mercoledì 17 febbraio 2016

Cento anni fa l'arrivo a Foggia di padre Pio da Pietrelcina

Cento anni fa,  il 17 febbraio del 1916 padre Pio arrivava a Foggia, in un momento delicatissimo della sua vita. La ricorrenza è stata commemorata domenica scorsa, con l'accoglienza delle spoglie mortali del frate, proclamato santo dalla chiesa cattolica, che giungevano da Roma, dov'erano state esposte ai fedeli in occasione del Giubileo della Misericordia.
Il ritorno di San Pio nella chiesa di Sant'Anna che lo vide giovanissimo frate, è stato al centro di una solenne concelebrazione presieduta dall'arcivescovo di Foggia, mons. Vincenzo Pelvi.
La parentesi foggiana della vita di padre Pio è stata documentata in un'approfondita ricerca del compianto Savino Russo, cui si deve l'opuscolo ”P. Pio nel convento di Sant’Anna di Foggia”, a cura del Cenacolo Culturale “Contardo Ferrini”- Foggia, da cui traggo le notizie che seguono.
Padre Pio giunge a Foggia da Pietrelcina, accompagnato da padre Agostino da San Marco in Lamis. Ha 29 anni, e da 6 è stato ordinato sacerdote.
Chiamato alle armi nel novembre dell’anno prima, a causa di gravi problemi di salute è in licenza di convalescenza. Il malessere fisico, unito a profondi tormenti spirituali, lo aveva costretto ad abbandonare il convento di Venafro e a far ritorno nella sua cittadina natale.

Qui si era trovato come sospeso tra il desiderio dei suoi compaesani che non vorrebbero lasciarlo  andar più via e la necessità dei suoi superiori di farlo rientrare a tutti i costi in convento. Provvidenziale sarà in questo periodo della sua vita la corrispondenza epistolare che egli intrattiene da  qualche anno con un’anima pia, di famiglia nobile di Foggia: Raffaelina Cerase, terziaria francescana, la sua prima figlia spirituale, la quale, da tempo gravemente inferma, aveva  espresso il desiderio di incontrare il suo direttore spirituale e poter essere confessata da lui.
Raffaelina rappresenterà così  “il gancio” con cui il disegno provvidenziale porterà padre Pio a rientrare in convento, in quello di Sant’Anna a Foggia, e  percorrere così la via della sua nuova e definitiva missione; ogni giorno si recherà a far visita alla sua figlia spirituale la cui salute peggiora  sempre più velocemente fino alla sua morte all’alba del 25 marzo 1916: la sua anima il santo frate dirà di aver visto salire in Paradiso.
Il periodo foggiano di padre Pio è decisivo perché durante la permanenza nel convento di Sant'Anna il frate campano visita per la prima volta San Giovanni Rotondo. Accade la sera del 28 luglio del 1916, quando accompagnato da padre Paolino da Casacalenda, padre Pio giunge per la prima volta a San Giovanni Rotondo, con il proposito di trattenersi per il periodo estivo, e così sfuggire alla calura del Tavoliere.
Il fresco della montagna garganica si rivela un toccasa per la salute di padre Pio che però soltanto dopo una settimana fa ritorno a Foggia: il permesso chiesto al padre provinciale, anche se non necessario, tardava a venire. Qualche giorno dopo, il 13 agosto, il futuro San Pio scrive al provinciale, chiedendo di poter "passare un po' di tempo a San Giovanni Rotondo" anche perché, a suo dire, Gesù gli avrebbe assicurato che là sarebbe stato meglio[13].
Il direttore consente e dispone il trasferimento a San Giovanni Rotondo, affidandogli la responsabilità di direttore spirituale del seminario serafico.
Nonostante il difficile rapporto con Foggia e con il suo clima, il breve soggiorno foggiano rappresenta nella vicenda umana e spirituale del santo frate di Pietrelcina uno snodo importante.
Come dirà fr. Gerardo Di Flumeri, il vice postulatore della sua causa di beatificazione,  in una indimenticata omelia in occasione di un anniversario della venuta a Foggia del santo di Pietrelcina, il convento di Sant’Anna, fu come l’altare sul quale padre Pio sarebbe stato preparato quale vittima sacrificale, per essere poi  definitivamente immolato su quello di San Giovanni Rotondo.
Vivrà tale permanenza a Foggia soggetto a febbri altissime, a continui e terribili assalti del demonio ma soprattutto nella cura di “una turba di anime assetate di Gesù” come definì con parole sue la moltitudine di persone che gli chiesero aiuto e conforto.
Lascerà a causa delle sue malattie e del caldo soffocante dell’estate foggiana il convento di Sant’Anna il 4 settembre del 1916 per recarsi nel convento di san Giovanni Rotondo, dove resterà fino al giorno della sua morte.



1 commento :

Anonimo ha detto...

100 anni fa, parte da Foggia la prima lettera di Padre Pio per don Pietro di Rignano Garganico
RIGNANO GARGANICO. 100 anni fa parte da Foggia la prima delle lettere di Padre Pio a don Pietro Ricci di Rignano Garganico. Forse l’approccio fu favorito dalla presenza della nipote Suor Gerarda, superiora al Conventino e poi Madre Generale delle Suore di Carità in quel di Roma. Il resto della corrispondenza proseguirà con ritmo più intenso da San Giovanni Rotondo fino ed oltre la scomparsa del sacerdote rignanese avvenuta nel dicembre 1920, ritenuto quest’ultimo come il suo primo padre spirituale. La missiva è del 10 agosto del 1916: <>. L’altra è del due novembre dello stesso anno: <>. La successiva è del 7 gennaio del 1917: << Stimatissimo don Pietro, Gesù possegga sempre il vostro cuore e di dia la grazia di possederlo eternamente nella gloria! Ritornando ieri sera, dopo un lungo mese d’assenza per ragioni di servizio militare, trovo giacente sul tavolino assieme ad altre corrispondenze la vostra pregiatissima lettera. Mi affretto perciò a darvi sollecito riscontro significandovi che sono vivamente compenetrato delle vostre sventure che vogliono visitare i vostri cari congiunti. Non ho mancato mai da che ebbi la fortuna di conoscervi di sempre raccomandarvi al buon Dio nelle mie povere si, ma pure assidue preghiere. Ho pregato pure secondo tutti quei fini da voi voluti e vi assicuro di raddoppiare le mie preghiere per voi e per le persone a voi acre, e nutro fiducia che Gesù voglia consolarvi. La mia dimora è stata fissata qui dal p. provinciale perché è conosciuto che questo clima è di giovamento al mio stato fisico. Quindi fateci qualche sorpresa quando il Signore ci regalerà qualche bella giornata. Qui tutti vi ricordano con affetto. Continuate ad usarmi la carità che mo avete usata per l’addietro col ricordarmi nel tesoro delle vostre preghiere ed anche io non cesserò di far continua memoria di voi davanti a Gesù. Con ogni stima vi bacio la mano e fraternamente vi abbraccio. Sempre vostro aff. mo amico di Gesù F. Pio, Sacerdote cappuccino>>. In queste tre lettere si parla delle reciproche sventure e della possibilità di soluzione con l’unica arma della preghiera. Per D. Pietro si tratta dei nipoti in guerra (Pietro e Matteo Giuseppe); per P. Pio del servizio militare (Il 18 dicembre 1916 rientra al corpo militare di Napoli; il 30 dello stesso mese mandato in licenza straordinaria) e della cagionevole salute risolta con il suo trasferimento definitivo in San Giovanni Rotondo dal 2 settembre in poi. Per ciò che concerne la conoscenza fisica tra i due religiosi. Data l’età avanzata (più di 70 anni) del rignanese, sarà il frate delle stimmate a recarsi per primo in paese. A quanto si evince dalla lettera del giorno successivo, la visita avrà luogo il 10 maggio 1917. Con ogni probabilità il percorso sarà effettuato, come l’evangelico Gesù delle Palme, a cavallo di un pacifico asinello. Per saperne di più si veda il v. di chi scrive e del figlio Angelo: Padre Pio e Rignano, Edizioni”Padre Pio da Pietrelcina” srl, 1 e. 2009; 2e. 2010.

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