giovedì 11 giugno 2015

Franco Persiano (Spi Cgil): "Perché il sindacato è necessario"

di Franco Persiano
Un elettore su due non si è recato alle urne, il 31 maggio, in sette regioni del nostro Paese. Nella Provincia di Foggia l’astensionismo ha raggiunto livelli ancora più preoccupanti. Un trend che prosegue dopo quello registrato nei mesi scorsi in Emilia Romagna e nelle elezioni locali del Trentino Alto Adige, un segnale che non è stato da lezione per tutta la politica. Un dato che deve farci riflettere, ci deve preoccupare tutti, tutti coloro a cui sta a cuore il destino della nostra democrazia.
Un evidente segnale della crisi della rappresentanza politica che si estende a quelle sociali e di categoria, compreso il Sindacato Confederale. I cittadini non trovano più un punto di riferimento in cui identificarsi. Questa lunga crisi economica che ha colpito l’Europa  e l’Italia, le politiche del rigore, rischiano di minare nelle fondamenta i valori e i principi democratici cresciuti dopo la tragedia della seconda guerra mondiale.
Nel contempo, anche nel nostro Paese, prevale l’idea che le organizzazioni politiche e sociali rappresentino un freno e un ostacolo per il futuro. Ecco prevalere la suggestione dell’uomo solo al comando in grado, con la sua azione, di modificare in meglio il destino di ciascun cittadino. L’uomo solo al comando che dialoga direttamente con gli elettori senza la necessità di forme organizzate di intermediazione.

Le forze sociali, compreso il Sindacato Confederale, sono coinvolte da questi processi epocali. Di qui l’esigenza di una profonda riflessione e di un rinnovamento che riguarda anche noi, se non vogliamo essere travolti in tempi brevi da questi processi presenti nella nostra società.
Nei giorni scorsi il Governatore della Bce, Mario Draghi, ha proposto l’eliminazione dei contratti nazionali di lavoro a favore di quelli aziendali, un modello che porterebbe al tramonto del sindacato confederale in favore di tanti piccoli sindacati aziendali. Questo dovrebbe far riflettere il Presidente del Consiglio, altro che sindacato unico.
Dobbiamo opporci con forza a questa idea in quanto produrrebbe  innanzitutto un perdita della forza del mondo del lavoro, portando ad un ulteriore perdita di diritti per i lavoratori. In questo contesto si rende necessaria una forte ripresa del processo unitario del sindacato confederale, ( e non un sindacato unico), uniti riusciamo a rappresentare e tutelare meglio la condizione dei lavoratori e dei pensionati, la storia ci insegna invece che le divisioni portano a sconfitte, che portano prima di tutto un danno per chi rappresentiamo.
Gli effetti della lunga crisi, l’impoverimento di interi ceti sociali comporta l’insorgere di un disagio e di un rancore che si tramuta in fenomeni di razzismo, una guerra fra gli ultimi per la salvezza della propria esistenza. Noi combattiamo ogni giorno questo fenomeno, lo Spi in Capitanata, sarà sempre in prima linea per fermare queste tendenze, che emergono ogni giorno di più nei luoghi della nostra Provincia. Per invertire questa tendenza alla dissoluzione della coesione sociale è necessaria una svolta nelle politiche economiche e sociali, sia nel nostro Paese che a livello europeo, nel contempo le forze politiche devono comprendere che devono affrontare con forza i temi della legalità e della lotta alla corruzione, che non sono più tollerabili e che provocano nei cittadini un rigetto diffuso verso la politica.
Si è festeggiato il 2 Giugno (con scarsissima partecipazione della politica e dei corpi sociali, tranne la parata sul palco con il Presidente della Repubblica a Roma), la nascita della nostra Repubblica. Purtroppo è stata un’ulteriore occasione perduta dalla politica per riflettere su questi temi e per ribadire i valori per cui è nata e che sono racchiusi in quella bella nostra Costituzione, che contiene principi tuttora validi sin dal primo articolo: “ l’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro”. Ripartiamo da questa Carta per ridare una speranza all’Italia, per far si che ciascuno ritrovi un senso comunitario con cui affrontare il nostro tempo.
Franco Persiano

Segretario Provinciale SPI-CGIL Foggia

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