domenica 6 aprile 2014

Festival del Cinema Indipendente | Quando il pubblico diventa comunità

"Foggia, in un'umida serata di primavera.
Interno del Teatro del Fuoco.
Volti guardano titoli che scorrono sullo schermo.
Volti guardano volti che hanno
incontrato e scoperto e imparato
a conoscere in dieci giorni 
di cinema e di emozioni.
Mentre i titoli scorrono, il ricordo
di tanta bellezza già volge alla nostalgia.
Volti e cuori e menti 
che vorrebbero
che il Festival non finisse più.
... Ma il bello deve ancora venire..."
Questi i titoli di apertura della serata finale del XIII Festival del Cinema Indipendente, pensata essa stessa come se fosse un film. I titoli sintetizzano l'essenza più profonda della edizione che si è appena conclusa e che ha esaltato il cinema come luogo e occasione di incontro, di arricchimento reciproco. La dimensione del pubblico come qualcosa di più della sommatoria dei singoli spettatori.
Adesso che è calato il sipario ve lo racconterò. Come direttore artistico, ho dovuto astenermi da recensioni o considerazioni che potessero influenzare il lavoro delle giurie. È stata un'edizione sotto molti aspetti diversa dalle altre.

Le scommesse di partenza erano due: concentrare l'attenzione sui film in concorso, promuovere pochi, ma buoni eventi, speciali, evitando iniziative che non fossero strettamente cinematografiche.
Il festival ha colto nel segno.
La risposta del pubblico alla kermesse, che in certi momenti si è trasformata in una vera e propria maratona, è stata eccellente.
Ci sono molti modi di intendere la sua dimensione di spettacolo (cinema che viene proiettato in una sala al cospetto di un certo numero di spettatori), per quel che mi riguardo ho sempre prediletto la sua dimensione socializzante (spettatori che vedono un film insieme). Per esaltarla occorre proporre un cinema che faccia pensare e che stimoli riflessione e discussione, come sta nel dna del cinema indipendente.
Il pubblico foggiano ha raccolto la sfida, grazie anche all'ottima riuscita dell'iniziativa "Adotta un film" con cui abbiamo chiesto alle associazioni foggiane di scegliere un film i cui temi sollecitavano le loro sensibilità e di promuovere la partecipazione alla proiezione dei loro iscritti.
La città ha dimostrato che il cinema è un prezioso momento di socializzazione, ma anche che a Foggia c'è una diffusa voglia di partecipazione.

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