lunedì 4 novembre 2013

Tra atti vandalici e aziende che chiudono, c'è anche una Foggia che non s'arrende



Non esistono coincidenze casuali: dietro i fatti che si verificano in un luogo, in un certo momento, c’è la storia di quel posto, il suo essere (o malessere) profondo. La home page di stamattina del sito di Teleradioerre è emblematica. Si apre con l’ennesimo atto vandalico che ha colpito una scuola foggiana – la Zingarelli-Vittorino da Feltre al quartiere Cep, si continua con la chiusura del Ristorante Cicolella in Fiera (oggetto di un grave attentato, verosimilmente a scopo estorsivo, qualche mese fa), si chiude con  Giovanni Panunzio, l’imprenditore ucciso a Foggia per aver denunciato i suoi estorsori, che verrà ricordato domani, in occasione del ventunesimo anniversario della sua morte (6 novembre del ’92).
C’è tutto il profondo disagio che avvelena il futuro di Foggia, in questa non casuale concomitanza di fatti e di eventi. Ha un valore simbolico la scelta – forse neanche consapevole – di una scuola quale bersaglio dei vandali e del teppisti che approfittando del ponte di Ognissanti hanno fatto irruzione nottetempo nella scuola, sfregiandone i muri con scritte oscene, rompendo vetri e rubando computer. La scuola è la principale agenzia di formazione del senso civico: l’esatto contrario del vandalismo.

Così come amaramente esemplare è la vicenda del Ristorante Cicolella in Fiera, uno dei locali storici del capoluogo, costretto alla chiusura principalmente per la crisi economica. I costi crescono, i ricavi diminuiscono: il settore della ristorazione è tra i più esposti alla riduzione dei consumi provocata dalla crisi. Ma resta vivo il ricordo dell’incendio doloso che nello scorso mese di luglio aveva distrutto tavoli e sedie nell'area garden. Con coraggio, il gestore e i dipendenti (dieci in tutto, altri dieci posti di lavoro bruciati) si erano rimessi al lavoro. Ma non ce l’hanno fatta: domenica scorsa, la chiusura.
In tante ombre, spicca la luce dell’esempio di Panunzio, un imprenditore che ha avuto il coraggio di dire no al racket, denunciando i suoi estorsori, e pagando con la vita. Le coincidenze non sono mai casuali, ma se quelle raccontate prima rivelano tutto il dramma che sta vivendo il capoluogo dauno, non è un caso neanche che la commemorazione dell’anniversario dell’uccisione di Giovanni Panunzio, rappresenti uno dei momenti più significativi della campagna “Foggia reagisci”, promossa dal Coordinamento provinciale di Libera Foggia in collaborazione con la libreria Ubik, il Comune di Foggia, la redazione di Foggia Città Aperta, il Presidio del Libro e il giornalino del Pascal “IlSottosopra”. Nella circostanza, il Comune di Foggia inaugurerà nella piazza intitolata al costruttore trucidato dalla criminalità organizzata, un monumento dedicato alla sua memoria.
C’è una Foggia che non si arrende, ed accende un barlume – molto tenue, in verità – nelle tenebre di una crisi senza fondo, aggravata dalla violenza, dal vandalismo, dalla criminalità.

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