mercoledì 8 aprile 2015

Moldaunia, botta e risposta

Dando notizia agli amici e ai lettori di Lettere Meridiane dell'avvenuta approvazione, ad iniziativa del consiglio comunale di Foggia, della delibera con cui viene chiesta l'indizione del refererendum popolare per l'eventuale annessione della provincia di Foggia al Molise (con la conseguente nascita della cosiddetta Moldaunia), e sottolineando l'importanza della decisione dell'assise del maggior consesso democratico elettivo di Capitanata, auspicavo un confronto sulla questione rigoroso e approfondito, ma il più possibile scevro sia da strumentalizzazioni elettoralistiche, sia da polemiche di campanile.
L'appello è stato raccolto soltanto parzialmente dai tanti che sono intervenuti nella discussione sollevata dal post: resta il rischio che il percorso referendario possa trasformarsi in una crociata pro e contro Bari, e il suo ruolo di capoluogo regionale.
Lo ribadisco, a costo di risultare noioso: lo sviluppo di un territorio non è questione di confini amministrativi, ma di classe dirigente (non solo politica, ma anche e forse soprattutto imprenditoriale), dei processi di crescita che questa riesce o meno a mettere in moto; della dotazione di infrastrutture che questi processi asseconda e sostiene, del sistema di relazioni che tale territorio riesce a suscitare e a mantenere con le aree vicine.
Ridurre il tutto all'eterna diatriba se i baresi ci vogliono bene o no, elude il cuore del problema che resta quello di uno sviluppo che in Capitanata resta al palo ormai da troppi anni, anche per la crisi profonda che angustia la città di Foggia, mettendo in discussione la sua funzione di capoluogo strategico.
Però l'importante è discutere. Oggi ancora più di prima. Cercando di innalzare il confronto e superando il rischio della polemica a tutti i costi, sforzandosi di comprendere le ragioni di chi sostiene tesi opposte alla nostra,e  cercando alla fine di far sintesi, di trovare un punto di vista comune. Che troppe volte è mancato, alla nostra terra.

Lettere Meridiane si sforzerà di fare esattamente questo: garantire che su un tema nevralgico quale lo sviluppo vi sia il massimo possibile di riflessione e di discussione.
Eccovi di seguito due opinioni molto distanti tra di loro, che hanno il pregio di rappresentare in modo sintetico ed efficace i due punti di vista che si fronteggiano in questo confronto: quello di Vincenzo Concilio, segretario del comitato referendario che sostiene la causa della Moldaunia, e quello di Maurizio De Tullio che è invece decisamente contrario alla ipotesi di una fusione tra il Molise e la Daunia. Leggete fino in fondo e leggete tutto.
* * *
IN FONDO E' SOLTANTO UNA QUESTIONE DI LIBERTA', QUELLA DI CAMBIARE.

La libertà di dissentire ed eventualmente protestare contro una Regione, di cambiarla quando necessario, è un prerequisito della democrazia territoriale.
Nel caso specifico è libertà dalla costrizione altrui.

Mi impedisci di allungare la pista dell'aeroporto Gino Lisa mentre raddoppi quella di Palese?

La tua società Aeroporti di Puglia ha in carico quattro aeroporti ma ne fa funzionare due soltanto sui quali, Bari in testa, concentrare tutti gli investimenti?

Sottrai corsi universitari dalla mia università per portarli alla tua?

Impedisci la progettualità di una grande opera come la ferrovia per Campobasso, Isernia, Roma per la quale c'era uno studio delle Ferrovie del Gargano da 400 milioni, che interessava da vicino le relazioni tra Daunia e Molise, per isolarle?

E che dire dell'invaso di Piano dei Limiti che avrebbe dato più acqua al mio territorio e per il quale erano già disponibili 118 milioni e mai realizzato?

Utilizzi a tuo piacimento i finanziamenti europei che toccano alla Daunia in quanto area da infrastrutturare, per fare opere altrove?

Mi fai tagliare fuori dall'Alta velocità ferroviaria per Napoli a due chilometri dalla mia stazione centrale?

Pretendi di far comandare nella mia università, nel mio policlinico?

Chiudi la mia Fiera per fare della tua l'unico polo regionale?

Puglia Promozione esclude il Gargano dall'accordo con il sindacato dei pensionati austriaci che porterà numerosi voli charter nelle Puglie sottostanti?

Nomini alla guida degli Enti e Aziende managers funzionali alle logiche della politica baricentrica?

Fai escludere il porto di Manfredonia dai terminali meridionali del corridoio Scandinavo-Mediterraneo?

E dopo aver fatto tutto ciò, mi ritieni afflitto da una strana malattia culturale denominandola "foggianesimo" per giustificare la nostra presunta incapacità a fronteggiare tue ruberie?

Mortifichi lo sviluppo della mia terra e della mia popolazione?

Sappi che io, ti porto via popolazione e territorio.

Quì, dissenso e protesta sono riconducibili al più ampio tema della disobbedienza.

In questo senso, la disobbedienza risulta rispetto al potere, una sorta di asimmetria liberatoria che coniugando fermezza e mobilità, consente di praticare una forzatura del dominio e di riaprire spazi mai prima ipotizzabili.
Vincenzo Concilio
* * *
Gentile Signor Concilio,
non era mia intenzione offendere o, tanto meno, calunniare nessuno. Chi mi conosce sa che i giochi di parole, le battute, sono per me pane quotidiano e se ogni tanto le uso nei miei interventi, o nelle risposte, è solo per mettere un po’ di sale nelle discussioni.
Lei lamenta una mia mancata risposta alle sue tante sollecitazioni (ben 12), ma quando precisavo che sarebbe bastato andare su Google per trovare le motivazioni alle presunte responsabilità della Politica Barese, abile e decisa – a suo dire – nel sottrarre diritti alla Daunia, non sbagliavo.
Ma, visto che i suoi 12 “capi d’accusa” su Bari Ladrona non possono restare senza risposte, ecco la mia modesta “difesa d’ufficio”, non di Bari ma del più semplice Buon Senso.
Riporto in rosso, pertanto, le sue 12 domande, a mio avviso quasi tutte intrise di revanscismo populista (alla Salvini, per capirci), alle quali ho cercato di rispondere con argomenti, nomi e numeri. Se noterà qualcosa di errato o superato dai fatti me lo indichi pure. Per la cronaca ho voluto risponderle piuttosto in fretta e quindi faccio ammenda per possibili svarioni che, però, credo di non aver commesso o di averlo fatto sempre in buona fede.
Intendiamoci: nessuno nega politiche sbagliate, a volte miopi, a volte anche arroganti esercitate dal 1970 a oggi da parte della Regione Puglia (nel suo insieme) nei confronti della provincia di Foggia. Ma, se proprio vogliamo stare alle ultime giunte, come ha rilevato lo stesso collega Inserra, è indubbio che quelle di Vendola hanno messo a disposizione molte più risorse e disponibilità (con due Assessori regionali foggiani, Elena Gentile e Leo Di Gioia) di quelle precedenti a direzione Fitto (con vari assessori “dauni”: Angelo Cera, Roberto Ruocco ed Enrico Santaniello).
E che la democrazia territoriale sia un argomento valido (ma non nel caso della Moldaunia), ribadisco – comunque vadano le cose, dal vostro punto di vista – che non boicotterò mai l’indizione di un Referendum per la proposta di adesione della provincia di Foggia alla Regione Molise, mettendo in chiaro fin d’ora, però, che ovviamente voterò “No”.
Cordialmente, buona lettura.
Scrive Concilio:
Mi impedisci di allungare la pista dell'aeroporto Gino Lisa mentre raddoppi quella di Palese?
Chi, realmente ma realmente davvero, intende impedire l’allungamento della pista, dal momento che c’è un solido finanziamento perché ciò avvenga? E se più di tanto non si può allungare, sa perché? Perché a Foggia regna l’abusivismo, edilizio e commerciale, e quello non è dipeso dai Baresi cattivi.
E quando mai è stata raddoppiata la pista di Palese (che è, ovviamente, un grande scalo e non una chiavica di pista come quella foggiana!)? Si è provveduto ad un allungamento di circa 400 metri, in aggiunta ai 2.440 originali. Se fosse vero quello che lei dice, Palese avrebbe oggi una pista pari a 5.000 metri, e sarebbe la più lunga del mondo!!!!

La tua società Aeroporti di Puglia ha in carico quattro aeroporti ma ne fa funzionare due soltanto sui quali, Bari in testa, concentrare tutti gli investimenti?
Gli interventi infrastrutturali sono innanzitutto decisi a livelli superiori. E’ il CIPE a programmarli, non Vendola! La Regione Puglia ha solo la maggioranza delle quote in seno alla società “Aeroporti di Puglia”.
A lei, e a tutti i Moldauni, sfugge il fatto che Bari sta a Roma come Foggia sta a Frosinone (è solo un esempio indicativo: non mi prenda alla lettera!). A lei parrebbe normale che non si potenzi, in base alle necessità di sviluppo di un territorio, un aeroporto come quello di Roma? Lo stesso accade in Puglia, a meno che lei non consideri eguali le realtà socio-economiche-culturali di Bari e Foggia…

Sottrai corsi universitari dalla mia università per portarli alla tua?
A quali “sottrazioni di corsi universitari” facciano riferimento i neo Moldauni non si sa. Non c’è del vero, per es., nella perdita del Corso di laurea in Archeologia, rispetto al quale – non vorrei sbagliare – la chiusura, con relativo spostamento a Bari, è stata determinata dallo scarso numero di iscritti. La spending review in àmbito universitario – intervenuta per eliminare, o accorpare, i Corsi con pochi iscritti ha riguardato tutte le Università italiane, mica solo Foggia!
Piuttosto rispondo con questa recente notizia, datata ottobre 2014: L'Università degli Studi di Foggia e la Asl Bt firmano una convenzione per l'attivazione di un nuovo corso universitario presso l'ospedale Dimiccoli di Barletta. Come vede, siamo noi a “esportare” Corsi e non Bari a rubarceli!
Corre l’obbligo, invece, precisare che l’Università di Foggia ha avuto il suo massimo sviluppo e un’ottima considerazione a livello nazionale con la gestione del barese Volpe. Polemiche e attriti mi pare siano sorti con l’attuale Rettore, Maurizio Ricci, che è di Ancona: vogliamo allora scatenare una guerra anche con le Marche?!

Impedisci la progettualità di una grande opera come la ferrovia per Campobasso, Isernia, Roma per la quale c'era uno studio delle Ferrovie del Gargano da 400 milioni, che interessava da vicino le relazioni tra Daunia e Molise, per isolarle?
Non esiste alcun impedimento regionale ad un avvicinamento tra la provincia di Foggia e il Molise, per il semplice motivo che il vero problema è costituito da un possibile progetto che avvicini la Puglia a Roma, attraverso Campobasso e Isernia. Il tratto ferroviario Lucera-Campobasso-Roma deve rientrare in una Legge Obiettivo e il progetto mi pare sarebbe pari a 430 miliardi di euro (da non confondere con i 400 milioni dati dall’Unione Europea alle Ferrovie del Gargano per realizzare il progetto di fattibilità). Al momento il progetto non rientra nella legge Obiettivo e, cosa più seria, non mi pare sussistano finanziamenti disponibili per quell’importo.
In tutto questo ragionamento – serio e articolato – non vedo cosa c’entri il presunto impedimento della Regione Puglia!!

E che dire dell'invaso di Piano dei Limiti che avrebbe dato più acqua al mio territorio e per il quale erano già disponibili 118 milioni e mai realizzato?
Come anche le pietre sanno – ma non quelle Moldaune – il blocco, che persiste da anni, è tra due regioni: Molise e Puglia. Come è fin troppo noto, manca il nullaosta dal Molise. Non è, quindi, il barese Vendola a impedire che il progetto si realizzi una buona volta. Se anche i molisani ci mettessero un po’ di buona volontà, forse il tavolo politico si sbloccherebbe. Non si dimentichi che sussiste, poi, l’opposizione “interna”, quella cioè di una parte delle popolazioni del Tavoliere Nord.

Utilizzi a tuo piacimento i finanziamenti europei che toccano alla Daunia in quanto area da infrastrutturare, per fare opere altrove?
Le parole sparpagliate al vento sono inutili. Se almeno il Signor Concilio spiegasse meglio l’ennesima accusa, qualcosa capirei.

Mi fai tagliare fuori dall'Alta velocità ferroviaria per Napoli a due chilometri dalla mia stazione centrale?
Cosa c’entrino i baresi proprio non capisco! A parte che il bivio Cervaro si trova a otto chilometri e mezzo da Foggia, e non a due (sui numeri i simpatici Moldauni lasciano un po’ a desiderare: figuriamoci quando governeranno la Regione Moldaunia…), al momento non vi è alcuna decisione che escluda la stazione di Foggia, anzi. L’ultimo, recentissimo, incontro tra l’on. Ivan Scalfarotto con l’A.D. del Gruppo Ferrovie, Elia, mi sembra chiarire bene le cose. La notizia non è dell’anno scorso ma del 31 marzo 2015, che riprendo da “Teleradioerre”: “Il sottosegretario alle Riforme del Governo Renzi, l'on. Ivan Scalfarotto fa sapere di aver avuto un "lungo e cordiale colloquio con l’ingegner Michele Mario Elia, amministratore delegato del Gruppo Ferrovie", un incontro che secondo quanto riferisce il parlamentare del Pd pugliese "è stato molto rassicurante sulle prospettive di Foggia” e aggiunge “al momento non è previsto che la stazione di Foggia sia bypassata lungo la linea Bari-Roma”.

Pretendi di far comandare nella mia università, nel mio policlinico?
Comincerei con una ultim’ora: la ‘Casa dello Studente’ dell’Università di Bari è stata intestata ad Angelo Fraccacreta: sanseverese. Sanseverese come il nuovissimo Rettore della Basilica di San Nicola di Bari. Ma, ovviamente, si tratta di dettagli irrilevanti.
L’Università degli Studi di Foggia non è barese ma autonoma, e non da ieri!! E i docenti non li sceglie Bari! La “nostra” Università consta di sei Dipartimenti (le ex Facoltà).
Se qualche Corso di Laurea prende altre vie – come è accaduto di recente – nulla vieta alla AUTONOMA Università foggiana di crearselo il Corso di Laurea tanto amato.
Non potendo sprecare il mio utile tempo per i simpatici amici della Moldaunia, ho fatto una rapida indagine per la sola Facoltà di Economia. Si rileva la seguente presenza di docenti ordinari con relative province di nascita: Foggia (3), Barletta-Andria-Trani (3), Bari (3), Lecce (1), Taranto (1), Roma (3), Napoli (1), Avellino (1), Salerno (1), più un varesino e un (in assenza di CV) probabile calabrese. Suppongo che analoga media si riscontri negli altri Dipartimenti.
Non vorrei, poi, ci si dimenticasse di un’intera famiglia – che riguardava un ex Rettore dell’Università di Foggia – finita nel libro “Parentopoli”. Non era barese ma della provincia “dauna”.
Antonio Pedota è, invece, il nuovo Direttore Generale degli Ospedali Riuniti di Foggia. Non è barese ma campano. Il predecessore sì, Tommaso Moretti, era di Monopoli (Bari). Ma un altro direttore generale, fino al 2008, Nicola Cardinale, è di Cerignola ed oggi dirige la foggiana AMGAS. Che dire di Attilio Manfrini, per anni Direttore Generale della ASL foggiana, e anche lui di Cerignola? E il lucerino Mario Morlacco che dal 2001 al 2008, a Bari, ha diretto la prestigiosa Agenzia Regionale della Sanità? Per la cronaca Morlacco dal 2012 è Capo del Dipartimento della Salute e delle Risorse Naturali della Campania…

Chiudi la mia Fiera per fare della tua l'unico polo regionale?
Bari che chiude la Fiera di Foggia?! Non so quanti anni lei abbia, gentile signor Concilio, per ricordare cos’era la Fiera di Foggia quando “era” la Fiera di Foggia! Da almeno un ventennio quella che tutti chiamano Fiera ma che a me pare (e l’ho scritto sul “Provinciale” circa 10 anni fa) un mercato del “Venerdì” più ampio e organizzato, ha perso la sua connotazione originale diventando altro, fino a scadere nell’inutile. Trovo fin troppo paziente la Regione Puglia per aver concesso soldi e disponibilità per una organizzazione fieristica penosa e, soprattutto, infruttuosa e diseconomica. Sono i foggiani ad aver chiuso la loro Fiera, e non da oggi, e mi fa ridere che se ne organizzino addirittura due quasi simili!

Puglia Promozione esclude il Gargano dall'accordo con il sindacato dei pensionati austriaci che porterà numerosi voli charter nelle Puglie sottostanti?
I Moldauni, come i foggiani, leggono poco e, soprattutto, male. E, quando leggono, leggono solo a senso unico, cioè quel che più piace. Su questo punto – cioè che sia stata la Regione, tramite “Puglia Promozione” a escludere il Gargano dall’accordo col Sindacato dei pensionati austriaci per favorire altre zone della regione – il Signor Concilio ha preso per buona la strombazzatura mediatica del Cons. Regionale di Forza Italia, il manfredoniano Giandiego Gatta, che aveva appunto denunciato l’esclusione del nostro Gargano ad opera dei cattivi baresi. Se avesse letto qualche giornale serio o fosse approdato a qualche sito web serio, avrebbe letto l’ovvia precisazione dell’Assessore al Mediterraneo, cultura, turismo della Regione Puglia Silvia Godelli:
“Il consigliere Gatta sbaglia sempre bersaglio: anche questa volta, preso dalla foga elettorale, cerca di montare una campagna contro Puglia Promozione quasi quasi provando anche a… dichiarare guerra all’Austria. E’ un po’ comico che un consigliere regionale non sappia che i tour operator stranieri, in questo caso austriaci, comprano a propria discrezione i viaggi dei propri clienti e non chiedono il permesso alle istituzioni, né alla Regione Puglia, né a Puglia Promozione. Comprano posti letto, per fortuna in Puglia, ma dove vogliono loro, pescando dal ricco paniere della nostra terra e dall’offerta promozionale completa che Puglia Promozione mette in bella mostra”.

Nomini alla guida degli Enti e Aziende managers funzionali alle logiche della politica baricentrica?
Avendo già evidentemente risposto, con ampia facoltà di ulteriori prove, alle populistiche domande del mio cortese interlocutore, passo oltre.

Fai escludere il porto di Manfredonia dai terminali meridionali del corridoio Scandinavo-Mediterraneo?
Tanto per cominciare l’Autorità Portuale dipende dal Ministero delle Infrastrutture e Trasporti e non dalla Regione! Il Porto di Manfredonia, tra l’altro, non dispone né di un Piano Regolatore Portuale né di un rimorchiatore. Sussiste solo un Protocollo d’intesa col Comune. Invece il Piano Operativo Triennale (2014-2016), che dipende sempre dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, è stato approvato nel febbraio del 2014.
Si dimentica, piuttosto, in quali condizioni il Porto versi, non da oggi ma da svariati lustri. Dal 2013 l’Autorità Portuale ha informato il Prefetto di Foggia circa lo stato di degrado in cui versano le strutture del Bacino Alti Fondali e l’Ente portuale dispone un progetto di ristrutturazione che prevede lavori per complessivi 60 milioni di euro. A tale scopo è stata anche chiesta l’istituzione di un tavolo tecnico che non coinvolge, ovviamente, solo la Regione Puglia ma anche il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, la Provincia di Foggia, il Comune di Manfredonia e la Capitaneria di Porto di Manfredonia.
Ma invece di fare fronte comune – come da sempre fanno i Baresi –, invece di trovare pronti gli eletti foggiani a ogni livello, nel posto giusto e al momento giusto, il risultato è che ognuno la spara grossa, quando vuole, disarticolando i livelli del “fare comune” per il proprio comune territorio!
Meglio lagnarsi, piangersi addosso, addossare colpe sempre agli altri. Il “Foggianesimo” non lo ha inventato Vendola: le motivazioni e le credenziali gliele abbiamo date noi.
Io penso che in Capitanata vi siano straordinarie capacità manageriali, intellettuali, culturali: ma riescono a emergere quasi sempre solo altrove, chissà perché!
Sostiene Concilio, al culmine dell’apologia Moldauna: “Mortifichi lo sviluppo della mia terra e della mia popolazione? Sappi che io, ti porto via popolazione e territorio”.
Purtroppo avrei voluto rispondere in altro modo, che non mi è concesso solo per rimanere su un piano di cordialità ed anche perché i lassativi costano...
Sempre cordialmente
Maurizio De Tullio

1 commento :

Anonimo ha detto...

Faccio ammenda per una grossolana svista da me presa, relativa alla obiezione che aveva posto, tra le sue dodici, il Sig. Concilio.
Riguardava l'Alta Velocità, col famoso "baffo" che esclude dal transito dalla stazione di Foggia dei treni diretti sul tratto Napoli-Bari. Io, invece, mi ero occupato - nella risposta frettolosa - a quelli diretti a Roma, confortato anche dalla dichiarazione dell'On. Scalfarotto.
La vicenda del "baffo" è, effettivamente, inquietante. Ma sul punto rimando ai tanti articoli pubblicati in questi anni dal collega Santigliano, sulla "Gazzetta del Mezzogiorno", che ha sempre denunciato la colpevole assenza - coi necessari interventi a difesa del nostro territorio - di parlamentari e consiglieri regionali, che solo a cose fatte hanno fatto sentire le loro voci di protesta.
Cordialmente (Maurizio De Tullio)

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