mercoledì 14 gennaio 2015

Il cinema come laboratorio: quattro incontri all'Auser di Foggia


Nell’era delle videocamere digitali, dei telefoni cellulari che scattano fotografie e fanno riprese,  dei selfie e di youtube, girare un film e perfino farlo vedere al pubblico è divenuto più facile che nel passato. Alla portata di tutti, o quasi. Naturalmente, il cinema resta un’arte che, per essere espressa nel migliore dei modi, presuppone una dimestichezza con una serie di tecniche, e qui il discorso si fa più serio.
Scrivere un romanzo è un’operazione virtualmente alla portata di tutti, ma è innegabile che postuli, se non altro, una certa padronanza della grammatica, della sintassi, oltre che una buona dose di creatività e soprattutto implica che si abbia qualcosa da dire. 
Lo stesso è per il cinema. Anche utilizzando il cellulare o la videocamera, soltanto per raccontare una serata tra amici o per documentare una festa di addio al celibato, c'è modo e modo di farlo.
La rivoluzione digitale ha prodotto un fenomeno interessante e fino ad oggi poco investigato (in quanto fenomeno, appunto). Si tratta dell’emersione di una nuova dimensione del cinema, che  mi piace definire cinema laboratorio: una via di mezzo  tra l’aspetto industriale e artistico del cinema creato ad hoc per il vasto pubblico, e quello puramente amatoriale realizzato per la famiglia e degli amici.

Aspiranti cineasti di piccoli borghi o quartieri che mettono mano alle videocamere per raccontarsi, così come ho visto fare all’incredibile e bellissimo CineFortFestival di San Giorgio La Molara; scolaresche che realizzano i loro cortometraggi per parlare della scuola e della condizione giovanile, associazioni come l’Auser, che attraverso la fotografia e la documentazione video, raccolgono memoria e la trasmettono. Ecco cosa intendo per cinema laboratorio.  Si tratta di prodotti a volte sorprendenti, come quelli di San Giorgio La Molara, altre volte un po più ruspanti e naif ma che costituiscono una nuova, interessante frontiera per l'audiovisivo.
Con alcuni amici e con l’appoggio dell’Auser, abbiamo pensato di dare vita ad una iniziativa, assolutamente sperimentale, che si rivolge proprio a quanti operano in seno al laboratorio cinema, e vogliono migliorarne la qualità, o più semplicemente intendono utilizzare in modo più consapevole gli strumenti e le tecniche del cinema.
Assieme a  Lorenzo Sepalone, giovane regista foggiano, e ad  Antonio Di Bitonto, esperto direttore della fotografia, daremo vita a quattro incontri sul cinema e sul suo linguaggio, le sue tecniche, la sua sintassi. All’insegna, prima di tutto, del divertimento e dell’emozione condivisa. Non un corso di cinema, ma piuttosto un percorso, un viaggio dentro il cinema, da un punto di vista diverso da quello del semplice spettatore.   
Si comincia venerdì 16 gennaio alle ore 18, e si prosegue per i tre venerdì successivi (23 e 30 gennaio, 6 febbraio), nel Saloncino dell’Auser-Spi Cgil in via della Repubblica 72 a Foggia.
La partecipazione è gratuita. Al termine del ciclo di incontri ai partecipanti verrà rilasciato un attestato di frequenza. Non mancate. Invitate gli amici.

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