venerdì 6 settembre 2013

Cannarozzi: il Gargano batte il Salento perché....

Matteo Cannarozzi è uno dei politici più sinceramente attento ai problemi e alle dinamiche della cultura che ho mai incontrato. Come sindaco di Vico Garganico, assessore provinciale e amministratore della Comunità Montana del Gargano si è sempre sforzato di operare nella direzione di un'offerta turistica, da parte del Gargano, non limitata soltanto all'aspetto marino, ma focalizzata anche sul versante culturale, sulla riscoperta dell'identità profonda del Gargano.
Per tutto questo, trovo molto interessante e denso di spunti di riflessione quanto ha scritto come commento al post sull'exploit del Salento nel motore di ricerca Google e sull'eventuale declino del Gargano nella leadership turistica regionale. Ecco le considerazioni di Matteo Cannarozzi
Salento: 2 milioni di cittadini "elettori". Gargano: 150.000 abitanti. Salento: 3 province, Gargano: parte di una provincia! Salento: 2 mari e molti Km di costa, Gargano: pochi km di costa! Salento: oltre 100 comuni e tre capoluoghi di provincia, Gargano: 13 piccoli comuni! Salento: l'aeroporto, Gargano: la Garganica! Salento: sede periferica Rai e Telenorba, Gargano: la lodevolissima Ondaradio!

Quindi due realtà improponibili nel confronto! Proviamo a confrontare una parte omogenea del Salento con il Gargano, con la stessa popolazione, km di costa, abitanti eccetera: nonostante ciò, il Gargano ha oltre il 60% dei posti letto turistici dell'intera Puglia! 
Molto c'è senz'altro da fare, ma finiamola di piangerci sempre addosso: nonostante tutto, dati ufficiali presi di prima mano da operatori turistici : tra il 15% e il 25% in più di fatturato rispetto allo scorso anno e ancora oggi ci sono alberghi esauriti. Il turismo di richiamo dovrebbe essere "pugliese", solo la nostra Regione si può permettere il lusso di avere zone in competizione tra loro.
La verità è che come per l'ILVA o la NATUZZI, anche per l'industria del turismo pugliese e garganico in particolare occorre "un tavolo di concertazione". I nostri operatori non chiedono soldi, ma certezze per il loro futuro e regole e strumenti al passo con i tempi. Per intenderci c'è ancora una legge contro il contrabbando (sic) che impedisci ai lidi già autorizzati, di ammodernare le strutture fatiscenti, precarie e carenti da un punto di vista igienico sanitario. Apriamo un confronto serio sul territorio con numeri alla mano e ascoltiamo serenamente le voci di chi oltre a metterci la faccia ci mette anche i soldi per aumentare il PIL: fa moda!

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