martedì 2 aprile 2013

Quando Mario Mauro sfilava a Foggia in difesa della vita


C’è anche un foggiano tra i dieci saggi con cui il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, spera di cavare il ragno dal buco di una situazione politica che più che di stallo sembra impantana, imputridita. È un nome illustre, quello di Mario Mauro, 51 anni, nato a San Giovanni Rotondo e che a Foggia ha cominciato i suoi primissimi passi dell’impegno politico e sociale. Mauro faceva parte del gruppo di giovani cattolici dette vita a Comunione e Liberazione nel capoluogo dauno, e si distinse in alcuni manifestazioni pubbliche come quelle dei movimenti antiabortisti che sfilavano in piazza per “difendere la vita”.
La sua carriera politica ha avuto la sua consacrazione però a Milano, dove ha studiato laureandosi in Filosofia all'Università Cattolica del Sacro Cuore. Berlusconiano dalla prima ora, Mauro è stato eletto per tre volte nell’europarlamento, all’interno del quale ha ricoperto anche la carica di vicepresidente. La sua militanza nella formazione berlusconiana è stata tuttavia sempre caratterizzata da una notevole attenzione verso i temi della difesa dei valori cristiani e della necessità di coniugare l’etica d’impresa con i valori della coesione e della solidarietà.

Mario Mauro ha sempre mostrato una capacità autonoma di giudizio e di discernimento, che lo hanno segnalato come una delle intelligenze più lucide e nuove della galassia del centrodestra: un politico che pensa, che crede ad alcuni valori e li difende. Un personaggio controcorrente.
Prima della recente campagna elettorale, la rottura con il Pdl e l’ingresso in Scelta Civica di Mario Monti, formazione che lo ha eletto alla Camera dei  Deputati. Mauro è il più giovane dei consulenti chiamati da Napolitano a cercare di tirare fuori la politica dalle secche in cui si è cacciata. Una designazione che se da un lato premia le indubbie capacità politiche di Mauro, dall’altro non deve stupire, perché in un momento in cui il Paese ha bisogno di persone in grado di costruire ponti, di tessere reti, di attenuare la divisioni tra le diverse fazioni, Mauro sembra il personaggio ideale.
Nel parlamento che si è appena insediato Mauro guida il gruppo di Scelta Civica al Senato, ed in questa veste ha partecipato alle consultazioni che si sono svolte al Quirinale. Pare che Napolitano sia rimasto impressionato dalla competenza e dalla passione con cui l’esponente montiano ha illustrato il “modello olandese” che utilizzando degli esploratori che concordassero un programma senza pregiudizi è poi riuscito a varare in poche settimane un governo in una situazione di stallo come quella che sta vivendo il Bel Paese. Napolitano ha ascoltato l’intervento di Mauro senza replicare, ma se poi l’ha chiamato nella sua super-squadra, una ragione dev’esserci.
Il parlamentare fa parte del gruppo che si occuperà delle riforme istituzionali. Ma sembra già chiaro che l’apporto che darà alla delicata missione che il Capo dello Stato ha affidato ai saggi non sarà soltanto di natura politica e teorica, ma soprattutto umana. Non casuale il richiamo, tutto cristiano, alla “buona volontà” con cui ha commentato la nomination da parte di Napolitano: "Non è un compito facile, perché alle spalle abbiamo una lunga serie di fallimenti, però la difficoltà del momento, spero, darà a tutti un po' più di buona volontà. Auspico che il nostro lavoro sia molto breve, intenso e soprattutto molto cordiale. L'obiettivo del nostro lavoro è evidente: aiutare le forze politiche ad evitare steccati e barriere ideologiche, individuando elementi su cui si può convergere. Napolitano non ha perso tempo, ma usa il tempo per vincere resistenze".

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