sabato 27 luglio 2013

Il miracolo dell'Estate Biccarese: nei Monti Dauni le più belle serate culturali

Cinquantuno eventi, che, a cominciare da oggi, allieteranno le serate e le nottate di mezza estate. Sono numeri da anni Novanta, quando le amministrativi della Provincia e del Comune di Foggia, rispettivamente capeggiate da Antonio Pellegrino e Paolo Agostinacchio, si sfidavano a colpi di spettacoli ed iniziative culturali.
Ma a godere del ghiotto cartellone non saranno i foggiani. A meno che – come caldamente suggeriamo . non vadano a Biccari. I numeri di cui sopra sono infatti quelli messi in campo dall’Estate Biccarese, che quest’anno mette assieme un cartellone da fare invidia alle città della piana. E il bello è che non si tratta di un miracolo, ma della conseguenza di politiche culturali consapevoli e lungimiranti. L’aveva promesso, il sindaco Gianfilippo Mignona, commentando qualche tempo fa un post di Lettere Meridiane, in cui si sottolineava come – in un momento di ripresa generalizzata delle attività culturali dei comuni dei Monti Dauni – all’appello mancava proprio Biccari.

Mignogna aveva detto d’aver trovato un paese pressoché desertificato, dal punto di vista culturale, ma di ritenere la cultura un elemento cruciale sia per la crescita della comunità, sia per migliorarne l’attrattività turistica.  Aveva chiesto tempo. È stato di parola: l’Estate Biccarese è probabilmente il miglior programma culturale estivo dell’intera Capitanata.
Contano fino a un certo numero i grandi nomi, che pure non mancano, come Enrico Ruggeri, i comici foggiani Pio e Amedeo, Gianna Fratta che dirige La Serva Padrona). Quel che fa la differenza, sono i contenuti e la filosofia partecipativa che sorregge il programma. L’amministrazione comunale ha chiamato tutti a dare il loro contributo, e tutti hanno positivamente risposto. Ci sono le associazioni come Terra di Mezzo, Bollenti Spiriti, Effetto Domino, Daunia Due Sicilie, Gam, l’associazione Superamento Handicap, il circolo Sandro Pertini, l’associazione Pesca Sportiva e quella dei Biccaresi, l’Enal Pesca, la Volley Biccari, l’A.S.D. Biccari; c’è la Pro Loco, il Comitato Feste Patronali, la Parrocchia. Ci sono i bar (Varese, Panama). Ci sono le aziende produttrici di energia, tanto spesso croce dei Monti Dauni, ma in questo caso anche delizia, che sponsorizzano gli eventi (Tribugas, Wind Farm Rocchetta, Biccari 2 Energie Rinnovabili).
Non si tratta di un miracolo, ma del logico approdo di un percorso esemplare che il sindaco è riuscito a compiere: prima di tutto aprendo Biccari alla relazione con l’esterno, quindi puntando seriamente al recupero dell’identità, del genius loci. Del resto, la vera cultura (intendo dire quella cultura che non è ricreazione e basta, ma investimento per il futuro) è questa: la capacità di gettare ponti e costruire relazioni con “l’altro da sé” ma restando se stessi, anzi valorizzando ed accrescendo il “sé” di una comunità locale.
L’operazione più esemplare è stato l’innamoramento tra Biccari e il cinema, propiziato dal set de La stagione dell’amore, uno dei cortometraggi più applauditi della scorsa stagione. Lo ha scritto e diretto Antonio Silvestre, originario di Biccari, e prodotto un pugliese coraggioso e geniale come Mario Tani. La prima biccarese è stata un’autentica festa popolare (ne ho parlato in questo post): quel momento, il coagularsi del paese prima attorno al set, quindi in occasione della presentazione, è stato una tappa importante di quel processo di aggregazione che ha prodotto un’Estate Biccarese destinata a restare negli annali della storia culturale della Capitanata.
E poi, il recupero d’identità, di cui ho detto: l’amministrazione comunale guidata da Mignogna si è gettata senza esitazione del progetto di valorizzazione e recupero della figura di Ralph De Palma  (l’Estate Biccarese ospiterà una mostra fotografica) che culminerà con la celebrazione del centesimo anniversario della storia vittoria che De Palma, il pilota nato a Biccari ed emigrato in America, che ha vinto più di ogni altro nella storia dell’automobilismo, ha ottenuto a Indianapolis. Anche in questo caso, l’iniziativa è il frutto della positiva sinergia che si è stabilita tra Mignogna e Maurizio De Tullio, autore del libro su De Palma che ha avuto lo straordinario merito di sottrarre dall’oblio questa figura di campione sportivo, sospesa tra mito e leggenda.
Ma non è ancora tutto. Nel programma dell’Estate figurano almeno un altro paio di iniziative rivolte a consolidare il genius loci, quella identità che sprigiona orgoglio d’appartenenza. Lode all’Associazione Terra di Mezzo per aver dedicato una serata a quel grande poeta ed intellettuale che è stato Vincenzo D’Alterio (2 agosto alle ore 21). E promettono cose interessanti e fuori dal coro anche le serate Controversi Poeti a Confronto (promossa sempre da Terra di Mezzo, 19 agosto ore 21.30) e Le verità scomode del Risorgimento (ad iniziativa di Daunia Due Sicilie, 24 agosto ore 21.30).
Ho iniziando mettendo a confronto l’effervescente cartellone dell’Estate Biccaresi 2013 con le belle estati culturali degli anni Novanta a Foggia che sono ormai un ricordo. Quest’anno, Comune e Provincia non sono riuscite ad allestire un cartellone nemmeno lontanamente paragonabile a quello biccarese. Sono ormai definitivamente tramontati gli anni degli enti locali che facevano da mecenati. I bilanci non consentono più investimenti nel campo dello spettacolo e dell’intrattenimento estivo.
Ma anche in questo Biccari e Mignogna additano una strada, possono diventare un modello. La risposta alla crisi – credo irreversibile – del mecenatismo degli enti locali sta nell’aggregazione, nell’incontro tra il pubblico, l’associazionismo, l’impresa. Come ha fatto l’Estate Biccarese.

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