venerdì 2 ottobre 2015

De Sanctis, il Comune chiarisce. Ma poteva farlo prima.


Sulla demolizione della scuola media De Sanctis ho espresso il mio punto di vista qualche giorno fa, punto di vista che non cambia, dopo le precisazioni fornite dal Comune di Foggia.
L’ufficio stampa di Palazzo di Città ha fatto sapere che la demolizione - che rientra nella procedura di messa in sicurezza dell’immobile avviata da tempo - si è resa necessaria perché la struttura presentava problemi statici, che l’edificio verrà ricostruito “nelle stesse forme e volumetrie e la destinazione resterà quella originaria."
“In più - si legge ancora nel comunicato-, nei prossimi mesi, saranno avviati anche lavori di adeguamento alle normative sulla sicurezza e di messa a norma dell’impiantistica dell’aula magna e della palestra dello storico istituto foggiano.”

Ribadisco, la mia opinione sulla vicenda non cambia: nel post non intendevo in ogni caso mettere sotto accusa l’amministrazione comunale, né paventare il timore di un possibile cambio nella destinazione d’uso.
Stigmatizzavo i ripetuti atti di vandalismo, l’incuria, il disinteresse che hanno portato al punto di non ritorno, tanto da rendere necessaria la demolizione. Nessun allarmismo, ma l'amara constatazione che il patrimonio immobiliare pubblico della città (ovvero dei cittadini) non riceve dalla città (ovvero dai cittadini) il rispetto e l'amore che sarebbero necessari.
La vicenda rilancia però in modo perentorio il problema della corretta informazione a Foggia.
La chiusa del comunicato stampa del Municipio (che potete leggere integralmente qui) è infatti irricevibile: “L’ennesimo episodio che evidenzia la necessità di valutare con attenzione la fondatezza dei messaggi, raccogliendo informazioni da enti e persone coinvolte, approfondendo e incrociando le verifiche prima di lanciare sui social network teorie assurde e immotivate.”
Eh no. Come sempre si scaricano le colpe sui giornalisti, soprattutto su quelli che cercano di raccontare i fatti prima dell’arrivo delle veline (termine che, lo dico per i più giovani, non evoca le scintillanti ragazze delle trasmissioni tv, ma i comunicati di un tempo, quando non esistevano i fotocopiatori e venivano battuti a macchina su carta velina intercalata da carta copiativa…).
Nel comunicato c'è un vistoso errore di prospettiva. Quando si tratta di opere pubbliche, per un elementare dovere di trasparenza,  non sono i giornalisti a dover raccogliere “informazioni da enti e persone coinvolte”, ma gli enti e le persone coinvolte, che hanno il dover di fornire le informazioni, preventivamente, a prescindere che qualcuno le richieda o meno.
Tutto questo, nel caso della scuola media De Sanctis, non è avvenuto, neanche un po’.
Lunedì mattina, 28 settembre, le ruspe hanno cominciato a buttare giù il vecchio edificio, senza lo straccio di un cartello che desse indicazioni sui lavori che venivano eseguiti, e che sarebbe bastato da solo a sgombrare il campo da qualsiasi equivoco.
Il comunicato stampa “chiarificatore” del comune di Foggia è datato 1 ottobre: sono trascorsi quattro giorni per dire le cose come stanno. Sarebbe bastato farlo contestualmente all'inizio dei lavori, per evitare sospetti ed illazioni.

1 commento :

Anonimo ha detto...

Nel ribadire il mio pensiero sull'assurdo destino della Scuola "De Sanctis", mi trovo a condividere solo in parte il commento di Inserra in risposta alle tardive precisazioni del Comune di Foggia.
Nico Baratta ha fatto bene a lanciare l'allarme ma, se è vero che fa giornalismo (libero e indipendente), correttezza esige chem nel lanciare l'allarme, riferisse qualche dato in più, da chiedere ovviamente all'Ufficio Stampa di Palazzo di Città. In ogni caso avrebbe perorato una giusta causa e, di certo, avrebbe anticipato il Comune nel fornire i (poi rivelatisi) tardivi chiarimenti. Perché il dovere del giornalista è sì la prontezza ma anche la completezza dell'informazione. Usare i Social va bene, ma con criterio. E mi ricollego ad un episodio solo in parte analogo, risalente al 2010 e che molti ricorderanno. Ne parlai appositamente sulla rivista "Diomede".
Un cittadino, notando che nella zona di via Bari delle ruspe stavano abbattendo l'antico ponte sul Cervaro, lanciò l'allarme su FB così e tutti s'indignarono. Le ore passavano e le ruspe demolivano. Logica avrebbe voluto che avesse informato prima i Carabinieri per poi stigmatizzare la cosa sui Social. Morale: il ponte fu abbattuto con le classiche lacrime di cocodrillo dei foggiani. Cordialmente (Maurizio De Tullio)

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