mercoledì 15 gennaio 2014

L'eccellenza turistica dei Monti Dauni. Però senza giornali.

Con la sua consueta, certosina diligenza Maurizio De Tullio mi segnala alcuni link ad articoli sulla scomparsa dei giornali dalle edicole dei comuni più piccoli. Dalla lettura, si conferma in maniera evidente quanto era già emerso dall’appassionato dibattito sulla sospensione della distribuzione dei quotidiani nelle edicole dei Monti Dauni. La crisi delle edicole dei piccoli comuni si inscrive nella crisi più generale della carta stampata nell’era di internet, ed è appesantita dall'oggettiva situazione di isolamento in cui versano queste zone.
Le segnalazioni di De Tullio aggiungono che il problema è nazionale, e riguarda la sopravvivenza stessa delle edicole (ovvero di imprese e posti di lavoro, dato  che mi è sembrato un po’ trascurato).
Accade in Abruzzo, come si legge in un articolo sul sito Primadanoi, in cui Luigi Manzo, presidente della Fenagi-Confesercenti, l’associazione più rappresentati degli edicolanti, così racconta la crisi del settore: “Nella maggior parte dei piccoli Comuni i giornali non arrivano più, ed ora è a rischio almeno il 50 per cento delle edicole anche nei centri maggiori. Salvare il settore è possibile, ma è necessario organizzare interventi mirati senza i quali l’informazione rischia di sparire dalla maggior parte del nostro territorio.”

I dati sono impressionanti. “La vendita dei giornali – aggiunge Manzo – ha subito una riduzione del 30-35%, mentre i costi legati alla gestione di un punto vendita sono aumentati di circa il 40%.” Anche in Abruzzo, così come in Puglia, è stato richiesta l’intervento della Regione.”

Sul sito Certastampa, Giuseppe D’Alonzo, sindaco di Crognaleto, comune di 1500 anime distribuite in 20 frazioni, nel cuore del Gran Sasso, si appella al diritto costituzionale  all’informazione. Anche nel suo paese non arriveranno più i giornali. “Un grande strumento democratico sul quale si basa l’architettura istituzionale del paese Italia, la Costituzione – chiosa il primo cittadino -, in una sua parte (precisamente l’articolo 21) stabilisce che la stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure. La riflessione è consequenziale e spontanea, perché questo sacrosanto principio viene declinato nel suo significato più intimo a secondo del posto in cui vivi? Perché a Crognaleto e in altri paesi di montagna viene meno questo diritto costituzionale? Perché in montagna anche la lettura, l’informazione, la cultura ha un costo maggiore rispetto alla grande distribuzione?”
Il sindaco pone una questione tutt’altro che secondaria: se prevale la logica del rapporto costi-benefici non sarà possibile invertire la tendenza allo spopolamento e alla desertificazione  delle aree interne e montane.
Dalla montagna abruzzese all’Aspromonte calabrese la  situazione non cambia. Sul blog Villaedintorni, si legge una lettera aperta che Filippo e Dario Musolino e Stefano Zimbalatti hanno scritto a direttori e redazioni degli organi di informazione locale  per segnalare che da qualche giorno nelle edicole di Gambarie, piccolo comune in provincia di Reggio Calabria, non si trovano più i giornali. “Circola voce che il distributore non sia più disposto a mandare i quotidiani nei paesi della vallata, neanche con la corriera che ogni giorno li collega con Reggio. Ci domandiamo: ma è cosi che si sostiene il turismo a Gambarie, che si rende piacevole, soddisfacente, completo, il soggiorno ai turisti e ai villeggianti? Trascurando questi “piccoli dettagli”? Sarebbe certo più importante avere una guardia medica, innanzitutto, visto che a Gambarie manca anche quella; ma sarebbe anche abbastanza importante poter uscire la mattina e trovare un’edicola, o un luogo simil tale, dove poter comprare un giornale. Oppure: è cosi che si arresta il fenomeno dello spopolamento delle aree montane? Eliminando un altro piccolo servizio di base per la popolazione residente? O ancora: è cosi che si mantengono in vita i servizi culturali nelle aree marginali?”

Importante il riferimento alle possibile negative ricadute sul turismo che potrebbero essere indotte dalla chiusura delle edicole. Non è il massimo per un turista non trovare il giornale al mattino. E, tornando in Puglia, la crisi delle edicole del Subappennino Dauno coincide con l’avvio di interventi importanti posti in essere dalla Regione Puglia proprio per contrastare il fenomeno dello spopolamento della collina pugliese: per la valorizzazione turistiche di queste zone: il progetto di eccellenza turistica di Pugliapromozione e gli interventi attuativi della recente legge a tutela dei borghi più belli d’Italia, che vendono in Puglia le loro presenze più significative proprio nelle aree interne della Capitanata. Si tratta di una legge fortemente voluta proprio dai sindaci dei Monti Dauni, che hanno dalla loro i Borghi più belli d’Italia e tante bandiere arancioni, ma si trovano a fare i conti con un contesto – dalle strade dissestate alla mancanza di giornali – che è quanto mai problematico dal punto di vista turistico.

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