sabato 22 novembre 2014

In provincia di Foggia la manodopera straniera supera quella locale

La statistica viene spesso accusata di non dare veramente conto della realtà. Ma ci sono dati di una feroce inoppugnabilità, che svelano storie e situazioni che intuisci ma comunque non t’aspetti. Dati come quelli che vado ad esporvi.
Nello scorso mese di agosto, in provincia di Foggia, i lavoratori italiani avviati (cioè che hanno avuto rapporti di lavoro con aziende) sono stati in numero inferiore rispetto a quelli stranieri.
Per la precisione, gli italiani, naturalmente residenti per la stragrande maggioranza in provincia di Foggia, sono stati 7.925, pari al 39,97%. Gli stranieri sono stati 11. 903, pari al 60,03%. Per quanto riguarda la provenienza degli stranieri impiegati in Capitanata, 6.794 (pari al 34,26%) giungono da paesi comunitari , 5.109 (25,77%) da paesi extracomunitari.
La prevalenza negli avviamenti della manodopera stranieri è un fenomeno circoscritto al solo mese di agosto (ma a settembre si registra un sostanziale pareggio) e risente evidentemente della forte richiesta di manodopera stagionale che giunge dall’agricoltura, per la raccolta del pomodoro.
Detto questo, è il caso di precisare che le cifre sono quelle ufficiali e non tengono conto del lavoro nero, che è un fenomeno impossibile da quantificare statisticamente, ma purtroppo tutt’altro che marginale.
Se le cose stanno così, i dati rappresentano la punta di un iceberg di ben più vaste dimensioni.
C'è da aggiungere che il fenomeno non è nuovo, ma va accentuandosi di anno in anno, come si capisce confrontando i dati di quest'anno con quelli del passato. Nel mese di agosto del 2013, la manodopera italiana è stata pari a 8.008 unità, il 41,90% in termini percentuali, quella straniera di 11.105 (59,1%). Ad agosto 2012, gli italiani avviati al lavoro furono 8.398 (45,53 %) a fronte di 10.045 (54,47%).

Ce n’è abbastanza per tratteggiare un fenomeno preciso: in provincia di Foggia cala costantemente la manodopera locale (pur in presenza di forti tassi di emigrazione verso altre Regioni) mentre cresce quella di provenienza straniera.
Ce n’è abbastanza anche per smontare l’abusato luogo comune che vuole che la manodopera straniera tolga lavoro a quella locale. Se i giovani della provincia di Foggia non vogliono più saperne di lavorare nei campi e preferiscono cercare fortuna altrove, è ovvio che si aprano spazi sempre più rilevanti all’impiego di manodopera straniera d che questa reciti un ruolo sempre più importante per l’economia locale.
La morale è che senza la manodopera straniera, l’agricoltura dauna sarebbe in ginocchio.

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