venerdì 24 luglio 2015

Tu Foggia, eterna signora di pianura



Uno dei problemi (neanche tanto secondari) di Foggia sta nella sua difficoltà di narrarsi, di percepire e declinare la sua dimensione poetica, letteraria (ogni città ha una sua dimensione letteraria e poetica: l’importante è saperla cogliere). Non c’è granché,  a parte gli sforzi lodevoli e  notevoli dei poeti in vernacolo.
Eccovi una poesia, molto bella, che suggerisce invece una visione, uno sguardo sulla città assai diverso dagli stereotipi cui siamo abituati. A parte il suo intrinseco valore artistico. 
È di Tony Vacca e la propone una lettrice e un’amica di Lettere Meridiane, Angela Rignanese: “Ciao Geppe! Leggo con interesse ogni tuo articolo su "Lettere Meridiane" che riguardi Foggia . Volevo sottoporre alla tua attenzione uno schizzo poetico  su Foggia scritta da un amico foggiano che vive all'estero. Me l'ha regalata, l'ho letta e l'ho trovata molto diversa dagli stereotipi di nostalgia popolare folcloristica a base di troccoli e ragù che spesso si accompagnano alle poesie popolari su Foggia di tempi andati e moderni. E' il colpo d'occhio sulla città che parte dallo sguardo di un bambino, dai suoi ricordi, che si combinano con le leggende e la storia, con la bellezza dei luoghi della nostra città.“
Non ho alcuna difficoltà ad accontentare la cara Angela. Anzi, la ringrazio di cuore per aver offerto alla comunità di amici e lettori di Lettere Meridiane questa bella poesia. Complimenti a Tony Vacca: speriamo di poter leggere presto altre poesia di questo autore, delicato e sensibile. (La foto che illustra il post, come sempre, quando parliamo di bellezza, è di Michele Sepalone).

L’occhio di un bimbo, i capelli a spazzola,
Un pugno di lucenti biglie e la sua paura,
Stradine e misteri, storie dal passato,
Le Croci del Calvario e il tesoro di Filippo


Avvolta di ricami, calda e rosata la pietra
Fascinosa e splendente, Chiesa e Madre Velata
Signora della Piazza,
Sicura e Maestosa appare.

Scelta da Imperatori
Glorificata da Compositori,
Graziosa e sfortunata,
Mala fu la Sorte, ma di luce sempre risorta.

Persa nei Tempi, Processioni e riti,
Fuochi d’Agosto, tentatrice e rossa è l’anguria
Fresche e gioiose le passeggiate sui viali,
il profumo dei Tigli, la notte padrona e la via di casa.

Delizie di tavola, pronto Morfeo,
Luminoso è il cielo, roventi le notti e l’estate,
Distratta al Gargano volti, orchidea selvaggia,
Tu, Foggia, eterna Signora di Pianura.

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