lunedì 5 novembre 2012

Fondi comunitari, si inverte la tendenza / Puglia regina in capacità di spesa


È ancora troppo presto per dirlo con certezza e per stappare lo spumante. Ma sull'uso dei fondi comunitari, soprattutto nel Mezzogiorno, potrebbe essersi innescata una inversione di tendenza. La capacità (e la tempestività) di spesa delle Regioni Meridionali hanno fatto registrare negli ultimi mesi un autentico balzo in avanti. 
La Puglia è sugli scudi, per espressa ammissione del Ministero per lo Sviluppo e la Coesione Economica, che ad appena qualche giorno dalla scadenza della data fissata per verificare i rispetto della tempistica  circa gli obiettivi di spesa ha fornito i dati ufficiali: 43 programmi operativi su 52 hanno raggiunto il target delle spese certificate.
Si trattava - afferma in una nota il Ministero  - di vero banco di prova per il rispetto degli obiettivi di spesa stabiliti dal Comitato Quadro Strategico Nazionale (QSN) lo scorso 27 febbraio. "Per quanto riguarda i programmi che hanno superato l’obiettivo, talora attraverso forti accelerazioni, si osservano, in molti casi, scostamenti positivi anche assai significativi rispetto al target: per quanto riguarda il Mezzogiorno, si notano i risultati per Puglia (FESR) – il programma con il massimo volume di spesa in tutta Italia – e Campania (FESR) e per il Programma Nazionale Istruzione (FSE e FESR)."

Per quanto riguarda la Puglia, il target di 1.401,4 milioni di euro che era stato stabilito per i fondi rivenienti dal FESR è stato superato di oltre 6 punti percentuali con una spesa totale (che include anche il cofinanziamento regionale) di 1.669,8 milioni di euro.  In particolare, l'obiettivo fissato dal Ministero prevedeva che entro ottobre si raggiungesse una spesa pari al 27,3 dei finanziamenti complessivamente disponibili, mentre è tata raggiunta una percentuale del 32,5.
Sono andate bene le cose anche per quanto riguarda i fondi messi a disposizione dal FSE, con 325,1 milioni spesi rispetto ad un target di 313,6 milioni. La quota definita quale target dal Ministero rappresentava il 24,5 del finanziamento totale, quella raggiunta si è attestata sul 25,4%, circa un punto in più rispetto al previsto. 
Da sottolineare soprattutto la performance che riguarda i fondi FESR: quello pugliese è infatti dal punto di vista economico il più importante canale comunitario di finanziamento nel Paese. Assieme alla Puglia, hanno superare l'esame la Basilicata, che ha superato dell'0,3% la percentuale posta come target per i fondi FESR e dello 0,6 quella relativa ai fondi FES.  Buona la performance anche della Campania (obiettivi superati: + 4,£ per quanto riguarda il FESR, + 1,1 per quanto riguarda il FSE). Le note dolenti riguardano la Calabria (che ha raggiunto solo l'obiettivo relativo al FSE, non raggiungendo quello del FESR) e soprattutto la Sicilia, regionale per la quale sta diventando sempre più concreto il rischio del definanziamento, ovvero di vedere sfumare i contributi comunitari.
I risultati raggiunti sono comunque significativi, e potrebbero preludere ad una svolta: un “notevole balzo in avanti” secondo il Ministro per la Coesione Territoriale il cui costante monitoraggio dell'andamento dei fondi comunitari sta cominciando a dare i suoi (buoni) frutti. Da ricordare anche il sito OpenCoesione.Gov, in cui ogni cittadino ha modo di verificare, giorno giorno, l'andamento dei progetti finanziati dall'Ue). 
Secondo il mistico Fabrizio Barca “molti programmi, anche alcuni di grandi dimensioni del Sud, hanno realizzato, pure in condizioni difficili delle pubbliche finanze, un notevole progresso che ha consentito di raggiungere o, addirittura, di superare largamente il target di ottobre, gettando le premesse per un buon risultato di fine anno, quando, per chi non centra l’obiettivo, la sanzione è la restituzione dei fondi all’Unione Europea. Nel ringraziare le Autorità politiche e amministrative responsabili – ha affermato il Ministro – voglio essere certo che compiremo un ulteriore sforzo non solo per l’obiettivo di dicembre ma anche per completare la messa in sicurezza dei programmi per l’intero periodo. Permangono – sono evidenti dai dati – significativi punti di debolezza. Li aggrediremo con ancora più decisione” – ha chiosato Barca.

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