sabato 20 giugno 2015

Da luglio niente più treni merci alla stazione di Foggia


Proseguono alacremente i lavori per il completamento della bretella di collegamento tra le linee ferroviarie Foggia-Bari e Foggia-Caserta. La road map è severa: dal 26 giugno prossimo i binari verranno allacciati alla rete elettrica ad alta tensione, e dal 5 luglio il raccordo entrerà ufficialmente in esercizio. Il primo risultato concreto è che i treni merci provenienti dalla Puglia centromeridionale e destinati a Napoli e Roma, e viceversa,  non transiteranno più per la stazione ferroviaria del capoluogo dauno, con un significativo risparmio sia di costi che di tempi di percorrenza. In particolare, la riattivazione della bretella (che ha una lunghezza di 1,6 km e utilizza consentirà di instradare verso il Centro Italia il traffico merci proveniente dalla Sicilia, dal porto di Gioia Tauro, dall'area industriale e dal porto di Taranto senza passare per la stazione di Foggia.
Come ho già avuto modo di puntualizzare, non si tratta del tanto discusso "baffo" di Borgo Cervaro, che ha suscitato tante polemiche, anche se resta calda la questione che non fa dormire sonni tranquilli ai foggiani. Così come il "baffo" di Borgo Cervaro anche la quasi omonima bretella di Bivio Cervaro (definita anche di Incoronata) potrebbe essere utilizzata non solo per il traffico merci, ma anche per quello passeggeri, nel senso che - come ha annunciato l'ad di Trenitalia, Michele Elia - alcune Frecce Argento provenienti da Bari e da Lecce, potrebbero proseguire direttamente per Roma, senza fermarsi a Foggia, proprio come i treni merci.
Grazie alle immagini postate dall'amico Biagio Camato  sulla pagina facebook di Lettere Meridiane, possiamo vedere che la bretella lambisce praticamente la periferia della città, diversamente da quanto previsto per l'altro raccordo, che sta sorgendo qualche chilometro più a sud.

Al di là della polemiche e dei legittimi timori, va sottolineato che la bretella di Bivio Cervaro è un'opera che rilancia la funzione strategica del nodo ferroviario foggiano, trasformando lo scalo ferroviario cittadino in un hub di rilievo regionale e nazionale "in cui - come ebbe a sottolineare l'allora assessore regionale ai trasporti, Guglielmo Minervini in occasione della presentazione del Contratto Interistituzionale di Sviluppo che con 10 milioni di euro ha finanziato l'opera - si concentrano reti diverse, all'interno del quale avremo gli scambi dei passeggeri, delle merci, della logistica: tutte le diverse modalità di trasporto, leva su cui poggiare i processi di sviluppo del territorio".
Gli obiettivi sono ambiziosi. Secondo le stime di Trenitalia, la bretella di Borgo Cervaro potrebbe portare ad un considerevole incremento del traffico ferroviario riservato alle merci che dovrebbe passare da 20 treni merci a settimana a 40-50, una movimentazione che sarebbe stata impossibile e pericolosa, all'interno della stazione di Foggia.
I benefici non saranno soltanto indiretti, ma anche diretti, tenuto conto che tra le aziende del settore della logistica che movimentano il maggior volume di merci su rotaia, dalla Puglia verso il centro nord d'Italia  e d'Europa, c'è la foggiana Lotras, che da qualche mese ha attivato, in partnership con l'azienda ferroviaria, un collegamento Bari-Lione.
Il ripristino della bretella di Bivio Cervaro-Incoronata avrà effetti anche sull'assetto urbano del capoluogo: le aree di sosta e smistamento, utilizzate oggi per il trasporto merci all'interno della stazione, saranno dismesse e potranno essere utilizzate nell'ambito di un piano di riqualificazione urbana, ovvero lottizzate. Visti i precedenti, è il caso che questo avvenga con un certo controllo politico e sociale.



1 commento :

Matteo Pio Pazienza ha detto...

Finalmente qualcuno che incomincia a capire cosa in realtà sta avvenendo a Foggia
E siamo solo all'inizio di una ( come dire ) rivoluzione copernicana dell' assetto trasportistico foggiano
Il dramma nasce quando certi argomenti vengono trattati da chi non sa
Come dice il poeta " Non è pericoloso l' ignorante ma chi crede di sapere "

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