mercoledì 14 dicembre 2011

Ciao, caro Enzo


Era un decano del giornalismo foggiano, ma soltanto per ragioni anagrafiche. Enzo è stato sempre giovane dentro, come ha ampiamente testimoniato nell'impegno profuso, pur provato dalla malattia, nell'ultima sfida che abbiamo vissuto insieme: l'implementazione di alcuni nuovi servizi del sito web alla Provincia di Foggia.
Era sempre disposto ad osare il nuovo, ma sempre anche profondamente radicato a quell'antica Foggia di cui la famiglia Ciampi è stata una illustre protagonista.
Le nostre strade professionali si sono spesso incrociate, e ricordo con particolare nostalgia la collaborazione in Giornali e caffè, trasmissione che aveva inventato lui, e che ci vedeva spesso insieme a sorbire il caffè del mattino commentando le notizie del giorno davanti alle telecamere di Teleradioerre, lui direttore responsabile, io direttore editoriale.
Non era un momento facile per la redazione, che si trovava alle prese con un delicato passaggio di proprietà della testata. Enzo Ciampi seppe pilotare quella fase con intelligenza, ma anche con la necessaria tenacia.
Non si arrabbiava mai e trasudava senso civico ad ogni intervento, con una compostezza ed una signorilità che vanno additate ai colleghi più giovani, che spesso indulgono a polemiche eccessive. Insieme cercammo di fare di Teleradioerre "la televisione della ggente" (con due g, come si dice a Foggia), ed un pezzo importante di quella storia fu il raccontare il pallone, con passione ma anche con l'idea che Foggia e il Foggia sono coincidenti, la città si specchia nella squadra, e viceversa.
Ho sempre ammirato la sua misura, quando parlava del Foggia così come quando parlava della politica la cui inadeguatezza metteva a dura prova il suo incrollabile senso civico. Ho però conservato per anni una sua mitica telecronaca. Telefoggia era appena agli albori e il Foggia  si giocava la seria A in casa sfidando il Pescara. Per quasi novanta minuti la palla non volle saperne di finire in rete. L'arbitro stava quasi per fischiare la fine quando ci pensò Gianni Pirazzini a sbloccare il risultato. La manifestazione di giubilo di Enzo dai microfoni fu degna di quelle dei telecronisti brasiliani.
Ci mancherai molto, caro Enzo.

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