mercoledì 9 settembre 2015

Tutti i record (statistici) del Foggia


Gastone Ballarini
Non capita tutti i giorni, per la squadra del Foggia, di entrare nella storia del calcio italiano, anche se dalla porta secondaria. I rossoneri, del resto, non sono nuovi nell’annoverare episodi che, a vario titolo, si sono incardinati nelle pieghe degli annali calcistici. A titolo d’esempio valgano la prima partita di serie A trasmessa su TELE+2, con la “TV a pagamento” (si trattava di Lazio-Foggia del 29 agosto 1993, finita 0-0) oppure gli esordi di grandi campioni, come Alex Del Piero e Francesco Totti, le cui prime volte in serie A avvennero avendo di fronte proprio i rossoneri foggiani.
Meno nota è la storia di Gastone Ballarini, portiere marchigiano di buon livello – scomparso prematuramente nel 1982 all’età di soli 45 anni – che militò nelle fila dell’U.S. Foggia tra il 1961 e il 1967, e che disputò anche una partita in serie A, contro la grande Juventus.
Cinquant’anni fa, il 5 settembre del 1965, al “Comunale” di Torino era in programma Juventus-Foggia. La società foggiana in realtà era ancora abbinata all’Incedit, frutto del matrimonio risalente a circa dieci anni prima con la squadra del Poligrafico dello Stato.
Quella del 5 settembre 1965 era la prima gara di quel campionato di serie A (l’avrebbe poi vinto l’Inter del “Mago” Herrera) e i rossoneri, guidati fino all’anno prima da un altro “Mago” altrettanto celebre, Oronzo Pugliese da Turi – al quale nel 2010 il collega Giovanni Cataleta ha dedicato una monografia – giocavano per il secondo anno consecutivo nella massima serie, allenati da Egizio Rubino, che di Pugliese era cognato. L’anno prima, nel torneo d’esordio, i foggiani si erano comportati benissimo, affermandosi come squadra-rivelazione del torneo ed avevano messo KO, nel catino dello stadio “Pino Zaccheria”, l’invincibile Inter, con uno schiacciante 3-2. Anche a quella storica partita è stato da poco dedicato un bel volume, a cura di Domenico Carella.
Ma torniamo al campionato dell’anno dopo, e a quella partita tra Juve e Foggia, oggetto di questa nostra breve pagina di storia calcistica e, per la cronaca, finita con la vittoria dei bianconeri per 1 a 0.

Un mese prima di quel 5 settembre di cinquant’anni fa, il Consiglio Federale della F.I.G.C. aveva disposto una nuova norma del Regolamento, introducendo la possibilità di sostituire il portiere titolare con quello di riserva, quello col numero “12”. Fino ad allora, infatti, se il portiere si infortunava poteva essere sostituito solo da un altro giocatore della squadra, tra quelli già in campo. Se, invece, si faceva male un altro calciatore, o usciva e non poteva essere rimpiazzato da nessuno, oppure restava in campo come un… vegetale, in attesa del fischio finale. Solo tre anni dopo, nel ’68 delle grandi rivoluzioni, la Federazione adottò la norma che consentiva la sostituzione di un altro giocatore con una riserva della panchina, oltre al portiere naturalmente, e solo dal 1970 il Regolamento ha previsto un massimo di due sostituzioni, sempre portiere a parte.
E così il nostro Gastone Ballarini, a mezz’ora dalla fine della partita con la Juventus, fece il suo storico ingresso con la maglia numero 12. Il Foggia, infatti, aveva perso il portiere titolare, il grande Moschioni, infortunatosi in uno scontro con quel Vincenzo Traspedini che a quel tempo giocava con la Juventus e che l’anno dopo sarebbe approdato proprio al Foggia dove, per due stagioni, giocherà complessivamente 62 partite con all’attivo ben 25 gol.
Ballarini non giocò molte partite nel Foggia e infatti il suo ricordo è alquanto sbiadito ma questo episodio bastò per farlo entrare nella storia del calcio italiano.
Maurizio De Tullio

2 commenti :

Anonimo ha detto...

Ringrazio Geppe Inserra per la pubblicazione di questo intervento, che in realtà non mi aspettavo visto che l'intento - come avevo precisato nel messaggio via mail di accompagnamento, forse non letto - non era che apparisse su LM.
A leggerlo, infatti, chiunque penserebbe ad una sorta di... copia-e-incolla del bel ricordo di Ballarini tratteggiato giorni fa proprio dal bravo collega Gianni Cataleta, peraltro citato nel mio pezzo!
Volevo solo ricordare a Inserra una sorta di verità... cronologica, per dire che del tutto inedita non era l'articolo di Gianni. A dimostrazione di ciò avevo inviato il mio testo di word originale dal quale si evinceva il salvataggio con la data: 15 gennaio 2015. Ma era solo un banale gioco sulla... primogenitura testuale, da me comunque persa perché - per un motivo che ancora mi sfugge - dimenticai a uo tempo di inviare all'amico e collega Inserra l'articolo, al pari dei tanti altri mandati a LM e da lui quasi sempre pubblicati.
Onore al merito, quindi, al bravo Gianni Cataleta - anche per gli altri bei capitoli curati sul loro blog - e una dimostrazione di attaccamento al Foggia da parte mia, nonostante i miei frequenti richiami negativi ai comportamenti "ultras", manifestati nel calcio come - e soprattutto - fuori. E grazie a Geppe per aver saputo presentare ai suoi lettori un articolo solo apparentemente diverso da quello del buon Gianni.
Cordialmente (Maurizio De Tullio)

Geppe Inserra ha detto...

Chi segue Lettere Meridiane sa quanta attenzione il blog ponga a tutto ciò che sia memoria, e che in qualche modo arricchisca la memoria collettiva della nostra comunità. Effettivamente, Maurizio De Tullio mi aveva inviato l'articolo per sottolineare la fortuita (e fortunata) coincidenza con le ricerche svolte da Giovanni Cataleta, cui avevo dedicato un post precedente.
Mi è tuttavia sembrato utile pubblicare lo stesso l'articolo, per gli altri riferimenti che conteneva ad altre interessanti curiosità statistiche del Foggia.

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