mercoledì 31 ottobre 2012

La Pentapoli diventa Ottapoli: ma Foggia riuscirà ad esserne capitale?


Una grande provincia, se la politica sarà all'altezzaCifre da record: più di un milione di abitanti. Oltre 8.500 chilometri quadrati di estensione. La Puglia Nord destinata a contare. Più del Salento.

Un milione 33mila 699 abitanti. Ottomila 504,85 chilometri quadrati. Sono queste le cifre della nuova provincia di Foggia che incorporerà la provincia di Barletta-Andria-Trani, per effetto del decreto del Consiglio dei Ministri che conclude il lungo - ma serrato - iter della riforma delle province.
Una grande, autentica "area vasta", che potrebbe rappresentare per lo scacchiere pugliese una grande risorsa di sviluppo, se la classe politica dirigente riuscirà a cogliere l'opportunità. Molto, moltissimo dipenderà dai Comuni, e dalla loro capacità di interpretare positivamente le potenzialità della riforma Monti. Saranno infatti i comuni i veri protagonisti delle Province ridisegnate dalla riforma. Cambierà anche il sistema elettorale, che non sarà più a suffragio universale, ma di secondo grado: la platea dell'elettorato attivo e passivo sarà infatti composta dai sindaci e dai consiglieri dei comuni che fanno parte della provincia.
71, nel caso della provincia di Foggia e Bat, o forse 72 perché bisognerà capire dove starà Molfetta, che durante l'iter della riforma ha fatto sapere di non volerne sapere della città metropolitana di Bari.
Una grande provincia, quella che si profila, soprattutto se riuscirà ad interpretare il ruolo e la funzione che le vengono affidate, prima di tutto dalla carta geografica: interpretare la Puglia Settentrionale, in uno scacchiere regionale che sembra destinato a ridefinire sostanzialmente la competizione tra i diversi territori regionali. Per dirla fuori dai denti, è molto difficile che d'ora in poi territori come il Barese (che comunque si trasforma in città metropolitana) ed il Leccese (che ha perso l'opportunità di far spiccare il volo al Grande Salento, come sarebbe stato nel caso di un accorpamento a tre, che vedesse assieme Lecce, Taranto e Brindisi) possano continuare a svolgere il ruolo di asso pigliatutto. 

IL SALENTO ESCE RIDIMENSIONATO DALLA RIFORMA
Anzi, il Salento esce piuttosto ridimensionato dalla riforma, la cui grande novità è rappresentata forse proprio dalla "grande provincia" di Foggia, dalla Puglia Settentrionale.
Interpretare al meglio le prospettive nuove che si schiudono dipenderà molto dai Comuni e dalla loro capacità di superare i localismi che hanno invece contraddistinto l'iter della consultazione che ha preceduto la riforma. La Bat aveva  chiesto una deroga ai rigorosi parametri imposti dal governo: possedeva quello della popolazione, ma non quello della superficie. Se si fosse consentita una deroga alla Bat, sarebbe venuto meno l'impianto della intera riforma. I Comuni potevano chiedere di passare alla città metropolitana di Bari, ma questa opzione non è stata esercitata (potrebbero comunque farlo in futuro, trattandosi di una prerogativa costituzionale).
La classe politica della Capitanata è invece rimasta alla finestra. La provincia era in una botte di ferro, possedendo entrambi i requisiti. È opportuno che almeno adesso, ad accorpamento o unificazione che dir si voglia avvenuta, si avvii un confronto, serio, approfondito.
I criteri della riforma mettono al riparo il ruolo di Foggia, che sarà capoluogo: e, a questo punto, di una provincia assai più estesa e complessa di quanto non lo fosse già attualmente (la provincia di Foggia era già la più estesa territorialmente a livello nazionale, tra quelle interessate alla Riforma). La riforma stabilisce infatti che "il comune capoluogo è il comune già capoluogo della Provincia con maggior popolazione residente, salvo diverso accordo tra comuni già capoluogo di ciascuna Provincia oggetto di riordino."

LA SFIDA PER FOGGIA: ADESSO DEV'ESSERE DAVVERO CAPITALE
Riuscirà Foggia ad esercitare il ruolo di "città capoluogo", nonostante il processo di declino che sta vivendo? È necessario un colpo d'ala, uno scatto d'orgoglio, e sarà comunque una bella sfida per la classe dirigente.
Cambierà anche il sistema urbano: non più una "pentapoli" com'e' stato fino ad oggi ma, almeno una "ottapoli", perché a Foggia, Manfredonia, Cerignola, San Severo e Lucera, andranno ad aggiungersi i tre centri che facevano da capoluoghi alla Bat: Barletta, Andria e Trani. Dal punto di vista demografico, le gerarchie della "ottapoli" vedranno subito dopo Foggia (152.747 abitanti), Andria, con 100.086 abitanti, quindi Barletta (94.459). La graduatoria prosegue con Cerignola (59.103), Manfredonia (57.455) e San Severo (55.321). Quindi Trani (53.940). Un'articolazione urbana ricca, che si conclude a Nord con Bisceglie (che pare tuttavia determinata a passare alla città metropolitana di Bari) che pur non essendo compresa nella ideale "ottapoli" conta su ben 54.847 abitanti, mentre Canosa, posta tra Cerignola e Barletta, ha quasi gli stessi abitanti (31.115) della più piccola città della Pentapoli dauna, Lucera (34.513). 
È importante adesso rimboccarsi le maniche, e mettersi al lavoro, tanto più che il Ministro Patroni Griffi ha lasciato chiaramente intendere che, una volta varata la riforma è conseguito l'obiettivo della spending review, il Governo non ostacolerà possibili processi di consolidamento delle funzioni alle nuove Province, purché queste vengano loro delegate dai Comuni. Paradossalmente, proprio in un momento in cui la Provincia sembra destinata a perdere funzioni a vantaggio dei Comuni, potrebbe trovarsi rinvigorita dagli stessi Comuni: se questi riusciranno, però, a vedere in essa una risorsa. 


3 commenti :

Cesare ha detto...

Certo, i cugini della BAT in questo frangente sembrano feriti nell'orgoglio....
Dopo la conquista della "indipendenza" si vedeno "aggregare" alla Provincia di Foggia, che (diciamolo pure) non si è proprio distinta circa le politiche del territorio.
Quindi, il primo ostacolo è il profilo in cui identificarsi....
Inizierei chiamando l'area geografica ad es. Puglia Nord" piuttosto che "Provincia di Foggia" cosi non dispiace a nessuno. ;)
Poi, a prescindere dall'estensione del territorio, le carte sul tavolo le devono disporre i politici, e saranno tanto più efficaci quanto più capaci e lungimiranti questi saranno. (con o senza BAT)
Indubbiamente, gestire le "Bellezze" della BAT insieme a quelle della provincia di Foggia significa amministrare un patrimonio culturale, storico ed artistico unico ed impareggiabile.
Sarebbe un vero peccato lasciarsi scappare questa opportunità.

Pasquale Calzone ha detto...

RESTARE COM'E' ADESSO...!!

Mi dispiace Geppe, ma la Storia ci insegna che Foggia, o meglio i politici locali, non hanno mai e sottolineo mai saputo competere con la classe politica barese (cfr. in ultimo il Caso Gino Lisa).
Non ho mai avuto fiducia nelle capacità dei nostri politici locali, non sono riusciti a far decollare il nostro territorio come è adesso figuriamoci ora dandoci ancora più responsabilità con una estensione di territorio quasi doppia con l'accorpamento delle nuove province cosa possono combiare...!!!

Anonimo ha detto...

non capisco perchè sottolineare le dimensioni, siete proprio fissati per le dimensioni vero? Reprimente forse un'omosessualità?

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