venerdì 23 novembre 2012

Primarie 2012 /Scontro tra titani con l'incognita Renzi


Cosa cambierà nel centrosinistra pugliese e foggiano, dopo le primarie di domenica prossima? Molto, se non tutto, dipenderà dal risultato che riusciranno ad ottenere i supporter di Matteo Renzi. E non soltanto perché il sindaco di Firenze è il personaggio più nuovo che sia sceso in campo: a sostegno della tesi che sarà proprio lui l'ago della bilancia della competizione c'è anche una serie di considerazioni oggettive.
La prima - e più evidente - è che ai nastri di partenza figurano esponenti che giungono da partiti perfino coalizioni diverse. Vendola rappresenta Sel, Tabacci si era candidato con l'Alleanza per l'Italia di Rutelli (centro), ma strada facendo la coalizione è stata ribattezzata Italia Concreta. 
Il solo derby riguarda insomma il Pd, che schiera tre candidati: il segretario Bersani, il già ricordato Renzi, la combattiva consigliera regionale veneta, Laura Puppato, la cui candidatura non ha comunque prodotto riverberi locali, almeno in Puglia. Ed è dunque la volata a due, quella che potrà produrre ripercussioni più o meno profonde sul quadro politico di centrosinistra regionale e provinciale, perché riguarda gli equilibri interni del partito di maggioranza della coalizione.

Questa tesi resta vera anche se a vincere in Puglia dovesse essere Nichi Vendola, cosa del resto che appare possibile, visto che il governatore regionale pugliese le primarie le ha già vinte, e due volte, sconfiggendo il candidato ufficiale prima dei Democratici di Sinistra e poi del Pd. Sia in occasione delle primarie 2005 che di quelle 2010, la vittoria (piuttosto inattesa la prima volta, quasi scontata la seconda) non ha provocato particolari scossoni in seno al partito più grande, paradossalmente proprio perché il vincitore non ne faceva pare. I voti dei Democratici di Sinistra e dei Democratici poi che hanno premiato Ventola sono stati - come dire - voti in libera uscita che non hanno comunque alterato gli equilibri interni.
Nel caso del confronto tra Bersani e Renzi le cose potrebbero andare diversamente.  Dovesse vincere Renzi sarebbe un terremoto. I precedenti (l'ultima volta che si votò per le primarie del Pd fu nel 2009) indicano nella Capitanata un'autentica roccaforte per il segretario del partito, che tre anni fa ottenne in provincia di Foggia una percentuale molto elevata, con quasi dieci punti in più rispetto alla media nazionale, attestandosi attorno al 66%. Quasi 33 punto e mezzo finirono a Franceschini e poco meno del 5% a Marino.
L'affluenza al voto premiò in modo netto Manfredonia, che confermò la sua egemonia rispetto al resto del territorio provinciale. 
Incrociando i risultati delle primarie 2009 con quelle che si svolsero all'inizio dell'anno successivo, per scegliere il candidato alla guida del governo regionale, si ha l'impressione che domenica prossima sarà un faccia a faccia tra Bersani e Ventola, che nel 2010 vinse anche in provincia di Foggia (però con una percentuale inferiore rispetto al resto della Regione, con il 56%).
Com'è possibile dunque che Renzi possa diventare l'ago della bilancia? È ovvio che molti dipenderà da quanto il sindaco di Firenze deciderà di fare dopo le primarie, ed indipendentemente dall'esito delle stesse. Se, per esempio, darà vita ad una corrente in seno al Pd. Ma proprio in quanto outsider, rispetto ad una competizione che vede scendere in campo candidati che già si sono sottoposti alle primarie, tutto ciò che riuscirà ad ottenere dalle urne domenica prossima sarà una preziosa dote per il futuro.
E non c'è dubbio che Renzi è tra i diversi contendenti quello che si rivolge ad un elettorato che non è "organico" al Pd, anzi, in molti casi, non ha neanche la tessera di partito in tasca. Il fatto che si sia accostato alla politica rappresenta il vero fatto nuovo della campagna elettorale per le primarie 2012. 
È. in un certo senso, un movimento, che si riconosce in un leader e non ancora in un partito. Come abbiamo visto, l'esito delle scorse tornate di primarie ha cambiato poco o nulla gli equilibri interni al Partito Democratico. Ma proprio per l'intrinseca novità politica rappresentata dalla candidatura del sindaco di Firenze, qualora domenica ottenesse un buon risultato, in provincia di Foggia ed in Puglia le cose potrebbero cambiare e gli inossidabili equilibri interni del Pd potrebbero essere messi in discussione. 

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