lunedì 22 giugno 2015

Quando la Provincia di Foggia disse no a Umberto Giordano

Quando aveva soltanto 13 anni, e la sua famiglia versava in condizioni economiche critiche, Umberto Giordano si rivolse al Consiglio Provinciale di Capitanata per chiedere l’erogazione di un contributo che gli permettesse di proseguire gli studi musicali a Napoli. L’assise di Palazzo Dogana respinse la domanda, o più precisamente, non la prese neanche in considerazione.
L’episodio è piuttosto noto, ma non in questi termini. In alcune biografie dedicate al grande compositore foggiano, si legge infatti che a negare la borsa di studio al giovanissimi ed intraprendente musicista fu il Consiglio Comunale. A chiarire i termini della vicenda, grazie anche ad un documento che si trova nella Biblioteca comunale lucerina, fu Giambattista Gifuni, impareggiabile studioso e saggista della cittadina sveva.
Con il titolo Un documento ignorato della giovinezza di Umberto Giordano, l’articolo venne pubblicato sul n. 6 dell’Osservatore politico letterario del 1967. È stato successivamente ripreso in quel libro straordinario, curato da Giuseppe Trincucci che è Giambattista Gifuni, Varietà di cultura storica, letteraria e civile, pubblicato dalla sezione di Lucera della Società di Storia Patria della Puglia. Un’autentica miniera di fatti, notizie e riflessioni, spesso inedite o quasi, sulla storia di Lucera e di Capitanata, che Tricucci ha il merito di aver riordinato e pubblicato in una sorta di opera  omnia, che costituisce la prima sistematica raccolta di scritti dal grande intellettuale lucerino.
Ecco il testo dell’articolo.
* * *
Un documento ignorato della travagliata giovinezza di Umberto Giordano è la richiesta ch’egli ebbe a fare al Consiglio Provinciale di Capitanata, nel novembre 1880, di un sussidio per poter completare i suoi studi musicali nel Conservatorio napoletano di San Pietro a Majella. Copia di codesto documento si conserva nella Biblioteca Comunale di Lucera, grazie al compianto oculista Dott. Donato Civetta, che volle fargliene dono nel 1935, avendola rinvenuta nelle carte paterne (il comm. Giuseppe Civetta di Alberona, padre di Donato, fu nell’80 e negli anni successivi pars magna dell’Amministrazione della Provincia di Foggia).

La domanda di Umberto Giordano, appena tredicenne nel 1880, dice così:
Illustrissimi signori componenti il Consiglio Provinciale di Capitanata.
Signori,
Umberto Giordano di Ludovico di questo Comune, di anni tredici, umilia quanto appresso.
Nel maggio dell’anno 1880, trovandosi domiciliato a Napoli presso suo padre, ottenne dietro concorso di essere ammesso come alunno esterno nel Real Collegio di musica di San Pietro a Majella nella qualità di pianista e compositore. Ivi restò fino all'aprile del 1880 e, se con successo, lo dimostra il qui unito certificato dei due Direttori, onore e lustro della musica napoletana.
Serie sventure di suo padre vollero che qui (a Foggia} si facesse ritorno e nel maggio del 1880 si abbandonasse quella residenza, spezzando così barbaramente quel corso di studi musicali e letterari, che parata gli avevano una via ad un felice avvenire.
Non sentendosi il petente chiamato ad altra branca di studi, sì bene allo sviluppo di quelle angeliche note, e non potendolo qui fare sia per la mancanza dei mezzi che per la mancanza di professori, sente il bisogno di ricorrere a quel Consiglio Provinciale che mai à negato il suo benefico concorso a pro di quegl’infelici che se ne sono mostrati degni, e ciò per ottenere un sussidio che valga a farlo rinchiudere nel Real Collegio di S. Pietro a Majella, per ivi continuare e completare il suo corso di studi.
Egli non afaccia diritti, perché non ne à, solo domanda grazie e le SS. LL., generose sempre, non vorranno negargliele.
Fiducioso di tanto ottenere, si proffera con la più solenne ed eterna gratitudine.
Foggia, 5 novembre 1880.
Umberto Giordano.
Allegato alla istanza del giovinetto Umberto Giordano al Consiglio Provinciale di Capitanata è l’attestato, cui accenna lo stesso Giordano, dei professori Paolo Serrao (celebre compositore, già allievo del Mercadante al Conservatorio di Napoli) e Michele Ruta (apprezzato docente di composizione e compositore assai fecondo); attestato rilasciato il 6 ottobre 1880:
“Si rilascia che l’alunno esterno di questo Real Collegio di musica Umberto Giordano, applicato allo studio della composizione, ha frequentato queste scuole con cura ed assiduità dimostrando una disposizione per la musica non comune. - La Direzione: Serrao-Ruta”.
Quale l’esito della istanza del Giordano? Negativo, purtroppo. Abbiamo voluto sfogliare attentamente gli “atti del Consiglio Provinciale di Capitanata. Sessione ordinaria e straordinarie del 1880” (Foggia, Tipografia Cardone, 1881) ed abbiamo, sì, avuta conferma nell’ordine del giorno per la sessione straordinaria del Consiglio Provinciale, convocata il 27 novembre 1880, della presentazione della domanda del Giordano (pag. 58, n. 69 degli oggetti indicati nell’o.d.g.), ma nell’accoglimento o del rigetto di essa ne verbum quidem nei verbali delle riunioni del Consiglio Provinciale del novembre e del dicembre 1880. La verità è che furono discusse ed approvate altre domande di sussidio: quelle, ad esempio, degli studenti F. P. Draicchio di Carpino, Nicola Boffa di Ascoli Satriano, Vittorio Nova di Sant’Agata di Puglia e Raffaele Rocco di Bovino, ma la petizione del Giordano non fu presa neanche in considerazione.
Il che si accorda perfettamente, salvo una inesattezza di cui diremo, con quanto, in una intervista accordata alla Gazzetta di Puglia il 24-12-1923, Umberto Giordano, rievocando i “giorni lontani della sua vita”, quelli, cioè, della sua pensosa giovinezza, ebbe a dichiarare, circa la borsa di studi da lui chiesta ma non ottenuta:”… mi fu negata. Ma io mi recai lo stesso a Napoli dove in pochi mesi mi preparai per il concorso a un posto gratis nel Conservatorio di San Pietro a Majella. Ebbi l’adeguata preparazione da quel valente musicista che si chiamò Paolo Serrao, il quale, appena conobbe le mie attitudini, mi tenne con sé nella sua propria casa senza chiedermi alcuna spesa. Venuto il giorno degli esami, fra trenta concorrenti fui il primo. Ciò che portò di conseguenza che io completai in nove anni al Conservatorio di San Pietro a Majella, la mia istruzione musicale, senza essere di peso di un solo centesimo né alla mia famiglia, né al Municipio".
Vero è che nel passo da noi or ora citato il Giordano parla del Municipio di Foggia. Ma è chiaro l’abbaglio in che egli è caduto - tradito dalla memoria a distanza di tanti anni — scambiando il Consiglio Provinciale di Capitanata col Municipio di Foggia.
Con che abbiamo sfatato due leggende: la prima che Giordano avrebbe vinto una borsa di studi, come osservò un autorevole pubblicista qualche anno fa, concessa dall’Amministrazione Provinciale; la seconda che la Municipalità di Foggia gliel’avrebbe invece negata. No, non si può scrivere a biasimo — questo ci premeva provare - del Comune di Foggia il rifiuto dei sussidio al giovinetto Giordano, senza commettere una falsità insieme e una ingiustizia.
Dell’increscioso episodio, del resto, nessuna traccia rimase nell’animo dei Giordano, nessun risentimento. Lo provano le nobili parole di lui nell’intervista su cennata: “Taluno ha forse pensato che la mia lunga assenza dalla città natale, determinata da circostanze personali e artistiche, fosse dipesa dal ricordo di questo lontanissimo fatto. Non è vero. Invece io penso di rivedere nella mia adorata Foggia i miei vecchi amici... E sono anche molto lusingato e orgoglioso che Foggia mi abbia fatto l’onore di intitolare al mio nome la sua Scuola musicale e di ricordarsi sempre di me. Sono grato e riconoscente a Foggia che ha già progettato di onorarmi in più modi.”
Che le promesse di Foggia siano state nobilmente attenute abbiamo tutti potuto constatare il 26 novembre 1961 assistendo - ammirati e commossi - alla solenne inaugurazione del monumento all’insigne Maestro.
Giambattista Gifuni

1 commento :

Anonimo ha detto...

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