mercoledì 25 marzo 2015

Un eccezionale documento, la voce di Stame, il tenore foggiano ucciso dai nazisti

La lettera meridiana di ieri su Nicola Ugo Stame, il tenore foggiano antifascista che venne trucidano nell'eccidio della Ardeatina, ha suscitato tante condivisioni e tanti commossi commenti. Segnalo, tra tutti, quello di Gianni Ruggiero, cantautore e poeta foggiano, particolarmente attento alla memoria del passato (ho parlato del suo bel poema sui bombardamenti in questo articolo e qualche giorno fa ho recensito la sua canzone-inno al Foggia in quest'altra lettera meridiana).
"Oggi si direbbe di Stame - scrive Ruggiero - che fu un artista impegnato nel sociale. Ma immagino che allora era molto più difficile fare opposizione politica, stretti come si era tra fascisti e nazisti. Solo per questo definirlo eroico è dir poco. In quanto a intitolargli un teatro o una strada più degna e più visibile non posso che essere d'accordo, ma si sa come vanno queste cose la sensibilità di certi politici viene fuori solo quando si tratta di raccoglier voti."
Speriamo che finalmente qualcosa si muova, e in proposito va segnalato che la manifestazione di ieri era promossa dal Comune di Foggia: potrebbe essere il segnale di una diversa attenzione della città.
Intanto, visto l'interesse suscitato dall'articolo di ieri, mi piace riproporre agli amici e ai lettori di Lettere Meridiane, un documento eccezionale: la sola documentazione esistente della possente voce del tenore foggiano che così barbaramente venne strappato alla vita.
Nel video nato da un'idea di Romeo Brescia e Raffaele De Seneen e montato da Romeo Brescia (che ha utilizzato per le immagini le toccanti sequenze del film Rappresaglia di George Cosmatos),  Stame interpreta Ah sì mio ben,  romanza tratta dal Trovatore di Giuseppe Verdi. I versi struggenti sembrano presagire la sorte che sta per toccargli, ma anche sottolineare la potenza dell’amore che vince sull’oscurantismo e la barbarie:
Ma pur, se nella pagina
de' miei destini è scritto
ch'io resti fra le vittime,
dal ferro ostil trafitto,
fra quegli estremi aneliti
a te il pensier verrà, verrà
e solo in ciel precederti
la morte a me parrà!

Il documento è una eccezionale testimonianza dell’enorme valore artistico di Nicola Ugo Stame che non poté mai venire compiutamente riconosciuto, perchè la morte lo colse prima.
La registrazione della voce di Stame è stata messa a disposizione da suo cugino Mario Napolitano, che da anni vanamente si batte per far intestare a questo grande artista lirico il Teatro del Fuoco.
Ecco il video. Guardatelo, sentitelo, amatelo, condividetelo.

1 commento :

Anonimo ha detto...

Il filmato, nella ricostruzione dei bravi Brescia e De Seneen, e, soprattutto, l'intensità e la potenza della voce di Nicola Stame mi hanno sinceramente commosso.
Trovo davvero vergognoso che, a decenni di distanza e ad anni dalla rivalutazione della figura di Stame, ancora non gli si sia intestato il Teatro del Fuoco.
Ma forse (lo dico con amara ironia) è un bene che ciò non sia ancora avvenuto, vista la latitanza della politica che conta (parlamentari, consiglieri regionali, Comune di Foggia) nel difendere i nostri Beni Culturali, oggi così negati e maltrattati.
Mi riferisco al tragico destino della Biblioteca Provinciale di Foggia (e con essa i tre Musei provinciali, il Teatro del Fuoco e l'ODA Teatro) al pari della Tomba della Medusa, del sito di Arpi, di Masseria Giardino, di San Lorenzo in Carmignano, della Basilica di Kàlena ecc.
Mai in passato una classe politico-amministrativa locale e provinciale si era dimostrata inetta, arrendevole, incapace di fare la voce grossa come quella di oggi.
E quindi cosa volete conti - ormai - battersi per far intestare a Stame il Teatro del Fuoco (opera del mirabile fu Presidente Pellegrino, uno "con le palle", tanto per capirci) se non riusciamo a salvare una Biblioteca antica di 180 anni e seconda per importanza e storia dopo la "Nazionale" di Napoli!
Pace alla buona anima del grande Nicola Stame, e al diavolo i "senzapalle" della Prima, Seconda e Terza Repubblica, nel senso di politici e cittadini.
Ringrazio solo il collega Filippo Santigliano se, ostinatamente, da quando dirige la redazione foggiana della "Gazzetta del Mezzogiorno", un giorno sì e l'altro pure, ha scelto di difendere le ragioni della Cultura, a livello di Foggia e della Capitanata.
Con lui poche altre eccezioni, come Francesco Andretta e Saverio Russo: ma gli altri?
E poi dite che esageravo quando sostenevo su questo blog che Foggia merita un nuovo "Processo di Norimberga"?
Cordialmente (Maurizio De Tullio)

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