lunedì 15 dicembre 2014

Giannini chiude al Lisa: "Si vola solo con i privati. Niente soldi dalla Regione"



Un’altra doccia fredda dalla Regione Puglia per quel che riguarda il futuro del Lisa. Non ha dubbi l’assessore regionale alle infrastrutture e ai trasporti, Giovanni Giannini. Intervistato ai microfoni di Teleradioerre, il rappresentante del governo regionale conferma che la Regione ha chiesto al Ministero dei Trasporti e al Comitato Stato Regioni di riconsiderare la posizione dell’aeroporto Gino Lisa per quanto concerne il piano nazionale degli aeroporti, ricomprendendolo tra quelli d’interesse nazionale.
Ma Giannini tira giù la saracinesca, chiudendo qualsiasi possibilità di un sostegno regionale ai voli di linea da e per Foggia. 
“Si vola se ci sono imprenditori che investono – ha detto l’Assessore -. La Regione non ha la capacità nel proprio bilancio di sostenere una iniziativa che è tipicamente imprenditoriale. E, ripeto, poiché nel 2015 affronteremo un anno pesante, perché i tagli sono pari a 18 milioni e mezzo nel solo settore dei trasporti, e 360 complessivamente, pur comprendendo le aspettative e i desiderata del territorio, dobbiamo fare i conti con la realtà, ed essere un po’ più ragionevoli, e pensare a soddisfare prima di tutto le esigenze primarie.”
Quella dell'assessore regionale alla mobilità è senz'altro una dichiarazione che farà discutere, ma che ha almeno il merito di dire pane al pane e vino al vino. Confermando che, senza una forte, diffusa ed unitaria volontà politica, sarà difficile ridare slancio all'aeroporto foggiano.

1 commento :

Vincenzo Concilio ha detto...

LA VERITA' E' PER CIASCUNO COME A LUI PARE...
Si vola se ci sono imprenditori che investono, ha detto l’Assessore.

Così, qualcuno potrebbe chiedere al barese Giovanni Giannini, se gli imprenditori della sua città hanno investito propri capitali nell'aeroporto di Bari o se tutti i finanziamenti non siano invece stati originati da altre fonti, europee, nazionali, regionali e di sottrazione predatoria di ciò che era destinato alla Capitanata?

"La Regione non ha la capacità nel proprio bilancio di sostenere una iniziativa che è tipicamente imprenditoriale".

Qualcuno, amici di partito, convinti assertori della necessità della Capitanata di restare in Puglia, potrebbe chiedere al barese Giovanni Giannini, a quanto ammontano gli investimenti ricaduti su Bari, originati da fonti europee, nazionali, regionali e di sottrazione predatoria di ciò che era destinato alla Capitanata, prima che egli potesse dire: ""La Regione non ha la capacità nel proprio bilancio di sostenere una iniziativa che è tipicamente imprenditoriale"?

"E, ripeto, poiché nel 2015 affronteremo un anno pesante, perché i tagli sono pari a 18 milioni e mezzo nel solo settore dei trasporti, e 360 complessivamente, pur comprendendo le aspettative e i desiderata del territorio, dobbiamo fare i conti con la realtà, ed essere un po’ più ragionevoli, e pensare a soddisfare prima di tutto le esigenze primarie.”

Così che se nessuno potesse intercedere presso questo "signor nessuno", allora ci verrebbero in soccorso Cochi e Renato:

"... I figli degli operai
nascono sotto i cavoli
ed hanno il moccio al naso
e sono brutti, magri, denutriti
e un po'
rompicoglioni..."
...
I figli degli impiegati
nascono tra le rose
e son belli e strani
e un po' impacciati
belli, nutrienti
e tutti a strisce nere
o bianconeeere!

Perché in fondo la Storia è sempre quella della lotta di classe riportata ai territori che di volta in volta, vestono l'abito del ricco e del povero proprio come nel gioco delle classi.

E il merito del pane al pane e del vino al vino?
Un gioco sporco dove c'è chi prende il pane e lo toglie agli altri.

E il vino? Manco a parlarne.

D'altronde, Giannino fa rima con "Marcellino, pane e vino"...

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