domenica 5 gennaio 2014

Un distretto musicale sul Gargano. Sfida difficile ma affascinante.

Trovo entusiasmante l’appello lanciato dall’associazione culturale Carpino Folk Festival per la costituzione di un distretto della musica e dell’artigianato artistico sul Gargano. Potrebbe essere la chiave di volta per restituire alla Montagna del Sole quella competitività che sta perdendo a vantaggio per restare nell’ambito pugliese di zona come il Salento che negli ultimi anni si sono meglio attrezzate sotto il profilo dell’offerta, anche musicale e culturale,
La proposta formulata dal direttore artistico del Carpino Folk Festival è tanto suggestiva quanto semplice: “unire tutte le attività finora svolte con tanta fatica dalle aziende a dai comuni del Gargano con la cultura e lo spettacolo, in un Distretto della musica e dell'artigianato artistico, per accrescere ulteriormente la forza di attrazione del nostro territorio.”
Il Presidente dell’associazione carpinese Pasquale Di Viesti ha chiesto all'Ente Parco del Gargano di farsi promotore del progetto, così disegnando il soggetto che dovrebbero occuparsi del rilancio turistico, culturale e produttivo del promontorio: “Un Distretto coordinato dal Parco in collaborazione con tutti gli Enti istituzionali a partire dalla Camera di Commercio di Foggia, dal Comune di Carpino e da tutti i Comuni all'interno del Parco, dalle associazione di categoria del sistema locale (ASCOM, CNA, Confartigianato, Confesercenti), dagli operatori del settore, ma anche dai teatri, i ristoranti, gli hotel, i negozi e i locali d'intrattenimento del territorio del Parco che, aderendo al progetto dimostrano di voler offrire al visitatore la possibilità di vivere nel territorio esperienze multisensoriali di qualità e valore.”
Affascinante. Importante. (Con una sola annotazione: mi pare che nell’elenco non figurino i Gal, i gruppi di azionale locale, istituzionalmente preposti proprio a questo genere di attività di animazione. Il Gargano ne ha due, il Gal Gargano e il Gal lagunare).

Perché il progetto possa mettere le ali sarà però necessario soddisfare due condizioni che mi paiono piuttosto critica. La prima è che i comuni garganici riescano a definire e  a mettere in campo una volontà unitaria autentica, senza farsi concorrenza tra di loro, come invece troppo spesso accade.
Un’operazione del genere fu tentata con successo dal Salento quando si trattò di trovare una sede alla Notte della Taranta. La scelta cadde coralmente su Melpignano perché era il comune meglio degli altri attrezzato dal punto di vista logistico, non ci fu nessun braccio di ferro.
La seconda condizione è rappresentata dalla presenza e dalla voglia di fare delle imprese. Senza le imprese (turistiche, culturali, di servizi) non si va da nessuna parte. I precedenti a tal proposito sono assai poco incoraggianti.
In Puglia è già presente un distretto più o meno affine, Puglia Creativa. Ma sono pochissime le imprese della provincia di Foggia che vi hanno aderito, dato che la dice lunga sulla volontà e sulla capacità del tessuto produttivo di Capitanata a cimentarsi con questo tipo di sfide. Nel settore musicale, solo due: la Mastering.It/Vbg Audio Labs di Marco Maffei e la Meda Editore di Marcello 
Corvino. Ce n’è poi un paio nel settore teatrale, qualche altra nel multimedia, nessuna nei settori del cinema, dei servizi, della danza. In realtà basta scorrere l'elenco delle imprese e dei soggetti aderenti a Puglia Creativa, per farsi una ragione della scarsa competitività del nostro territorio, quando si tratta di mettere a punto un'offerta culturale di qualità.

Con un tessuto così labile e rarefatto quella lanciata dal Carpino Folk Festival è una sfida assai delicata. Ma proprio per questo va tentata e portata avanti. Fino in fondo.

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