domenica 8 settembre 2013

Il cordoglio per la scomparsa di Leonardo De Luca


Un applauso di cuore, per dirgli quanto ci mancherà. Così amici e compagni hanno tributato l'estremo saluto a Leonardo De Luca, accompagnandolo, dopo il rito funebre che si è svolto nella Chiesa Matrice di S. Maria Assunta a Panni, fino al piccolo cimitero che custodirà le sue spoglie mortali.
Il cordoglio per l'improvvisa scomparsa dello scrittore ed uomo politico (è stato assessore provinciale nelle amministrazioni presiedute da Protano e sindaco di Panni dal 1998 al 2007) è stato unanime e profondo. Alla cerimonia ed al corteo funebre hanno partecipato, tra gli altri, il gonfalone municipale e il sindaco di Panni, Pasquale Ciruolo.
Numerosi i commenti al post con cui Lettere Meridiane lo ha ricordato.
Il sito Santagatesi nel Mondo sottolinea un particolare episodio di cui De Luca fu protagonista quando indossava la fascia tricolore, e la comunità protestava vibratamente contro la realizzazione della discarica a Savignano Irpino. Si sono tenuti questa mattina i funerali di Leonardo De Luca, nella Chiesa di Santa Maria Assunta di Panni: piccolo centro del Subappennino in cui era nato 84 anni fa e di cui è stato sindaco.
Il sito diretto da Samantha Berardino, dopo aver sottolineato che la vita di De Luca è stata "spesa per far conoscere e difendere il Subappennino" ricorda "l'ultima battaglia, capeggiata contro la discarica di Savignano Irpino, ai confini con Monteleone e Panni. Era il 2004, dicembre del 2004, quando Leonardo, nonostante avesse 75 anni, vestito di fascia tricolore, decise di guidare la manifestazione di oltre 300 persone contro la discarica dei rifiuti. La polizia caricò la folla con i manganelli: trascinato per la fascia tricolore nel fango per oltre 50 metri, rimase gravemente ferito ma, non per questo, smise la sua lotta a difesa del suo territorio.  La storia umana e politica di Leonardo De Luca travalica, però, le colline dei Monti Dauni."

Anche Giovanni Dello Iacovo ricorda l'«epica» battaglia contro la discarica in contrada Ischia: "Ultrasettantenne fu vittima di una carica dei poliziotti che lo trascinarono nel fango."
L'episodio viene sottolineato anche da Massimo Mazza: "la Capitanata con Leonardo De Luca perde un grande interprete della politica più genuina, più autentica. E' stato un vero lottatore per gli interessi non solo del suo Subappennino ma dell'intera terra dauna. Resterà nella memoria di tutti la sua lotta contro la collocazione della discarica di Panni scalo, allorché quale sindaco-eroe rimase ferito in una pacifica protesta."
Molto bello il ricordo di Gianvito Mastroleo, presidente della Fondazione Di Vagno ed esponente di primo piano del socialismo pugliese, di cui De Luca fu un indubbio protagonista: "l'ho conosciuto negli anni dell'apoteosi socialista con tutti i compagni foggiani. Avevo con Leonardo un conto sospeso; lui possiede (ormai dobbiamo dire possedeva) carte della storia socialista della daunia e della Puglia; le aveva promesse per l'Archivio storico della Fondazione Di Vagno; ma era geloso al punto che prima di darle voleva visitarne la sede; mi promise che avrebbe trovato una giornata libera; sarebbe arrivato a Bari in Treno e assieme saremmo andati a Conversano. Mi promise che mi avrebbe chiamato. Ora non potrà più farlo!"
Il socialismo di Leonardo De Luca viene ricordato anche da Nino Abate, che scrive: "Con Leonardo ho vissuto molti momenti belli, nella comune visione politica socialista, nelle sue prove letterarie, nell'amicizia che comporta familiarità e stima. Mi dispiacque una sua scelta politica dopo la cd prima repubblica, e glielo dissi, ma non ciò non interruppe l'amicizia e il rispetto reciproco. Leonardo era poi molto affezionato anche a mia moglie, di cui riconobbe il valore e le qualità, con una discrezione e un rispetto inusuale oggi. Un galantuomo ed un amico il cui ricordo mi accompagnerà, insieme alla sua tenacia, alla sua forza morale, alla sua capacità di organizzazione."
Molti altri commenti sottolineano la sensibilità culturale e le capacità letterarie di De Luca. Scrive l'inviato della Gazzetta del Mezzogiorno, Lello Vecchiarino: "Addio Leonardo.Nei miei ricordi rimarrai sempre l'uomo che individuava nella Cultura il primo passo per il riscatto del Preappennino, parola che utilizzai per la prima volta alla presentazione di un tuo libro a Panni. Ne discutemmo sul non voler essere sub di qualcuno, nemmeno dell'Appennino, e fu commovente la tua adesione e la tua testimonianza. Addio."
Maurizio De Tullio, giornalista, scrive: "Mi addolora profondamente la notizia della scomparsa "prematura" di Leonardo De Luca. Tra virgolette perché mi piacerebbe che certe donne e certi uomini non se ne andassero mai, che fossero come premiati dal destino o dal buon Dio per i meriti fatti in terra. E De Luca - che ho conosciuto quando anch'io lavoravo con Geppe, all'Ufficio Stampa della Provincia - è una di queste. Lo ricordo dolcemente come un amabile signore d'altri tempi, misurato nella forma ma sempre deciso. E come dimenticare la tenacia (al costo di rischiare finire in ospedale), gli occhiali rotti dalla forza bruta della Polizia, quando, solo pochi anni fa, cercò di difendere le ragioni della sua terra dal rischiare una piccola ecatombe ambientale?
Mi chiedeva spesso di mie nuove pubblicazioni e mi suggeriva nomi (purtroppo inutili!) per il mio futuro "Dizionario Biografico di Capitanata".
Vorrei che la Provincia di Foggia, o quel che resta di essa nelle sue espressioni più alte e degne, lo ricordassero presto e non solo burocraticamente."
L'ultimo struggente commento è di un altro esponente socialista foggiano, Raffaele Meluso: Sono profondamente addolorato dalla morte di Leonardo, che ho appreso solo ora. Per me è sempre stato un grande compagno ed un umanissimo e fraterno amico. Sto piangendo. Addio Leonardo."

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