domenica 16 marzo 2014

Storie di ordinaria disamministrazione

L’ottagono di piazzale  Vittorio Veneto (a destra, uscendo dalla stazione ferroviaria) è un altro monumento allo spreco, un’altra amara quanto lampante testimonianza di come dalle nostre parti vengono spesi male i soldi dell’Unione Europea, che sono poi – giova ricordarlo – soldi nostri, dei contribuenti italiani.
È il caso di smontare lo stereotipo secondo il quale i contributi comunitari sono un’elargizione dell’Unione Europea.  Non è vero, perché l’Italia è un contributore netto, cioè versa alla casse comunitarie più di quanto riceve.
Il che significa che spendere male quei soldi è un doppio malaffare: brucia comunque danaro pubblico, e brucia soldi nostri, italiani.
Il bell'ottagono della stazione ferroviaria che richiama l'architettura aveva di Caste del Monte, avrebbe dovuto ospitare uno sportello di informazione turistica nell’ambito dell'itinerario turistico-culturale del PIS “Normanno – Svevo –Angioino che, per quanto riguarda la provincia di Foggia, aveva quale capofila il Comune di Lucera.
All’interno della struttura i turisti avrebbero dovuto ricevere informazioni sulla ricettività, effettuare prenotazioni e visionare la gran mole di materiali multimediali messi a punto nell’ambito dell’ambizioso progetto, che vedeva coinvolti per quanto riguarda il polo della nostra provincia, denominato Pis Polo "Foggiano Magna Capitanata", i centri di Foggia, Cerignola, Apricena, Torremaggiore, Lucera e Bovino.

L’acronimo PIS sta per Progetti Integrati Settoriali . Gli interventi previsti finanziavano un complesso di azioni intersettoriali, fortemente coerenti e collegate tra di loro, orientate a un obiettivo comune di sviluppo del territorio. 
Se le cose hanno funzionato anche altrove com’è successo nel capoluogo, è difficile  che l’obiettivo sia stato raggiunto.
Come dimostrano le foto, l’ottagono della stazione ferroviaria di Foggia è ridotto in miserevoli condizioni, senza che sia mai entrato regolarmente in funzione, un po’ com’è accaduto alle isole ecologiche, pomposamente inaugurate un paio di volte, ma mai andato in esercizio, nonostante la città abbia parametri ridicoli per quanto riguarda la raccolta differenziata.
Abbandonate le isole ecologiche, lasciata a se stessa la struttura di piazzale Vittorio Veneto che il comune di Foggia si era visto assegnata dal comune capofila, quello di Lucera.
Il progetto non è decollato per un paio di ragioni, l’una e l’altra piuttosto inquietanti. Da un lato, l’amministrazione comunale non è riuscita a gestire l’ottagono, non avendo mai messo a disposizione del progetto il personale necessario, dall’altra sembra che la struttura sia stata collocata su un suolo di cui il Comune non aveva la disponibilità, essendo di proprietà di Centostazioni.
Le due vicende hanno un denominatore comune su cui varrebbe la pena di riflettere: l’incoerenza tra la fase di realizzazione dei progetti e di utilizzazione dei fondi, e quella della loro gestione materiale e quotidiana. Quando si elabora un progetto, bisognerebbe sempre avere chiaro in mente il suo impatto gestionale. Per dirla in soldoni, bisognerebbe preventivamente rispondere alla domanda se si sarà o meno in grado poi di gestirlo. Viceversa gli sprechi continueranno ad essere ordinaria disamministrazione,
Il Comune ha avuto però l’occasione per far funzionare la struttura a costo zero. Quando essa venne infatti assegnata da Lucera a Foggia, l’allora assessore provinciale al turismo, Nicola Vascello, anche nella sua funzione di commissario dell’Ente Provinciale per il Turismo, chiese che il Comune girasse a sua volta la struttura alla Provincia, che avrebbe potuto farla funzionare utilizzando il personale dell’info point turistico provinciale.
Non se ne fece nulla. Il Comune, governato allora dall’amministrazione Ciliberti, rivendicò orgogliosamente il proprio diritto-dovere a gestire la struttura ottenuta nell’ambito del Pis, ma non riuscì neanche ad inaugurarla. Il paradosso è che l’info point della Provincia svolse per qualche anno le sue funzioni proprio alla stazione ferroviaria, ma in una struttura diversa, posizionata all’interno dell’atrio.

Un altro settennio comunitario è ormai alle porte. Se non si riuscirà a invertire questa tendenza sostituendo le pessime prassi viste fino ad oggi con buone prassi, con una maggiore coesione, si vanificheranno tante opportunità finanziarie divenute ormai d’importanza nevralgica, visti i tempi di crisi in cui si dibattono le finanze degli enti locali.

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