sabato 2 agosto 2014

Lo scivolone di Nichi Vendola sull'aeroporto di Foggia

Una doverosa premessa. Personalmente ritengo che i due governi regionali presieduti da Nichi Vendola abbiano fatto molto, ma molto di più, di quelli che li hanno preceduti per riequilibrare il territorio regionale. A volte questi tentativi sono stati premiati dal successo, altre volte hanno annaspato. Nel complesso gli squilibri persistono, e danneggiano in modo particolare la Puglia settentrionale, ovvero la Capitanata.
La responsabilità non è tutta e solo della classe dirigente regionale ma anche, se non soprattutto, di quella provinciale: litigiosa, lacerata, attenta solo al proprio orticello, pensosa più a danneggiare l’avversario politico di turno, che non a costruire seri e condivisi percorsi di sviluppo territoriale.
Tutto ciò premesso, è innegabile che Vendola sulla vicenda del declassamento dell’aeroporto Gino Lisa ha perduto una buona occasione per dimostrare di amare veramente Foggia, così come recitava lo slogan della conferenza stampa I love Foggia che, circa un anno fa, sollevò tante discussioni e tante polemiche (spesso anche pretestuose).
Il governatore ha sbagliato. Strategicamente e politicamente. Inviare la richiesta formale al Ministero per chiedere di rivedere il range attribuito allo scalo foggiano senza argomentazioni tecniche, e per di più sostenendo di aver appreso solo dalla stampa questa necessità, non è stata una buona idea.  Perché la stessa Regione e Aeroporti di Puglia avrebbero dovuto pensarci prima, e perché la procedura era stata più o meno concordata nel vertice istituzionale al quale i sindaco di Foggia, Franco Landella, aveva invitato i rappresentanti regionali, che non si sono presentati e al quale hanno partecipato due sottosegretari (Nencini e Scalfarotto), lo stesso Landella, il presidente della Camera di Commercio, Fabio Porreca.

Con quella sottolineatura, probabilmente Vendola voleva rimproverare, tra le righe, il Ministero per aver concordato l’iter in assenza della Regione. Forse il tono vagamente piccato della lettera era indirettamente rivolto al sottosegretario Scalfarotto, che aveva invitato la Regione a far presto. Come che sia, il presidente avrebbe dovuto usare maggior tatto e maggior  diplomazia, rendendosi conto, una volta per tutte, che la questione del Lisa non è uno sfoggio di foggianesimo, ma un nervo scoperto per il capoluogo e per l'intera provincia di Foggia.
Vendola ha sbagliato anche dal punto di vista politico, perché se non ci sarà una sollecita virata di rotta, il centrosinistra di Capitanata sarà costretto a giocare sulla difensiva l’ormai imminente campagna elettorale per il rinnovo della Regione, vanificando le molte cose buone che - come detto all’inizio -  i governi regionali pugliesi hanno fatto negli ultimi dieci anni.
La classe dirigente provinciale, soprattutto quella di centrosinistra, dovrebbe utilizzare quest’ultimo scorcio della consiliatura per cercare di costruire un rapporto più solido e paritario con la Regione, per mettere a punto un programma di interventi che veramente riesca a riportare la Capitanata in Puglia. Diversamente, sarà un disastro.

Ecco il testo integrale della lettera inviata da Vendola al Ministro Lupi.
Caro Ministro, notizie di stampa riferiscono che il Vice Ministro Nencini ha dichiarato che per l’inserimento dell’aeroporto Gino Lisa di Foggia tra gli scali di interesse nazionale, è sufficiente l’istanza della Regione Puglia al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti che sarebbe già pronto a recepirla. Le chiedo la cortesia di confermare la circostanza e, in caso affermativo, voglia considerare la presente nota quale richiesta ufficiale di inserire l’aeroporto di Foggia tra quelli di interesse nazionale. Al riguardo risulterebbe utile, inoltre, conoscere quali iniziative Enac ed il Ministero, affidato alla Sua responsabilità, intendono assumere successivamente all’avvenuta catalogazione.

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