domenica 2 agosto 2015

Quando Benedetto Croce curava la psoriasi con l’erba di Biccari



Pochi lo sanno o lo ricordano, ma Benedetto Croce soffriva di psoriasi. In una sua celebre istantanea fotografica, infatti, si possono notare, evidenti, le macchie presenti sulla sua guancia destra. Ma come curava questa afflizione il grande filosofo abruzzese, nato nel 1866 e scomparso nel 1952?
Certamente con qualche soluzione farmacologica alla quale, però, aggiungeva o alternava un tipo di erba che trovava solo in provincia di Foggia. E la nostra terra, come si sa, fu per lui una specie di seconda famiglia.
Come ricorda Antonio Vitulli, fra le province e le città italiane, la Capitanata e Foggia furono fra i siti nei quali la frequentazione di Benedetto Croce fu certamente fra le più assidue ed intense. E questo non solo per motivi, come dire, economici, avendo qui Croce le sue proprietà terriere più notevoli, ma per ragioni dovute all’antica frequentazione da parte della sua famiglia.
Escludendo gli interessi economici, culturali e politici che Croce ebbe con luoghi e persone di Foggia, Lucera e di altre località di questa provincia, approfondiamo il poco conosciuto aspetto relativo alle alternative farmacologiche – evidentemente salutari – che il grande pensatore trovò in terra di Capitanata.
A svelarlo fu Pasquale Soccio, in un articolo pubblicato sulla terza pagina de “Il Giornale d’Italia” – celebre quotidiano romano, oggi non più in edicola – in data martedì 6 maggio 1997.
L’articolo, in verità, celebrava un illustre figlio di Puglia, una grande autorità del mondo della cultura e delle biblioteche, il lucerino Giambattista Gifuni, che di Croce era amico.
Soccio dedica l’intera pagina del giornale in occasione del ventennale della scomparsa di Gifuni e ricordando una serie di aspetti riguardanti l’interesse che Benedetto Croce nutriva per il territorio di Lucera e per certe sue figure di spicco - tra cui, appunto, Giambattista Gifuni -, cita un particolare che effettivamente forse i soli Soccio e Gifuni conoscevano.
Entrambi, “con devota premura”, si inoltravano oltre Lucera “verso certi prati nei pressi di Biccari, alla ricerca di un’erba utile contro la psoriasi di cui Croce soffriva e ne spedivamo accurati pacchi al maestro”.
Non è dato sapere quanto l’utilizzo di questa – per ora a noi sconosciuta – erba sortisse gli effetti desiderati, ma se il celebre filosofo abruzzese se ne faceva mandare addirittura interi pacchi vuol dire che una qualche utilità era garantita.
Sarebbe bello scoprire quale medicamentosa erba lucerino-biccarese facesse uso Croce. Potranno forse svelarlo omeopati, medici e ristoratori dei Monti Dauni, come Peppe Zullo di Orsara, che di erbe nostrane hanno fatto virtù, esaltandone sapori e colori in tante trasmissioni televisive e finanche a Expo Milano.
Il mistero resta. Lo lanciamo, in primis, al giovane e dinamico sindaco di Biccari, Gianfilippo Mignogna, perché possa farlo svelare ai tanti cultori di storia locale.  
Maurizio De Tullio

2 commenti :

Maurizio Marrese ha detto...

Il Farfaraccio e la Bardana sono usate per curare la psoriasi.

Anonimo ha detto...

Ringrazio per la tempestività e la competenza il Sig. Marrese, che Geppe mi assicura essere grande esperto della materia.
Mi resta però l'altro dubbio: ma le citate erbe crescono effettivamente nel territorio che ho citato nell'articolo?
Cordialmente (Maurizio De Tullio)

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