lunedì 17 agosto 2015

Scoperto un secondo foggiano tra i Mille di Garibaldi, dopo Moisè Maldacea



Luigi Bramante

La vicenda di Luigi Bramante è la riprova di come la storia sia una disciplina in continuo divenire, nella quale anche quelli che sembrano dati di fatto, certezze acquisite possono cambiare, con la scoperta di nuovi documenti o nuove testimonianze.
Si era sempre ritenuto che a far parte dei Mille di Giuseppe Garibaldi vi fosse soltanto un solo foggiano:  Moisè Maldacea, il più noto tra i Garibaldini pugliesi, che tra le Camicie Rosse militò quale ufficiale, e che fu il primo presidente della Croce Rossa in Puglia. Ma grazie al certosino impegno di Maurizio De Tullio, si è accertato che così non fu.
Ma procediamo per ordine. Maldacea  nacque nel capoluogo dauno  il 16 aprile 1822, da Vincenzo e Maria Previtera.  Fervente patriota, andò via molto giovane dalla sua città natale, distinguendosi per le sue imprese al Nord e quindi nell’esercito garibaldino. Si trasferì successivamente a Bari, dove morì.
Come già detto, si era sempre pensato che questo singolare personaggio fosse il solo garibaldino foggiano ad aver preso parte alla spedizione dei Mille, ma non è così, come ha appurato dopo laboriose e pazienti ricerche Maurizio De Tullio.
C’è anche Luigi Bramante, garganico di San Giovanni Rotondo, dove nacque  nel 1845 e si spense nel 1914. Fu una personalità di spicco della provincia di Foggia, ma è rimasto praticamente sconosciuto per oltre un secolo.
De Tullio lo ha sottratto all’oblio (come ha fatto meritoriamente con tanti altri personaggi notevoli, ma poco noti della nostra terra). Dedicandogli  la centesima scheda  de La Meravigliosa Capitanata, l’archivio telematico su personaggi, eventi, luoghi e storia della Daunia, on-line sul sito della Biblioteca Provinciale di Foggia (www.bibliotecaprovinciale.foggia.it ), e di cui lo stesso De Tullio è alacre curatore.
Bramante fu avvocato, Consigliere Provinciale, fervente repubblicano, antimilitarista e anticlericale, ma soprattutto garibaldino. Ufficiale volontario in Francia, pur non prendendo  materialmente parte all’impresa dei Mille, fu indicato da Garibaldi in persona tra i sedici meritevoli di comparire nell’album dei Mille, insieme, tra gli altri, ad Anita, storica compagna dell’Eroe dei due Mondi.  
Come documenta Tiziana  Olivari ne La biblioteca di Garibaldi a Caprera, i  suoi libri facevano parte della grande collezione di volumiche tenne compagnia all’Eroe dei Due Mondi durante il suo esilio.
A De Tullio il merito di aver contribuito in modo decisivo a scongiurare che questo personaggio fosse del tutto dimenticato. Tanto per dire, la sua San Giovanni Rotondo non gli ha dedicato fino ad oggi nemmeno una strada.
La storia di Luigi Bramante è un po’ controversa, oltre che poco chiara nelle vicende che hanno riguardato soprattutto la parte finale della sua esistenza.
Appartenente ad una ricca famiglia di San Giovanni Rotondo, Bramante fu dapprima repubblicano, poi internazionalista anarchico, in un ampio e vivace scenario politico che lo vide impegnato sia in Italia che in Francia, probabilmente già al tempo della “Comune di Parigi” e poi, come accertato, con l’Armata dei Vosgi, nella difesa antiprussiana.
Fu amico di Mazzini, Malatesta, Bakunin e Garibaldi. Nel 1870 è autore di due libri sull’antimilitarismo che suscitano un discreto interesse, per la lucida e coraggiosa denuncia del sistema militare italiano. Nel 1873 è arrestato con l’accusa di cospirazione al Governo Monarchico; trascorre alcuni mesi in carcere ma nel processo vengono smontate le accuse a carico suo e di altri due compagni. Ottiene la liberazione. 
Tornato in Capitanata, svolge la professione di avvocato e di notaio. Riprende anche l’attività politica diventando Consigliere comunale di San Giovanni Rotondo e Consigliere Provinciale. A livello politico-sociale è impegnato nella Società di Mutuo Soccorso, sorta nel 1891, ma quasi sempre controllata dai Carabinieri Reali: Bramante, infatti, è considerata “persona d’equivoca condotta morale”.

3 commenti :

Anonimo ha detto...

Ringrazio Geppe Inserra per la consueta disponibilità. Un solo appunto, che è poi una sua mera svista.
Devo infatti correggere quando scrive che Bramante fu l'altro foggiano - a parte Maldacea - a far parte dell'impresa dei Mille.
No. Bramante non partecipò - come precisato dallo stesso Inserra, ma in altra parte della sua premessa - all'impresa dei Mille così detta (ma con Garibaldi, nel 1871, combattè in Francia nella guerra franco-prussiana) ma fu incluso tra i "Mille" (1.089 in realtà) in un secondo tempo, tra i sedici "meritevoli di esservi inseriti" come esplicitò chiaramente di suo pugno Garibaldi nelle sue memorie.
Ricordo, infine, che se Bramante avesse vinto la sua ultima "battaglia" civile, nella sua città, non avremmo mai conosciuto e forse non sarebbe mai nato il "miracolo religioso" di Padre Pio.
Ma non voglio togliere la curiosità, per chi vorrà leggersi la scheda presente nel sito della nostra "Biblioteca Provinciale", di apprendere la lunga e travagliata vita di Luigi Bramante.
Ancora grazie a Geppe Inserra per la passione con cui anima LM e i rapporti con i suoi sempre più numerosi lettori.
Cordialmente (m.d.t.)

Anonimo ha detto...

Caro Geppe,
come sai non sono presente, volutamente, in nessun Social Network ma, casualmente, attraverso una pagina di FB che in famiglia è aperta da tempo, ho potuto dare un'occhiata a chi ti scrive.
Sulla vicenda del sangiovannese Luigi Bramante varrebbe la pena di chiarirsi e, se ti è possibile, anche di cambiar titolo alla tua lunga e bella premessa alla mia ricerca presente nel sito della Biblioteca Provinciale. Il titolo corretto potrebbe essere: Trovato un altro foggiano nei "Mille" di Garibaldi dopo Maldacea.
Leggo poi lo stupore di un lettore che, sapendolo nato nel 1845, finiva col non credere potesse aver preso parte - a soli 15 anni - all'impresa dei Mille.
Obiezione giusta. Ma si tratta di un tuo refuso perché se il lettore avesse letto le pagine della mia ricerca, non avrebbe certo trovato questa bugia storica!
Bramante fu al fianco di Garibaldi solo nella guerra franco-prussiana condotta in Francia nel 1871, quando cioè aveva 26 anni!
L'inclusione nei Mille fu un atto di gratificazione morale che Garibaldi fece di sua iniziativa, aggiungendo ai primi 1.073 nomi di garibaldini gli ultimi sedici, tra i quali Anita Garibaldi e il nostro Luigi Bramante.
Poi, sulla bontà o tragedia della partita risorgimentale, culminata con l'Unità e il conseguente percorso avviato dai Savoia lascio che ognuno eserciti i propri convincimenti, magari senza farsi condizionare dai soliti Ultras della controstoria.
Di Bramante ho solo tracciato una scheda biografica, come suol dirsi, "fredda". L'intento era quello di far conoscere un personaggio ignoto ma di rilievo della nostra provincia.
Cordialmente (Maurizio De Tullio)

Tommaso Palermo ha detto...

Ciao Geppe. Mi preme farti notare che l'elenco dei foggiani che parteciparono alle imprese garibaldine è stato oggetto di un interessante e proficuo studio della professoressa Dora Donofrio Del Vecchio, santagatese residente a Bari, già docente di lettere e socia ordinaria di varie società si studi storici come la Società di Storia Patria, per la Sezione di Bari, e l'Istituto Storico del Risorgimento Italiano. I risultati sono consultabili online, al sito http://www.santagatesinelmondo.it/stampa.asp?id=2885
A questi va aggiunto il nome di Alessandro Camuri (1848 - 1914). I resti della sua tomba a Foggia riportano che militò con Garibaldi, fu ufficiale nel Regio Esercito ed ispettore daziario. So che come ispettore daziario fu tra i foggiani aggrediti dalla folla nella rivolta della fame del 1898. Di diversi garibaldini foggiani è possibile consultarne i dati nella banca dati dei Garibaldini (consultata anche dalla Donofrio Del Vecchio) a cura dell'Archivio di Stato di Torino, al sito http://archiviodistatotorino.beniculturali.it/Site/index.php/it/progetti/schedatura/garibaldini
Grazie per l'attenzione

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