Stick il Serpente, Micky il Topolino e Reginella la Raganella Napoletana come squadra di supporto alla Piccola Formica sfortunata. Agitò quindi la sua bacchetta magica rendendo invulnerabili La Piccola Formica e tutti i suoi nuovi amici.
Si misero in cammino verso la Grande Grotta che custodiva il Chicco d’Oro trafugato: il suo ingresso era sorvegliato da due Dragoni malefici, grandi quasi come due montagne, vomitanti fuoco a più non posso, onde evitare che l’ingresso fosse violato. Il Chicco d’Oro si trovava lì, precisamente al centro del Pendolo dei Tempi, lì dove le sue lancette si univano, splendente ed in alto sulla colonna al centro della caverna, intorno ad essa acque profonde, dense e nere…
Andavano in fila indiana, ma poi, per rendere la marcia più spedita, salirono tutti sul dorso di Stick il Serpente, con Arthur come vedetta sulla lingua di Reginella la Raganella Napoletana e Micky il Topolino subito dopo, con la sua lunga coda attorcigliata al sinuoso corpo di Stick, che, sibilando loro di tenersi forte, iniziò veloce la sua corsa a zig-zag .
Impiegarono 7 giorni e 7 notti per arrivare alle prossimità della Grotta e, resosi conto dell’enorme pericolo dell’impresa, si riunirono in consulta per escogitare un piano. Trascorsero 3 giorni e 3 notti, ma alla fine decisero all’unanimità che Micky il Topolino avrebbe scavato un tunnel fino a raggiungere l’interno della Caverna: Stick il Serpente si sarebbe lasciato scivolare dentro proteggendo gli altri due compari. Diedero un’ultima occhiata ai due Dragoni, rabbrividirono per un attimo dalla paura, e poi, ricordando i poteri sovrannaturali conferiti loro dalla Fatina della Foresta,  si fecero coraggio l’un l’altro e si misero all’opera.
                                                                          
II                           

Micky scavò per 7 giorni e 7 notti ed esausto per la stanchezza fece capolino per primo fuori dal tunnel: gelò dalla paura e quasi fece cenno di tornare indietro. Lo scenario che si presentò ai suoi occhi era terribile: resti che un tempo erano state formiche guerriere, coraggiose e valorose, giacevano a mucchi ai piedi de Grande Pendolo dei Tempi, testimoni delle difficoltà dell’impresa, già tentata più volte in precedenza..
Arturo diventò ancora più minuscolo dalla paura. Reginella, invece, sbiancò e s’ammutolì all’improvviso. Solo Stick il Serpente non si perse d’animo ed iniziò ad allungarsi fino all’inverosimile, come un rigido bastone munito di due ventose agli estremi, a mo’ di ponte. Lasciò così che gli altri tre suoi compari attraversassero quelle acque senza fondo. Quando tutti gli altri giunsero alla base della colonna su cui poggiava il Grande Orologio dei Tempi, Stick si riavvolse, contraendosi verso quella base stessa. Non ebbe nemmeno il tempo di sibilare che ripete’ la medesima operazione questa volta in altezza ed a zig-zag a mo’ di scaletta, di modo che’ Micky con su Reginella, con su Arturo, potessero raggiungere il Chicco d’Oro… ma, ahimè... non ce la fecero per un pelo! Così Micky consigliò a Reginella di saltare fino a quando con la sua lingua appiccicosa da camaleonte (potere conferitole dalla Fatina della Foresta) non sarebbe riuscita ad agguantare il Prezioso Chicco, spingendola ad ogni tentativo con il suo musetto per potenziare lo slancio di lei. Arturo fungeva da vedetta. Reginella tentò l’impresa per ben 2 volte e per 2 volte fallì. Alla terza, esausta, vi riuscì, incredula. Non appena il Chicco d’Oro si staccò dal Grande Orologio dei Tempi, tuoni, fulmini e saette echeggiarono nella Caverna e nella Grande Foresta tutta. I tre piccoli compari ridiscesero velocemente Stick in tutta la sua altezza, e su di lui, allungato nuovamente a mo’ di ponte, attraversarono quelle acque divenute ancora più impetuose. Sempre velocemente, poi, sparirono nel tunnel scavato da Micky per proteggersi. Lì restarono nascosti per 7 giorni e 7 notti.

III


Per 7 giorni e 7 notti temporali, tempeste, uragani, terremoti e cataclismi si abbatterono sulla Foresta. I due Dragoni sputarono fuoco dappertutto ed il Vecchio Mago della Foresta implorò l’Eterno Sapiente per avere vendetta. Con occhi rosso brace, accecati dall’ira, cercò la Fatina del Bosco, che trovò vicino al formicaio. La tramutò, con un sortilegio, in una statua di pietra. E così fece con tutte le formiche che erano corse verso di lei per proteggersi. Le tramutò in spine.
Finalmente il settimo giorno, la sua ira si placò e cadde in un sonno profondo. Il vento gelido si calmò. Reginella improvvisò una contro-danza della pioggia, simile ad una tarantella napoletana cosicché’ anche la fitta pioggia cessò. Tutto era ora calmo, come d’incanto. Fu solo allora che quatti quatti e tutti insieme uscirono dal tunnel dirigendosi verso il Formicaio, ancora non del tutto ripresosi dalla straordinaria avventura, ma felici per l’esito positivo della loro missione e con il Chicco d’Oro in loro possesso. Arrivati vicino al Lago di Lacrime, lo scenario ai loro occhi fu di desolazione, paura e morte. Fu Arturo, la Piccola Formica, a mostrare coraggio, imboccando una delle gallerie del labirinto (che conosceva benissimo)  portandosi direttamente al Palazzo Reale della Regina. Stanco ma felice e con il Chicco d’Oro in suo possesso.
Chiaramente prima salutò i suoi compari agitando  le piccole antenne per ringraziarli, promettendo loro eterna gratitudine. Arrivato a Palazzo, Arturo trovò Salomè la Regina in lacrime, smagrita ma ancora in vita. Svelto svelto pose il Chicco d’Oro sulla corona di Lei e stramazzò al suolo per la stanchezza. Una luce splendente investì tutto il Palazzo Reale, irradiandosi nei corridoi e in tutti i passaggi del Labirinto, abbagliante e portatrice di vita e cibo per tutti. Salomè iniziò a mangiare nuovamente senza mai fermarsi e grassa grassa iniziò a produrre nuove uova per una nuova generazione di formiche. In superficie il Sole continuò a risplendere nuovamente animando e inverdendo la Foresta tutta. La Fatina del Bosco si svegliò, sorridendo, dal suo letargo e di nuovo felice. Arturo, la Piccola Formica, il piccolo amico della nostra Storia, sposò Salomè la Regina e divenne Re del Formicaio. Stick il Serpente e Reginella la Raganella divennero amici per la pelle ed il primo giurò che non l’avrebbe mai mangiata, a costo di morire di fame. Durante il suo sonno il Vecchio e Malefico Mago della Foresta fu divorato dai due dragoni sputa fuoco che, lambiti dai raggi del Nuovo Sole si trasformarono in due aquile Reali rapaci. Volarono lontano lontano fino ai Confini del Tempo. La gioia ritornò nella Foresta. Tutti furono felici… e la Pace ristabilita!

FINE

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