martedì 23 febbraio 2016

Il filo nascosto che lega Sabrina Ferilli a Foggia

Luciano Emmer e Sabrina Ferilli
C’è un filo sottile (e rimasto nascosto, almeno fino a qualche giorno fa) che lega  Sabrina Ferilli a Foggia. Vi confesso che, pur avendone avuto parte in qualche modo, ed essendone stato testimone, l’avevo rimosso anche io.
Me ne sono ricordato qualche giorno fa, quando l’attrice protagonista del film di Sorrentino vincitore dell'Oscar, La grande bellezza, avrebbe dovuto partecipare all’evento Teatro e Parole organizzato dalla compagnia Le Maschere nella bella cornice de La Botte Bistrot.
Impegni non rinviabili (ha dovuto incontrare per ragioni di lavoro alcune persone venute apposta a Foggia per vederla) hanno impedito alla brava Sabrina di partecipare alla riuscita serata che Vito Di Leo e Gina Morelli mi avevano invitato ad animare. 
Ho così affidato a Maurizio Micheli (protagonista dell'evento che ho già raccontato in questa lettera meridiana, e che con la consueta bonomia non si è tirato indietro, il compito di fare da tramite.
Sabrina non conosceva ancora lo strano legame che in qualche modo la unisce a Foggia, e che vengo finalmente a rivelarvi.: è stata protagonista (molto brava, per giunta) dell’ultimo film di Luciano Emmer, grande autore del cinema italiano molto legato a Foggia, che nel titolo di quel film ha inteso dichiarare  il suo amore per la nostra città.
La pellicola è intitolata L'acqua... il fuoco e i due elementi rappresentano una chiara allusione ai simboli (tre fiammelle sull’acqua) che campeggiano sullo stemma della città.

Presentammo il film nel 2003, anno della sua uscita, al Festival del Cinema Indipendente di Foggia, Luciano Emmer presenziò alla serata, venne intervistato in pubblico da chi scrive e da altri giornalisti, ma la cosa non venne fuori.
Lo avrei scoperto diverso tempo dopo, leggendo il testo di una intervista rilasciata dal mio amico e maestro, ad una radio romana. 
Il documento è disponibile nella Enciclopedia del Cinema in Piemonte. Nell'occasione, Emmer professa anche il suo apprezzamento per l'interpretazione di Sabrina Ferilli, che nel film interpreta il ruolo della protagonista, in tutti i tre episodi in cui la storia si snoda.  

«La scelta del nome della pellicola, dell’accostamento dell’acqua e del fuoco, è del tutto casuale, non risponde ad alcun messaggio intrinseco da esternare - afferma Emmer - . È semplicemente il frutto di un’evocazione, di un’immagine che da anni continuava ad ispirarmi. Negli anni ’90, infatti, girai un cortometraggio sulla città di Foggia. L’acqua ed il fuoco sono i due simboli raffigurati sullo stendardo di questa città e la cosa è tornata a rimbombarmi nella mente mentre ero occupato con questo progetto. La scelta di Sabrina, invece è stata viscerale, puro istinto. I miei film hanno successo 50 anni dopo la loro uscita. Sono il regista “postumo” per eccellenza. Ma stavolta ho una sensazione diversa. […]
L’inquadratura con cui si chiude la pellicola, un intenso primo piano della Ferilli, mette in evidenza una capacità di immedesimazione coraggiosa e disperata mai vista in nessuno degli altri attori con cui ho lavorato in ben 60 anni di carriera».
Il cortometraggio cui il regista si riferisce è Foggia non dirle mai addio, che Emmer girò su colonna sonora di Eugenio Bennato, avvalendosi della canzone Foggia del cantautore napoletano e della partecipazione e di alcuni brani dei Cantori di Carpino.
Maurizio Micheli ha fatto sapere che Sabrina Ferilli è rimasta colpita dalla rivelazione ricevuta a Foggia e dalle parole di Luciano Emmer nei suoi confronti.

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