giovedì 3 dicembre 2015

Lisa, la doccia fredda di Delrio

Chi si aspettava che il ministro Delrio aprisse uno spiraglio sulle sorti dell’aeroporto Lisa non può fare certamente salti di gioia. Premesso questo, c’è da rilevare che il ministro delle infrastrutture e dei trasporti, in visita al nuovo Parco dei Dinosauri a San Marco in Lamis - a proposito dello scalo del capoluogo dauno, ha detto né più né meno quello che era lecito aspettarsi dal responsabile del ministero che ha declassato lo scalo foggiano: “Non si può pretendere l’aeroporto sotto casa in ogni città italiana. La Puglia ha già due ottimi aeroporti come Bari e Brindisi, pensiamo ora a potenziare i collegamenti ferroviari e su gomma in modo da poter accorciare le distanze tra le varie città pugliesi e gli scali aeroportuali. Investiremo in opere pubbliche nelle regioni del sud ad iniziare dalle ferrovie: a breve apriremo i cantieri dell’altra capacità sulla Bari-Napoli, lavori che interesseranno anche la provincia di Foggia, e sulla tratta adriatica”.
Ai giornalisti che lo incalzavano chiedendo di chiarire se le sue parole significassero la fine dell’aeroporto di Foggia, Delrio ha risposto: “Non ho detto questo, ho detto che gli aeroporti principali sono altri.  Il piano aeroporti non lo mette tra i principali,  dopodiché i ragionamenti a livello locale si possono fare in tutte le maniere, a livello locale però. A livello nazionale ci occupiamo di aeroporti di livello nazionale.
Non c’è nulla di nuovo. Ma in termini di immagine, di speranze è un duro colpo. La presa di posizione del ministro sembra far definitivamente sfumare la possibilità di un recupero del Lisa nel piano nazionale aeroporti. Adesso però bisogna rimboccarsi le maniche e vedere di disegnare il suo futuro quale aeroporto regionale.
La palla rimbalza per l’ennesima volta alla Regione, che comunque - giova ricordarlo - ha sostenuto e sta sostenendo, anche attraverso Adp, il progetto di allungamento della pista, finito nel mirino della Direzione Generale Concorrenza della Commissione Europea, che sta verificando se il finanziamento con fondi comunitari del progetto di allungamento rispetti la normativa comunitaria in materia di concorrenza.
Ma forse è giunto il momento che sullo scalo foggiano e sul suo futuro si sviluppi un confronto vero e a trecentosessanta gradi: a cominciare dalla necessità di riempire di contenuti concreti questo possibile ruolo di scalo regionale, per finire all’allungamento della pista e alla ripresa dei voli di linea.

L’aver affrontato i problemi uno alla volta fino ad ora non ha portato da nessuna parte. 

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