mercoledì 20 novembre 2013

Quant'è bello Il Gargano Nuovo, il periodico di Rodi Garganico

D’accordo. Non è la stessa cosa che sfogliare l’edizione su carta, aspirare la fragranza dell’inchiostro. Ma aspetto ogni mese con impazienza l’uscita de Il Gargano Nuovo, sempre tempestivamente annunciata nella mia bacheca fb da Teresa Maria Rauzino. Clicco subito sul collegamento e scorro l’edizione digitale in pdf, restando ogni volta sorpreso ed affascinato dalla varietà degli articoli, dalla compostezza delle tesi che vi vengono sostenute, dalla qualità della scrittura che generalmente la carta stampata declina meglio che le sue altre versioni televisive o digitali che siano. 
Confesso: mi commuove il bianco e nero delle pagine. Anche se suppongo che la rinuncia al colore sia dovuta più a fattori economici che non a una scelta grafica o estetica, si tratta comunque di una linea coerente con una scrittura che si rivolge più alla testa, al pensiero, che non all’occhio.
Certe volte scopro con piacere che vi vengono pubblicati articoli miei, estratti da Lettere Meridiane (che non per caso offre ai lettori una licenza Creative Commons): mi sento di far parte di una squadra culturale vera, e ne sono orgoglioso.
In edicola ormai dalla bellezza di trentanove anni, il periodico diretto da Francesco Mastropaolo
 è un giornale locale come s’usava una volta, quando l’informazione non serviva a produrre immagine, ma piuttosto a formulare temi ed opinioni, e a discuterne. 
La copertina del numero di novembre (che potete leggere qui) ne è un’efficace testimonianza. L’editoriale di Giuseppe Bruno è dedicato al tema dei (tanti, troppi) porti turistici che sono spuntati negli ultimi anni sulle coste della Montagna del Sole.

“Ci importa davvero avere tutti questi porti? - scrive l’autore - Sicuramente non è la realizzazione in serie di porti a portare crescita economica e progresso. Altre infrastrutture sono sicuramente di maggiore priorità, soprattutto nel settore dei trasporti (completamento SSV del Gargano, prolungamento e velocizzazione ferrovie, aeroporto di Foggia,...) e possono costituire una base per il miglioramento delle condizioni nel nostro territorio che non può e non deve vivere solo di turismo, per tre mesi all’anno.”
Sacrosanto. E  serve anche a smentire lo stereotipo che vuole che ai garganici non interessi il problema dell’aeroporto. 
Gli articoli di apertura sono dedicati invece alla chiusura del Tribunale di Rodi, un tema che il giornale, così come del resto tutto il territorio, ha seguito con tanto interesse e passione civile, con un bel paio di commenti sull’argomento firmati da Eustachio Agricola e Raffaele Pennelli.
All’interno tanti altri begli articoli, racconti, piccoli saggi storici che fanno de Il Gargano Nuovo un giornale non solo di informazione, ma anche di elevata qualità culturale. C’è anche una deliziosa chicca su cui mi riprometto di tornare: recensioni e una scelta di mini racconti di quel grande artista e poeta che è Matteo Vocino. 
Insomma: quant’è bello Il Gargano Nuovo: il capoluogo Foggia non ha più da tempo un periodico di questo tipo. E non è forse un caso che proprio Foggia manifesti una profonda, acuta crisi di pensiero.
La segnalazione di Teresa Maria Rauzino è accompagnata questo mese da un laconico appello. Dopo aver annunciato che il numero di novembre è disponibile on line, Teresa scrive: “Abbonatevi e fate abbonare i vostri amici, per aiutare il mensile di cultura del Gargano a vivere!”
Non è difficile immaginare che anche Il Gargano Nuovo viva tempi grami dal punto di vista degli introiti. Ma dovesse cessare le pubblicazioni lascerebbe un vuoto - culturale e civile - enorme.

Mi associo all’appello. 

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