giovedì 5 giugno 2014

Provincia, a settembre si vota. E i ballottaggi di domenica decisivi per il Presidente

A Palazzo Dogana è cominciato il conto alla rovescia per il ritorno alla politica, però con il pesantissimo dimagrimento imposto dal governo Renzi. Si voterà a settembre per l’elezione del presidente e del consiglio provinciale che per la prima volta non sarà a suffragio universale.
Ad eleggere il presidente - che dovrà essere un sindaco il cui mandato scada non prima di diciotto mesi dalla data di svolgimento delle elezioni - saranno gli stessi sindaci e tutti i consiglieri comunali del territorio provinciale.
Nella stessa tornata, che si svolgerà in una sola giornata, dalle ore 8 alle ore 20, in un unico seggio elettorale, verrà eletto il consiglio provinciale  che in Capitanata sarà composto da 12 membri. La norme prevede che possono essere eletti consiglieri provinciali i sindaci e i consiglieri in carica. L’eventuale cessazione della carica comunale comporta la decadenza da consigliere provinciale, ed è un bel problema per assicurare la governabilità di questi enti, seppure di secondo livello.
Come parziale correttivo al meccanismo, che si è rivelato nefasto, per esempio per le comunità montane, la legge prevede una diversa durata per il presidente e per i consiglieri: quattro anni il primo, soltanto due i secondi.

Attenzione, però: il voto non “peserà” in maniera eguale per tutti i sindaci i consiglieri comunali chiamati ad eleggere gli organi della nuova Provincia. La nuova legge introduce il sistema del voto ponderale, attribuendo un peso diverso a seconda della fascia demografica in cui ricade il comune: il voto di un consigliere comunale di Foggia, tanto per dire, non avrà lo stesso valore rispetto a quello del consigliere di Celle San Vito.
La provincia di Foggia dovrebbe essere grosso modo suddivisa in quattro fasce demografiche, ma anche senza calcoli complicati è facile concludere che sarà determinante il voto dei sindaci e dei consiglieri comunali delle città della pentapoli (Foggia, Manfredonia, Cerignola, San Severo e Lucera), i quali - salvo diversi accordi politici - potrebbero alla fine esprimere anche il presidente e buona parte del nuovo consiglio provinciale.
Tenuto conto che sono fuori dai giochi i sindaci dei comuni di Manfredonia e Cerignola (non eleggibili in quanto il loro mandato scadrà prima dei 18 mesi previsti dalla legge... ma la norma puzza di anticostituzionalità) la partita dovrebbe interessare proprio i sindaci delle tre città della pentapoli chiamate domenica prossima alle urne per il ballottaggio: Foggia, San Severo e Lucera.
Uno dei tre neo-sindaci potrebbe trovarsi a diventare anche presidente della nuova provincia.

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